Note Ingegneria Informatica · UniTN
Geometria e Algebra Lineare
in corso

Distanze nello spazio

Indice 7 sezioni
  1. 1Definizioni
  2. 1.1Distanza punto-punto
  3. 1.2Distanza punto-piano
  4. 1.3Distanza punto-retta
  5. 1.4Distanza retta-retta
  6. 2Enunciati
  7. 2.1Distanza punto-piano
  8. 2.2Distanza fra due rette, i tre casi
  9. 3Metodo
  10. 3.1Distanza punto-piano
  11. 3.2Distanza punto-retta, metodo 1 (punto generico)
  12. 3.3Distanza punto-retta, metodo 2 (piano ausiliario)
  13. 3.4Distanza fra rette parallele
  14. 3.5Distanza fra rette sghembe, metodo 1 (perpendicolare comune)
  15. 3.6Distanza fra rette sghembe, metodo 2 (piano del fascio)
  16. 4Esempi svolti a lezione
  17. 5Esercizi tipo esame
  18. 6Errori tipici
  19. 7Domande

Argomento di Geometria e Algebra Lineare. Fatto a lezione in L3, alla fine del capitolo di geometria. Fonte: appunti della prof p. 22-23 (punto-punto, punto-piano), p. 23-25 (punto-retta, due metodi), p. 25-27 (retta-retta); esercitazione del tutor, es. 6; dimostrazione della formula punto-piano nella dispensa, Proposizione 5, p. 27-28 (sezione 1.2.5), a cui rimanda la prof. Prima: Posizioni reciproche nello spazio e Rette e piani nello spazio. Il prodotto scalare e la proiezione ortogonale stanno in Vettori geometrici.

Una sola idea, quattro casi. La distanza fra due oggetti è sempre la minima distanza fra un punto del primo e un punto del secondo, e quel minimo si realizza sempre lungo una perpendicolare. Tutto il lavoro è trovare il piede della perpendicolare, cioè il punto HH; poi la distanza è un modulo di segmento orientato come già sai calcolarlo.

   punto - punto     ->  formula diretta
   punto - piano     ->  formula diretta (proiezione sulla normale)
   punto - retta     ->  trovare H, poi |PH|
   retta - retta     ->  dipende dalla posizione reciproca

Per le rette la prima mossa non è mai un conto di distanza: è determinare la posizione reciproca. Incidenti, parallele e sghembe si trattano in tre modi diversi.

1Definizioni

1.1Distanza punto-punto

Dati P=(xP,yP,zP)P = (x_P, y_P, z_P) e Q=(xQ,yQ,zQ)Q = (x_Q, y_Q, z_Q), la distanza è il modulo del segmento orientato PQ→\overrightarrow{PQ}:

d(P,Q)=∣PQ→∣=(xQ−xP)2+(yQ−yP)2+(zQ−zP)2d(P, Q) = |\overrightarrow{PQ}| = \sqrt{(x_Q - x_P)^2 + (y_Q - y_P)^2 + (z_Q - z_P)^2}

Sotto radice c’è una somma di quadrati: è il modulo in coordinate, cioè il teorema di Pitagora applicato due volte. L’ordine dei punti non conta, perché ogni differenza viene elevata al quadrato.

1.2Distanza punto-piano

Dato un piano π\pi e un punto PP non su di esso, la distanza è la distanza fra PP e il punto di π\pi più vicino a PP, cioè il punto HH tale che HP→\overrightarrow{HP} sia ortogonale al piano.

Come la calcola la prof: si prende un punto qualunque QQ su π\pi e il versore normale n⃗\vec{n}. La distanza è il modulo della proiezione ortogonale di QP→\overrightarrow{QP} su n⃗\vec{n}:

d(P,π)=∣(QP→⋅n⃗) n⃗∣=∣QP→⋅n⃗∣(∣n⃗∣=1)d(P, \pi) = \left|(\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n})\,\vec{n}\right| = |\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n}| \qquad (|\vec{n}| = 1)

L’ultima uguaglianza vale perché il modulo di un numero per un versore è il valore assoluto del numero. Da qui esce la formula chiusa dell’enunciato qui sotto.

1.3Distanza punto-retta

La prof: d(P,r)=d(P,H)d(P, r) = d(P, H), dove HH è il punto di rr tale che HP→⋅v⃗=0\overrightarrow{HP} \cdot \vec{v} = 0, con v⃗\vec{v} vettore direzionale di rr.

HH si chiama piede della perpendicolare da PP a rr. Non c’è una formula chiusa da imparare: si trova con uno dei due metodi nella sezione Metodo.

1.4Distanza retta-retta

La prof: date due rette rr e r′r', d(r,r′)d(r, r') è la distanza minima fra un punto su rr e un punto su r′r'.

Nel caso sghembo il segmento PQ→\overrightarrow{PQ} che realizza il minimo ha gli estremi su rr e su r′r' ed è ortogonale a entrambe: è la perpendicolare comune, e la prof definisce d(r,r′)=d(P,Q)d(r, r') = d(P, Q).

2Enunciati

2.1Distanza punto-piano

Al numeratore c’è l’equazione del piano valutata in PP, in valore assoluto; al denominatore il modulo della normale. Due letture utili: se PP sta sul piano il numeratore è zero e la distanza è zero, come deve essere; e se l’equazione del piano è già normalizzata (∣n⃗∣=1|\vec{n}| = 1) la distanza è direttamente il numeratore.

Il valore assoluto serve perché axP+byP+czP+da x_P + b y_P + c z_P + d ha segno: è positivo da un lato del piano e negativo dall’altro. Il segno dice da che parte sta PP, cosa che a volte serve, ma la distanza è comunque non negativa.

Dimostrazione (dispensa, Proposizione 5)

Sia n⃗=(a,b,c)\vec{n} = (a, b, c) la normale e sia Q=(xQ,yQ,zQ)Q = (x_Q, y_Q, z_Q) un punto qualunque di π\pi. Il vettore HP→\overrightarrow{HP} è la proiezione ortogonale di QP→\overrightarrow{QP} su n⃗\vec{n}:

HP→=(QP→⋅n⃗)n⃗∣n⃗∣2\overrightarrow{HP} = \left(\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n}\right) \frac{\vec{n}}{|\vec{n}|^2}

Sviluppo il prodotto scalare:

QP→⋅n⃗=(xP−xQ, yP−yQ, zP−zQ)⋅(a,b,c)=(axP+byP+czP)−(axQ+byQ+czQ)\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n} = (x_P - x_Q,\ y_P - y_Q,\ z_P - z_Q) \cdot (a, b, c) = (a x_P + b y_P + c z_P) - (a x_Q + b y_Q + c z_Q)

Ora arriva il passaggio chiave: QQ sta sul piano, quindi le sue coordinate soddisfano l’equazione, cioè axQ+byQ+czQ=−da x_Q + b y_Q + c z_Q = -d. Sostituendo:

QP→⋅n⃗=axP+byP+czP+d\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n} = a x_P + b y_P + c z_P + d

Il punto QQ è sparito dal conto, ed è il motivo per cui la formula finale non dipende da quale punto del piano hai scelto. Prendendo il modulo:

d(P,π)=∣HP→∣=∣axP+byP+czP+d∣∣n⃗∣2⋅∣n⃗∣=∣axP+byP+czP+d∣a2+b2+c2■d(P, \pi) = \left|\overrightarrow{HP}\right| = \frac{|a x_P + b y_P + c z_P + d|}{|\vec{n}|^2} \cdot |\vec{n}| = \frac{|a x_P + b y_P + c z_P + d|}{\sqrt{a^2+b^2+c^2}} \qquad \blacksquare

2.2Distanza fra due rette, i tre casi

Nel caso parallelo la scelta del punto su rr è libera perché la distanza fra due rette parallele è la stessa in ogni punto: è quello che significa essere parallele.

3Metodo

3.1Distanza punto-piano

Con la formula: sostituisci PP nell’equazione del piano, prendi il valore assoluto, dividi per a2+b2+c2\sqrt{a^2 + b^2 + c^2}. Se serve anche il piede HH, è la proiezione ortogonale di PP sul piano: retta per PP con direzionale n⃗\vec{n}, intersecata col piano (metodo in Rette e piani nello spazio).

Piani a distanza data. Se il piano cercato ha normale nota (parallelo a un piano dato, oppure ortogonale a una retta data) l’unica incognita è dd. Imponi ∣axP+byP+czP+d∣a2+b2+c2=δ\frac{|ax_P + by_P + cz_P + d|}{\sqrt{a^2+b^2+c^2}} = \delta: il valore assoluto dà due equazioni e quindi due piani, uno per parte rispetto a PP.

3.2Distanza punto-retta, metodo 1 (punto generico)

  1. Scrivi le parametriche di rr e chiama Q(t)=(xA+tv1, yA+tv2, zA+tv3)Q(t) = (x_A + t v_1,\ y_A + t v_2,\ z_A + t v_3) il punto generico.
  2. Calcola PQ(t)→\overrightarrow{PQ(t)}, che dipende da tt.
  3. Imponi l’ortogonalità al direzionale: PQ(t)→⋅v⃗=0\overrightarrow{PQ(t)} \cdot \vec{v} = 0. È un’equazione di primo grado in tt.
  4. La soluzione t0t_0 dà H=Q(t0)H = Q(t_0).
  5. d(P,r)=d(P,H)d(P, r) = d(P, H).

3.3Distanza punto-retta, metodo 2 (piano ausiliario)

  1. Scrivi il piano π\pi passante per PP e ortogonale a rr: la sua normale è il direzionale di rr, quindi π:v1x+v2y+v3z+d=0\pi : v_1 x + v_2 y + v_3 z + d = 0, e dd si ricava imponendo il passaggio per PP.
  2. Trova H=π∩rH = \pi \cap r sostituendo le parametriche di rr nell’equazione di π\pi e ricavando tt.
  3. d(P,r)=d(P,H)d(P, r) = d(P, H).

I due metodi portano alla stessa equazione in tt, scritta in modo diverso. Il primo è più corto; il secondo è utile quando il piano ausiliario serve comunque per altre richieste dello stesso esercizio.

3.4Distanza fra rette parallele

Prendi un punto qualunque PP di rr e calcola d(P,r′)d(P, r') con uno dei due metodi punto-retta. Prima controlla che non siano coincidenti: se PP sta anche su r′r' la distanza è 00.

3.5Distanza fra rette sghembe, metodo 1 (perpendicolare comune)

  1. Scrivi il punto generico P(t)P(t) su rr e Q(s)Q(s) su r′r', con parametri diversi.
  2. Calcola P(t)Q(s)→\overrightarrow{P(t)Q(s)}, che dipende da tt e da ss.
  3. Imponi le due ortogonalità: {P(t)Q(s)→⋅v⃗=0P(t)Q(s)→⋅w⃗=0\begin{cases} \overrightarrow{P(t)Q(s)} \cdot \vec{v} = 0 \\ \overrightarrow{P(t)Q(s)} \cdot \vec{w} = 0 \end{cases} dove v⃗\vec{v} e w⃗\vec{w} sono i direzionali di rr e r′r'.
  4. Risolvi il sistema lineare in tt e ss: la soluzione (t0,s0)(t_0, s_0) dà P=P(t0)P = P(t_0) e Q=Q(s0)Q = Q(s_0).
  5. d(r,r′)=d(P,Q)d(r, r') = d(P, Q).

3.6Distanza fra rette sghembe, metodo 2 (piano del fascio)

  1. Scrivi le cartesiane di rr e da lì il fascio di piani di sostegno rr: λ(…)+μ(…)=0\lambda(\ldots) + \mu(\ldots) = 0.
  2. Estrai la normale n⃗\vec{n} del generico piano del fascio, con λ\lambda e μ\mu dentro.
  3. Imponi che il piano sia parallelo a r′r', cioè n⃗⋅w⃗=0\vec{n} \cdot \vec{w} = 0. Esce una relazione fra λ\lambda e μ\mu.
  4. Scegli i valori e ottieni il piano π\pi: contiene rr ed è parallelo a r′r'.
  5. Prendi un punto qualunque QQ di r′r': d(r,r′)=d(Q,π)d(r, r') = d(Q, \pi) con la formula punto-piano.

Il secondo metodo funziona perché r′r' è parallela a π\pi, quindi tutti i suoi punti hanno la stessa distanza da π\pi, e rr sta dentro π\pi: la distanza fra r′r' e il piano è esattamente la distanza fra le due rette. Il metodo 2 dà solo il numero; se il testo chiede anche i punti di minima distanza serve il metodo 1.

4Esempi svolti a lezione

Prof, L3, appunti p. 22-23: d(P,π)d(P, \pi) con π:2x−2y+z−1=0\pi : 2x - 2y + z - 1 = 0 e P=(1,0,1)P = (1, 0, 1)

P∉πP \notin \pi: 2−0+1−1=2≠02 - 0 + 1 - 1 = 2 \neq 0.

Versore normale. ∣(2,−2,1)∣=4+4+1=3|(2, -2, 1)| = \sqrt{4 + 4 + 1} = 3, quindi

n⃗=(2,−2,1)3=(23,−23,13)\vec{n} = \frac{(2, -2, 1)}{3} = \left(\frac{2}{3}, -\frac{2}{3}, \frac{1}{3}\right)

La prof corregge “vettore” in “versore”: la formula (QP→⋅n⃗) n⃗(\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n})\,\vec{n} è quella della proiezione su un versore.

Un punto del piano. Q=(1,1,1)Q = (1, 1, 1): 2−2+1−1=02 - 2 + 1 - 1 = 0, sta su π\pi. Allora QP→=(1−1, 0−1, 1−1)=(0,−1,0)\overrightarrow{QP} = (1-1,\ 0-1,\ 1-1) = (0, -1, 0).

Proiezione.

QP→⋅n⃗=0⋅23+(−1)(−23)+0⋅13=23(QP→⋅n⃗) n⃗=23 n⃗\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n} = 0 \cdot \tfrac{2}{3} + (-1)\left(-\tfrac{2}{3}\right) + 0 \cdot \tfrac{1}{3} = \frac{2}{3} \qquad (\overrightarrow{QP} \cdot \vec{n})\,\vec{n} = \frac{2}{3}\,\vec{n} d(P,π)=∣23 n⃗∣=23 ∣n⃗∣=23d(P, \pi) = \left|\frac{2}{3}\,\vec{n}\right| = \frac{2}{3}\,|\vec{n}| = \frac{2}{3}

perché ∣n⃗∣=1|\vec{n}| = 1.

Controllo con la formula generale (enunciata subito dopo dalla prof): ∣2⋅1−2⋅0+1−1∣4+4+1=23\frac{|2 \cdot 1 - 2 \cdot 0 + 1 - 1|}{\sqrt{4 + 4 + 1}} = \frac{2}{3}.

Prof, L3, appunti p. 24-25: d(P,r)d(P, r) con P=(1,2,2)P = (1,2,2) e r:(3+2t, −1−t, 3−t)r : (3 + 2t,\ -1 - t,\ 3 - t), entrambi i metodi

È anche l’Esempio 10 della dispensa.

Direzionale. v⃗=(2,−1,−1)\vec{v} = (2, -1, -1).

Metodo 1. Punto generico Q(t)=(3+2t, −1−t, 3−t)Q(t) = (3+2t,\ -1-t,\ 3-t), quindi

PQ(t)→=(3+2t−1, −1−t−2, 3−t−2)=(2+2t, −3−t, 1−t)\overrightarrow{PQ(t)} = (3+2t-1,\ -1-t-2,\ 3-t-2) = (2+2t,\ -3-t,\ 1-t)

Ortogonalità con v⃗\vec{v}:

2(2+2t)−(−3−t)−(1−t)=4+4t+3+t−1+t=6t+6=0⟹t0=−12(2+2t) - (-3-t) - (1-t) = 4 + 4t + 3 + t - 1 + t = 6t + 6 = 0 \quad\Longrightarrow\quad t_0 = -1

Quindi H=Q(−1)=(1,0,4)H = Q(-1) = (1, 0, 4) e (la prof omette il conto)

d(P,r)=d(P,H)=(1−1)2+(0−2)2+(4−2)2=0+4+4=22d(P, r) = d(P, H) = \sqrt{(1-1)^2 + (0-2)^2 + (4-2)^2} = \sqrt{0 + 4 + 4} = 2\sqrt{2}

Metodo 2. Il piano per PP ortogonale a rr ha normale v⃗=(2,−1,−1)\vec{v} = (2,-1,-1), quindi 2x−y−z+d=02x - y - z + d = 0. Passaggio per P(1,2,2)P(1,2,2): 2−2−2+d=02 - 2 - 2 + d = 0, cioè d=2d = 2 e

π:2x−y−z+2=0\pi : 2x - y - z + 2 = 0

Sostituisco le parametriche di rr:

2(3+2t)−(−1−t)−(3−t)+2=6+4t+1+t−3+t+2=6t+6=0⟹t0=−12(3+2t) - (-1-t) - (3-t) + 2 = 6 + 4t + 1 + t - 3 + t + 2 = 6t + 6 = 0 \quad\Longrightarrow\quad t_0 = -1

Stesso tt, quindi stesso H=(1,0,4)H = (1,0,4) e stessa distanza 222\sqrt{2}.

Prof, L3, appunti p. 26-27: rette sghembe r:(1−t, −1+3t, −t)r : (1-t,\ -1+3t,\ -t) e r′:(2+s, s, 1−s)r' : (2+s,\ s,\ 1-s)

A lezione la prof ha impostato il metodo 1 e dato la soluzione t=0t = 0, s=−13s = -\frac{1}{3}; il resto del conto e il metodo 2 li ha lasciati come esercizio. Qui sono svolti per esteso.

Direzionali. v⃗=(−1,3,−1)\vec{v} = (-1, 3, -1) e w⃗=(1,1,−1)\vec{w} = (1, 1, -1): non proporzionali.

Metodo 1. Il vettore che unisce i due punti generici è

P(t)Q(s)→=((2+s)−(1−t), s−(−1+3t), (1−s)−(−t))=(1+s+t, 1+s−3t, 1−s+t)\overrightarrow{P(t)Q(s)} = \big((2+s) - (1-t),\ s - (-1+3t),\ (1-s) - (-t)\big) = (1+s+t,\ 1+s-3t,\ 1-s+t)

Le due condizioni di ortogonalità:

{−(1+s+t)+3(1+s−3t)−(1−s+t)=3s−11t+1=0(1+s+t)+(1+s−3t)−(1−s+t)=3s−3t+1=0\begin{cases} -(1+s+t) + 3(1+s-3t) - (1-s+t) = 3s - 11t + 1 = 0 \\ (1+s+t) + (1+s-3t) - (1-s+t) = 3s - 3t + 1 = 0 \end{cases}

Sottraendo la seconda dalla prima: −8t=0-8t = 0, quindi t=0t = 0 e poi s=−13s = -\frac{1}{3}, come sugli appunti. Il vettore diventa

PQ→=(1−13, 1−13, 1+13)=(23,23,43)\overrightarrow{PQ} = \left(1 - \tfrac{1}{3},\ 1 - \tfrac{1}{3},\ 1 + \tfrac{1}{3}\right) = \left(\tfrac{2}{3}, \tfrac{2}{3}, \tfrac{4}{3}\right) d(r,r′)=49+49+169=249=263d(r, r') = \sqrt{\tfrac{4}{9} + \tfrac{4}{9} + \tfrac{16}{9}} = \sqrt{\tfrac{24}{9}} = \frac{2\sqrt{6}}{3}

Controllo: (23,23,43)⋅(−1,3,−1)=−2+6−43=0\left(\frac{2}{3}, \frac{2}{3}, \frac{4}{3}\right) \cdot (-1, 3, -1) = \frac{-2 + 6 - 4}{3} = 0 e ⋅(1,1,−1)=2+2−43=0\cdot (1, 1, -1) = \frac{2 + 2 - 4}{3} = 0.

Metodo 2. Cartesiane di rr: da z=−tz = -t viene t=−zt = -z, quindi x=1+zx = 1 + z e y=−1−3zy = -1 - 3z, cioè

r:{x−z−1=0y+3z+1=0r : \begin{cases} x - z - 1 = 0 \\ y + 3z + 1 = 0 \end{cases}

Fascio di sostegno rr:

λ(x−z−1)+μ(y+3z+1)=0⟹λx+μy+(3μ−λ)z+(μ−λ)=0\lambda(x - z - 1) + \mu(y + 3z + 1) = 0 \quad\Longrightarrow\quad \lambda x + \mu y + (3\mu - \lambda)z + (\mu - \lambda) = 0

Normale n⃗=(λ, μ, 3μ−λ)\vec{n} = (\lambda,\ \mu,\ 3\mu - \lambda). Parallelismo con r′r':

n⃗⋅w⃗=λ+μ−3μ+λ=2λ−2μ=0⟹λ=μ\vec{n} \cdot \vec{w} = \lambda + \mu - 3\mu + \lambda = 2\lambda - 2\mu = 0 \quad\Longrightarrow\quad \lambda = \mu

Scelgo λ=μ=1\lambda = \mu = 1: π:x+y+2z=0\pi : x + y + 2z = 0.

Prendo Q=(2,0,1)Q = (2, 0, 1) su r′r' (parametro s=0s = 0):

d(Q,π)=∣2+0+2∣1+1+4=46=466=263d(Q, \pi) = \frac{|2 + 0 + 2|}{\sqrt{1 + 1 + 4}} = \frac{4}{\sqrt{6}} = \frac{4\sqrt{6}}{6} = \frac{2\sqrt{6}}{3}

Stesso risultato del metodo 1.

Tutor, esercitazione 1, es. 6: r:{x−y=0, y−z−1=0}r : \{x - y = 0,\ y - z - 1 = 0\}, r′r' per A(2,0,1)A(2,0,1) e B(3,0,0)B(3,0,0), π\pi ortogonale a rr per C(−1,0,0)C(-1,0,0), P=r∩πP = r \cap \pi. Trova d(P,r′)d(P, r').

Gli ingredienti.

  • r′r': direzionale AB→=(3−2, 0−0, 0−1)=(1,0,−1)\overrightarrow{AB} = (3-2,\ 0-0,\ 0-1) = (1, 0, -1), parametriche da AA: r′:(2+s, 0, 1−s)r' : (2 + s,\ 0,\ 1 - s).
  • rr in parametriche, ponendo z=tz = t: y=1+ty = 1 + t, x=y=1+tx = y = 1 + t, quindi r:(1+t, 1+t, t)r : (1 + t,\ 1 + t,\ t) e v⃗=(1,1,1)\vec{v} = (1, 1, 1).
  • π\pi è ortogonale a rr, quindi ha normale v⃗\vec{v}: x+y+z+d=0x + y + z + d = 0. Passaggio per CC: −1+d=0-1 + d = 0, d=1d = 1. π:x+y+z+1=0\pi : x + y + z + 1 = 0.
  • P=r∩πP = r \cap \pi: (1+t)+(1+t)+t+1=3t+3=0(1 + t) + (1 + t) + t + 1 = 3t + 3 = 0, quindi t=−1t = -1 e P=(0,0,−1)P = (0, 0, -1).

Metodo I (punto generico). Q(s)=(2+s, 0, 1−s)Q(s) = (2 + s,\ 0,\ 1 - s), w⃗=(1,0,−1)\vec{w} = (1, 0, -1).

PQ(s)→=(2+s, 0, 2−s)PQ(s)→⋅w⃗=(2+s)−(2−s)=2s=0⟹s=0\overrightarrow{PQ(s)} = (2 + s,\ 0,\ 2 - s) \qquad \overrightarrow{PQ(s)} \cdot \vec{w} = (2 + s) - (2 - s) = 2s = 0 \quad\Longrightarrow\quad s = 0

Il piede è Q(0)=(2,0,1)=AQ(0) = (2, 0, 1) = A, e

d(P,r′)=(2−0)2+(0−0)2+(1−(−1))2=8=22d(P, r') = \sqrt{(2-0)^2 + (0-0)^2 + (1-(-1))^2} = \sqrt{8} = 2\sqrt{2}

Metodo II (piano ausiliario). Piano π′\pi' ortogonale a r′r' per PP: x−z+d=0x - z + d = 0, e 0+1+d=00 + 1 + d = 0 dà d=−1d = -1, quindi π′:x−z−1=0\pi' : x - z - 1 = 0. Interseco con r′r': (2+s)−(1−s)−1=2s=0(2 + s) - (1 - s) - 1 = 2s = 0, s=0s = 0, H=(2,0,1)H = (2, 0, 1). Stessa distanza 222\sqrt{2}.

5Esercizi tipo esame

Esercizio 1. Siano π:x−2y+2z+1=0\pi : x - 2y + 2z + 1 = 0 e P=(3,−1,2)P = (3, -1, 2). Calcola d(P,π)d(P, \pi) e trova il punto HH di π\pi più vicino a PP.

Soluzione

Distanza. Sostituisco PP: 3+2+4+1=103 + 2 + 4 + 1 = 10. ∣n⃗∣=1+4+4=3|\vec{n}| = \sqrt{1 + 4 + 4} = 3.

d(P,π)=∣10∣3=103d(P, \pi) = \frac{|10|}{3} = \frac{10}{3}

Piede. Retta per PP con direzionale n⃗=(1,−2,2)\vec{n} = (1, -2, 2): (3+t, −1−2t, 2+2t)(3 + t,\ -1 - 2t,\ 2 + 2t). Nel piano:

(3+t)−2(−1−2t)+2(2+2t)+1=10+9t=0⟹t=−109(3 + t) - 2(-1 - 2t) + 2(2 + 2t) + 1 = 10 + 9t = 0 \quad\Longrightarrow\quad t = -\frac{10}{9} H=(3−109, −1+209, 2−209)=(179,119,−29)H = \left(3 - \frac{10}{9},\ -1 + \frac{20}{9},\ 2 - \frac{20}{9}\right) = \left(\frac{17}{9}, \frac{11}{9}, -\frac{2}{9}\right)

Verifica. H∈πH \in \pi: 17−22−4+99=0\frac{17 - 22 - 4 + 9}{9} = 0. d(P,H)=∣t∣ ∣n⃗∣=109⋅3=103d(P, H) = |t|\,|\vec{n}| = \frac{10}{9} \cdot 3 = \frac{10}{3}: torna.

Esercizio 2. Trova i piani paralleli a π:2x+y−2z=0\pi : 2x + y - 2z = 0 che distano 33 dal punto A=(1,1,1)A = (1, 1, 1).

Soluzione

Paralleli a π\pi significa stessa normale: 2x+y−2z+d=02x + y - 2z + d = 0, con dd incognito. ∣n⃗∣=4+1+4=3|\vec{n}| = \sqrt{4 + 1 + 4} = 3.

∣2+1−2+d∣3=3⟹∣1+d∣=9\frac{|2 + 1 - 2 + d|}{3} = 3 \quad\Longrightarrow\quad |1 + d| = 9

Il valore assoluto dà due casi: 1+d=91 + d = 9, cioè d=8d = 8, oppure 1+d=−91 + d = -9, cioè d=−10d = -10.

2x+y−2z+8=02x+y−2z−10=02x + y - 2z + 8 = 0 \qquad 2x + y - 2z - 10 = 0

Verifica: ∣1+8∣3=3\frac{|1 + 8|}{3} = 3 e ∣1−10∣3=3\frac{|1 - 10|}{3} = 3. I due piani stanno da parti opposte di AA (valori +9+9 e −9-9).

Esercizio 3. Siano P=(2,1,0)P = (2, 1, 0) e r:{x−y=0, z−1=0}r : \{x - y = 0,\ z - 1 = 0\}. a) Calcola d(P,r)d(P, r) con entrambi i metodi. b) Sia r′r' la retta per PP parallela a rr. Quanto vale d(r,r′)d(r, r')?

Soluzione

Parametriche di rr. Pongo x=tx = t: y=ty = t, z=1z = 1. Q(t)=(t,t,1)Q(t) = (t, t, 1), v⃗=(1,1,0)\vec{v} = (1, 1, 0). P∉rP \notin r perché 2−1≠02 - 1 \neq 0.

a) Metodo 1. PQ(t)→=(t−2, t−1, 1)\overrightarrow{PQ(t)} = (t - 2,\ t - 1,\ 1), e

PQ(t)→⋅v⃗=(t−2)+(t−1)=2t−3=0⟹t0=32\overrightarrow{PQ(t)} \cdot \vec{v} = (t - 2) + (t - 1) = 2t - 3 = 0 \quad\Longrightarrow\quad t_0 = \frac{3}{2}

H=(32,32,1)H = \left(\frac{3}{2}, \frac{3}{2}, 1\right), PH→=(−12,12,1)\overrightarrow{PH} = \left(-\frac{1}{2}, \frac{1}{2}, 1\right),

d(P,r)=14+14+1=32=62d(P, r) = \sqrt{\frac{1}{4} + \frac{1}{4} + 1} = \sqrt{\frac{3}{2}} = \frac{\sqrt{6}}{2}

Metodo 2. Piano per PP con normale v⃗\vec{v}: x+y+d=0x + y + d = 0, 2+1+d=02 + 1 + d = 0, d=−3d = -3. Con le parametriche: t+t−3=0t + t - 3 = 0, t=32t = \frac{3}{2}. Stesso HH, stessa distanza.

b) rr e r′r' sono parallele, e per il caso parallelo d(r,r′)=d(P,r)d(r, r') = d(P, r) con PP qualunque su r′r'. Il punto PP sta su r′r', quindi d(r,r′)=62d(r, r') = \frac{\sqrt{6}}{2} senza altri conti.

Esercizio 4. Siano r:(1+t, t, 0)r : (1 + t,\ t,\ 0) e r′:(0, s, 2+s)r' : (0,\ s,\ 2 + s). Mostra che sono sghembe e calcola la distanza con entrambi i metodi, trovando anche i punti di minima distanza.

Soluzione

Posizione. v⃗=(1,1,0)\vec{v} = (1, 1, 0) e w⃗=(0,1,1)\vec{w} = (0, 1, 1) non sono proporzionali. Sistema d’incidenza: 1+t=01 + t = 0, t=st = s, 0=2+s0 = 2 + s. Dalla prima t=−1t = -1, dalla seconda s=−1s = -1, e la terza darebbe 0=10 = 1: impossibile. Sghembe.

Metodo 1.

P(t)Q(s)→=(0−1−t, s−t, 2+s−0)=(−1−t, s−t, 2+s)\overrightarrow{P(t)Q(s)} = (0 - 1 - t,\ s - t,\ 2 + s - 0) = (-1 - t,\ s - t,\ 2 + s) {P(t)Q(s)→⋅v⃗=−1−t+s−t=s−2t−1=0P(t)Q(s)→⋅w⃗=s−t+2+s=2s−t+2=0\begin{cases} \overrightarrow{P(t)Q(s)} \cdot \vec{v} = -1 - t + s - t = s - 2t - 1 = 0 \\ \overrightarrow{P(t)Q(s)} \cdot \vec{w} = s - t + 2 + s = 2s - t + 2 = 0 \end{cases}

Dalla prima s=2t+1s = 2t + 1; nella seconda 4t+2−t+2=3t+4=04t + 2 - t + 2 = 3t + 4 = 0, quindi t=−43t = -\frac{4}{3} e s=−53s = -\frac{5}{3}.

P=(−13,−43,0)Q=(0,−53,13)PQ→=(13,−13,13)P = \left(-\frac{1}{3}, -\frac{4}{3}, 0\right) \qquad Q = \left(0, -\frac{5}{3}, \frac{1}{3}\right) \qquad \overrightarrow{PQ} = \left(\frac{1}{3}, -\frac{1}{3}, \frac{1}{3}\right) d(r,r′)=19+19+19=13=33d(r, r') = \sqrt{\frac{1}{9} + \frac{1}{9} + \frac{1}{9}} = \frac{1}{\sqrt{3}} = \frac{\sqrt{3}}{3}

Controllo: PQ→⋅v⃗=1−13=0\overrightarrow{PQ} \cdot \vec{v} = \frac{1 - 1}{3} = 0 e PQ→⋅w⃗=−1+13=0\overrightarrow{PQ} \cdot \vec{w} = \frac{-1 + 1}{3} = 0.

Metodo 2. Cartesiane di rr: da y=ty = t, x=1+yx = 1 + y e z=0z = 0, cioè {x−y−1=0, z=0}\{x - y - 1 = 0,\ z = 0\}. Fascio: λ(x−y−1)+μz=0\lambda(x - y - 1) + \mu z = 0, normale (λ,−λ,μ)(\lambda, -\lambda, \mu). Parallelo a r′r': (λ,−λ,μ)⋅(0,1,1)=−λ+μ=0(\lambda, -\lambda, \mu) \cdot (0, 1, 1) = -\lambda + \mu = 0, quindi μ=λ\mu = \lambda. Con λ=1\lambda = 1: π:x−y+z−1=0\pi : x - y + z - 1 = 0. Punto di r′r' per s=0s = 0: (0,0,2)(0, 0, 2).

d=∣0−0+2−1∣3=13=33d = \frac{|0 - 0 + 2 - 1|}{\sqrt{3}} = \frac{1}{\sqrt{3}} = \frac{\sqrt{3}}{3}

6Errori tipici

7Domande