Argomento di Geometria e Algebra Lineare. Fatto a lezione in L3. Fonte: appunti della prof p. 16-18 (due rette, rette complanari), p. 19-20 (due piani), p. 21-22 (retta e piano); esercitazione del tutor, es. 2-4; dispensa Postinghel, sezione 1.2.4. Prima: Rette e piani nello spazio (equazioni cartesiane e parametriche, fascio di piani) e Vettori geometrici (prodotto scalare, ortogonalità). Il seguito è Distanze nello spazio.
Cosa si chiede qui. Dati due oggetti nello spazio, capire come stanno fra loro senza disegnarli: si toccano, sono paralleli, sono perpendicolari. La risposta non arriva mai dal disegno, arriva da due vettori e un prodotto scalare.
Ogni oggetto porta con sé un vettore che lo caratterizza, e tutta la sezione è il gioco fra questi vettori:
retta -> vettore DIREZIONALE v, w (dove va) piano -> vettore NORMALE n, n' (dove non va) due vettori proporzionali -> stessa direzione (paralleli) prodotto scalare nullo -> ortogonali
Il trabocchetto di tutta la sezione è che per le rette “paralleli” si legge sui direzionali proporzionali, per i piani sui normali proporzionali, ma per retta e piano si ribalta: paralleli quando direzionale e normale sono ortogonali. Il senso è ovvio appena lo dici a parole: la retta è parallela al piano quando non ha nessuna componente lungo la normale, cioè quando non sale né scende rispetto al piano.
La prof: “siano r e r′ due rette distinte, e siano v, w vettori direzionali”. Si chiamano P∈r e P′∈r′ due loro punti.
Parallele.v e w hanno la stessa direzione, cioè sono proporzionali: uno è multiplo dell’altro.
Incidenti.r e r′ hanno un punto in comune.
Sghembe. Altrimenti: né parallele né incidenti. È un caso che nel piano non esiste: due rette complanari o si incontrano o sono parallele. Nello spazio c’è la terza via, due rette che scappano l’una dall’altra su piani diversi.
Sono tre casi, perché la prof parla di rette distinte. Se il testo non garantisce che siano distinte, direzionali proporzionali possono voler dire anche coincidenti: si controlla se un punto di una sta sull’altra.
Perpendicolari (o ortogonali).v e w sono ortogonali, cioè v⋅w=0.
L’ortogonalità è una condizione indipendente dalle prime tre, e la prof lo scrive esplicitamente: due rette possono essere incidenti e ortogonali, oppure sghembe e ortogonali. Si legge solo sui direzionali, non chiede che le rette si tocchino. Pensa alle due rette come a due matite incrociate a distanza: le direzioni formano un angolo retto anche se le matite non si sfiorano.
Complanari. Due rette che giacciono sullo stesso piano. La prof: due rette complanari possono essere parallele o incidenti.
Detto altrimenti: sghembe significa esattamente non complanari. Se la domanda è “sono complanari?”, la risposta è la stessa di “non sono sghembe?”, e si trova con lo stesso conto.
Siano π:ax+by+cz+d=0 e π′:a′x+b′y+c′z+d′=0, con vettori normali n=(a,b,c) e n′=(a′,b′,c′).
Paralleli.n e n′ sono proporzionali.
Incidenti. Altrimenti. In questo caso l’intersezione è una retta, mai un punto solo: due piani distinti che si toccano si toccano sempre lungo una retta.
Perpendicolari (o ortogonali).n e n′ sono ortogonali, cioè n⋅n′=0.
Due piani ortogonali sono sempre incidenti: se le normali sono ortogonali non possono essere proporzionali, quindi i piani non sono paralleli.
Sia π con vettore normale n e r con vettore direzionale v.
Paralleli.n⋅v=0. Attenzione: in questo caso la retta potrebbe anche essere contenuta nel piano. La condizione sui vettori non distingue i due casi, serve un controllo in più su un punto.
Incidenti. Hanno un punto in comune. La prof annota: in questo caso n⋅v=0. Vale quando il punto in comune è uno solo: una retta contenuta nel piano ha infiniti punti in comune, e lì n⋅v=0.
Perpendicolari (o ortogonali).n e v sono proporzionali: la retta buca il piano andando esattamente nella direzione della normale.
La riga della retta col piano ha le due colonne scambiate rispetto alle altre due. Se ricordi perché (il normale dice dove il piano non va), non c’è niente da imparare a memoria.
Scrivi le parametriche di entrambe, con parametri diversi: t per una, s per l’altra. Usare t in tutte e due significa imporre che si raggiungano nello stesso “istante”, e fa perdere soluzioni.
Leggi i direzionali v e w. Sono proporzionali? Se sì, parallele (o coincidenti, se un punto di una sta sull’altra) e hai finito.
Se no, metti a sistema le tre coordinate: xr(t)=xr′(s), yr(t)=yr′(s), zr(t)=zr′(s). Sono tre equazioni in due incognite.
Il sistema ha soluzione? Sì: incidenti, e sostituendo ottieni il punto comune. No: sghembe.
Calcola comunque v⋅w: se è zero, aggiungi “e ortogonali”.
Il punto 3 ha tre equazioni e due incognite, quindi in generale è incompatibile: si ricavano t e s da due equazioni e si verifica la terza. Se la terza non torna, il sistema non ha soluzione.
Se una retta è data in cartesiane, conviene sostituire le parametriche dell’altra dentro le sue due equazioni: vengono due equazioni nel solo parametro dell’altra retta.
La prof dà due strade, e la seconda funziona in entrambi i casi.
Se sono incidenti in P, il piano si scrive subito in parametriche usando P, v, w.
In entrambi i casi (parallele o incidenti) si usa il fascio di piani:
Scrivi le cartesiane di r e da lì il fascio λ(…)+μ(…)=0 di sostegno r.
Prendi un punto qualunque di r′ che non stia su r e imponi il passaggio.
Ricava il rapporto fra λ e μ, scegli un valore non nullo per uno dei due, semplifica.
È lo stesso metodo del piano che contiene una retta e un punto esterno, visto in Rette e piani nello spazio: qui il punto esterno lo si pesca su r′. L’alternativa del tutor è il piano per tre punti non allineati, due su r e uno su r′.
Leggi le normali dai coefficienti: n=(a,b,c) e n′=(a′,b′,c′).
Proporzionali? Paralleli (coincidenti se anche i termini noti stanno nella stessa proporzione). Altrimenti incidenti lungo una retta.
n⋅n′=0? Aggiungi “e ortogonali”.
3.4Piano ortogonale a due piani dati, per un punto
Scrivi n′′=(a′′,b′′,c′′) incognito e imponi n′′⋅n=0 e n′′⋅n′=0.
Risolvi il sistema di due equazioni in tre incognite: resta un parametro libero, perché la normale è determinata solo a meno di un fattore.
Scegli un valore comodo per il parametro (di solito 1) e ottieni n′′.
Scrivi a′′x+b′′y+c′′z+d′′=0 e ricava d′′ imponendo il passaggio per il punto.
Il sistema ha meno equazioni che incognite di proposito: ogni multiplo di n′′ è ancora una normale dello stesso piano, quindi la soluzione non può essere unica.
Se la retta è data in cartesiane, ricava prima le parametriche per avere v: poni uguale a t una delle variabili e ricava le altre due.
Calcola n⋅v.
Se è zero, la retta è parallela al piano. Prendi un punto di r e controlla se soddisfa l’equazione di π: se sì la retta è contenuta nel piano, se no sono parallele e disgiunte.
Se non è zero, sono incidenti. Il punto comune si trova sostituendo le parametriche nell’equazione cartesiana del piano e ricavando t.
n e v proporzionali? Allora sono anche ortogonali.
3.6Retta per un punto, ortogonale e incidente a una retta data
Scrivi il punto generico Q(t) della retta data r′, con direzionale w.
Imponi Q(t)P⋅w=0 e ricava t0.
Q(t0) è il punto d’incidenza, e Q(t0)P è il direzionale della retta cercata.
Verifica: il direzionale trovato ha prodotto scalare nullo con w, e Q(t0) soddisfa le equazioni di r′.
È lo stesso conto del piede della perpendicolare nella distanza punto-retta (Distanze nello spazio): la retta cercata è quella che unisce P al piede.
Prof, L3, appunti p. 17-18: r per P(1,1,0) con v=(1,1,1), r′ per Q(2,0,1) con w=(1,0,−1)
Parametriche, con parametri diversi (la prof lo sottolinea col triangolo di pericolo).
r:⎩⎨⎧x=1+ty=1+tz=tr′:⎩⎨⎧x=2+sy=0z=1−s
Parallele?v=(1,1,1) e w=(1,0,−1) non sono proporzionali: la seconda coordinata di w è nulla e quella di v no. Quindi no.
Incidenti? Sistema:
⎩⎨⎧1+t=2+s1+t=0t=1−s
Dalla seconda t=−1. Sostituendo nella terza, −1=1−s, cioè s=2. Verifico nella prima: 1+(−1)=0 a sinistra, 2+2=4 a destra. 0=4, il sistema non ha soluzione.
Conclusione: non parallele e non incidenti, quindi sghembe.
Ortogonali?
v⋅w=1⋅1+1⋅0+1⋅(−1)=0
Sì. Le due rette sono sghembe e ortogonali.
Prof, L3, appunti p. 18, svolto dal tutor (esercitazione 1, es. 2): r per A(2,0,2) e B(0,2,4), r′ per C(−2,0,1) e D(−1,−1,0). Sono complanari? Trova il piano che le contiene.
La prof l’ha lasciato come esercizio, il tutor l’ha svolto col fascio.
1) Complanari? Guardo i direzionali:
v=AB=(−2,2,2)w=CD=(−1−(−2),−1−0,0−1)=(1,−1,−1)
v=−2w: proporzionali, quindi r e r′ sono parallele, dunque complanari. Sono anche distinte: C non sta su r (lo si vede sotto, C non soddisfa la prima cartesiana di r).
2) Il piano, col fascio. Servono le cartesiane di r. Parametriche da A con v:
r:⎩⎨⎧x=2−2ty=2tz=2+2t
Sostituisco 2t=y: x=2−y e z=2+y, cioè
r:{x+y−2=0y−z+2=0
Fascio di sostegno r:
λ(x+y−2)+μ(y−z+2)=0
Impongo il passaggio per C=(−2,0,1)∈r′, che non sta su r perché −2+0−2=−4=0:
λ(−2+0−2)+μ(0−1+2)=−4λ+μ=0⟹μ=4λ
Con λ=1, μ=4:
(x+y−2)+4(y−z+2)=0⟹π:x+5y−4z+6=0
Verifica sui quattro punti.A: 2+0−8+6=0. B: 0+10−16+6=0. C: −2+0−4+6=0. D: −1−5−0+6=0. Tutti e quattro sul piano, quindi le due rette ci stanno dentro.
Metodo alternativo del tutor: tre punti non allineati.A e B su r, C su r′. Con v=AB=(−2,2,2) e u=AC=(−4,0,−1):
⎩⎨⎧x=2−2t−4sy=2tz=2+2t−s
Da 2t=y: x=2−y−4s, quindi s=42−x−y. Nella terza, z=2+y−42−x−y; moltiplico per 4: 4z=8+4y−2+x+y, cioè x+5y−4z+6=0. Stesso piano.
Prof, L3, appunti p. 19-20: π:x+y−z+2=0 e π′:x−2y+z=0
Normali.n=(1,1,−1) e n′=(1,−2,1).
Paralleli? Dalla prima coordinata il fattore dovrebbe essere 1, ma allora la seconda darebbe 1=−2. Non proporzionali, quindi incidenti.
Ortogonali?
n⋅n′=1⋅1+1⋅(−2)+(−1)⋅1=−2=0
No. I due piani sono incidenti e non ortogonali.
Prof, L3, appunti p. 20: π′′ per P(1,1,0), ortogonale a π:x+y−z+2=0 e π′:x−2y+z=0
Condizioni sulla normale.
{n′′⋅n=0n′′⋅n′=0⟹{a′′+b′′−c′′=0a′′−2b′′+c′′=0
Risolvo (la prof omette i passaggi). Sommando le due equazioni: 2a′′−b′′=0, cioè b′′=2a′′. Dalla prima: c′′=a′′+b′′=3a′′.
Scelgoa′′=1, quindi n′′=(1,2,3) e π′′:x+2y+3z+d′′=0.
Passaggio per P(1,1,0).1+2+0+d′′=0, quindi d′′=−3:
π′′:x+2y+3z−3=0
Verifica.n′′⋅n=1+2−3=0 e n′′⋅n′=1−4+3=0. P: 1+2+0−3=0.
Prof, L3, appunti p. 21: π:x+y−2z+3=0 e r:x=2+t,y=t,z=3−2t
Vettori.n=(1,1,−2) e v=(1,1,−2).
I due vettori sono uguali, quindi proporzionali: la retta è perpendicolare al piano (ed è la conclusione della prof). In particolare n⋅v=1+1+4=6=0, quindi sono incidenti.
Punto d’intersezione (non richiesto a lezione). Sostituisco le parametriche nell’equazione:
(2+t)+t−2(3−2t)+3=2+t+t−6+4t+3=6t−1=0⟹t=61
Il punto è (613,61,38).
Prof, L3, appunti p. 21-22, svolto dal tutor (esercitazione 1, es. 3): π:−x+y−z−1=0 e r:{x+y=0,y−z−1=0}
La prof l’ha lasciato come esercizio, il tutor l’ha svolto.
Normale.n=(−1,1,−1).
Parametriche di r. Pongo y=t. Dalla prima x=−t, dalla seconda z=t−1:
r:⎩⎨⎧x=−ty=tz=−1+tv=(−1,1,1),A=(0,0,−1)
Prodotto scalare.
v⋅n=(−1)(−1)+(1)(1)+(1)(−1)=1+1−1=1=0
Non paralleli, quindi incidenti.
Ortogonali? No, perché v=(−1,1,1) e n=(−1,1,−1) non sono proporzionali: le prime due coordinate darebbero fattore 1, la terza −1.
Punto d’intersezione (il tutor si ferma prima). Sostituisco nell’equazione di π:
−(−t)+t−(−1+t)−1=t+t+1−t−1=t=0
Il punto è A=(0,0,−1). Verifica: in π, 0+0+1−1=0; in r, 0+0=0 e 0+1−1=0.
Tutor, esercitazione 1, es. 4: retta r per P(0,−2,1), ortogonale e incidente a r′:{2x−y+3=0,x+z−2=0}
Parametriche di r′. Pongo z=t. Dalla seconda x=2−t, dalla prima y=2x+3=7−2t:
r′:⎩⎨⎧x=2−ty=7−2tz=tw=(−1,−2,1)
Punto genericoQ(t)=(2−t,7−2t,t). La retta cercata unisce P a un punto di r′ (incidente) e deve essere ortogonale a w:
Verifica. Ortogonalità: (23,−2,−25)⋅(−1,−2,1)=−23+4−25=0. Il punto Q(t0) sta su r′: 2(−23)−0+3=0 e −23+27−2=0. E sta su r per s=−1: (−23,0,27). Moltiplicando il direzionale per 2 si ottiene (3,−4,−5), più comodo: è la stessa retta.
Dispensa, Esempio 9: π:x+y+z−1=0 e r:{x+2y=0,y−z=0}
Non fatto a lezione, utile per il caso parallelo.
Dalle cartesiane alle parametriche. Pongo y=t. Dalla seconda z=t, dalla prima x=−2t:
r:⎩⎨⎧x=−2ty=tz=tv=(−2,1,1)
Prodotto scalare.n=(1,1,1), quindi n⋅v=−2+1+1=0: paralleli.
Contenuta o disgiunta? Il punto A=(0,0,0) sta su r (parametro t=0). Sostituisco in π: 0+0+0−1=−1=0, quindi A non sta sul piano. La retta è parallela e disgiunta dal piano.
a) Determina la posizione reciproca di r e s.
b) Se sono complanari, trova un’equazione cartesiana del piano che le contiene.
c) Trova le parametriche della retta per O=(0,0,0) ortogonale a r e a s.
Soluzione
Direzionali.v=(1,−1,2). Per s pongo z=u: x=2, y=u−3, quindi s:(2,−3+u,u) e w=(0,1,1). Non proporzionali (la prima coordinata di w è 0, quella di v no): non parallele.
a) Incidenti? Sostituisco le parametriche di r nelle cartesiane di s:
{(1+t)−2=0−t−2t+3=0⟹{t=1t=1
Le due equazioni danno lo stesso t: incidenti nel punto r(1)=(2,−1,2). Controllo in s: 2−2=0 e −1−2+3=0. Ortogonali? v⋅w=0−1+2=1=0, no.
b) Incidenti, quindi complanari. Fascio di sostegno s: λ(x−2)+μ(y−z+3)=0. Prendo un punto di r che non sta su s: r(0)=(1,0,0), e infatti 1−2=0. Passaggio:
λ(1−2)+μ(0−0+3)=−λ+3μ=0⟹λ=3μ
Con μ=1, λ=3: 3(x−2)+(y−z+3)=0, cioè
3x+y−z−3=0
Verifica: (1,0,0) dà 3−3=0; il punto d’incidenza (2,−1,2) dà 6−1−2−3=0; n=(3,1,−1) ha n⋅v=3−1−2=0 e n⋅w=0+1−1=0.
c) Direzione incognita u=(a,b,c) con
{a−b+2c=0b+c=0
Dalla seconda b=−c; nella prima a+c+2c=0, quindi a=−3c. Con c=1: u=(−3,−1,1).
⎩⎨⎧x=−3ky=−kz=k
Controllo: u=−(3,1,−1) è proporzionale alla normale del piano di b), come deve essere: una direzione ortogonale a due rette che stanno in un piano è ortogonale al piano.
Esercizio 2. Siano π:x+y−z+k=0, con k∈R, e r:(2t,1−t,3+t). Per quali k la retta è contenuta nel piano? Com’è la posizione reciproca per gli altri valori?
Soluzione
n=(1,1,−1) e v=(2,−1,1). n⋅v=2−1−1=0: retta e piano sono paralleli per ogni k. Resta da capire se la retta sta dentro.
Prendo il punto A=(0,1,3) di r (t=0) e lo sostituisco: 0+1−3+k=0, cioè k=2.
k=2: A sta sul piano e la retta è parallela, quindi r⊂π. Controllo con un secondo punto, t=1: (2,0,4) dà 2+0−4+2=0.
k=2: paralleli e disgiunti.
Il parametro k sposta il piano parallelamente a sé stesso, e c’è una sola posizione in cui ingoia la retta.
Esercizio 3. Siano π:2x−y+z−1=0 e π′:x+y−z+4=0.
a) Determina la posizione reciproca.
b) Trova le parametriche della retta π∩π′.
c) Trova il piano per l’origine ortogonale a entrambi.
Soluzione
a)n=(2,−1,1) e n′=(1,1,−1) non sono proporzionali (fattore 21 dalla prima coordinata, −1 dalla seconda): incidenti. n⋅n′=2−1−1=0: anche ortogonali.
b) Pongo z=t e risolvo in x,y:
{2x−y=1−tx+y=−4+t
Sommando: 3x=−3, quindi x=−1; poi y=−4+t+1=−3+t.
π∩π′:⎩⎨⎧x=−1y=−3+tz=tv=(0,1,1)
Verifica: in π, −2−(−3+t)+t−1=0; in π′, −1+(−3+t)−t+4=0.
c) La normale n′′ deve essere ortogonale a n e a n′: 2a−b+c=0 e a+b−c=0. Sommando 3a=0, quindi a=0 e b=c. Con b=1: n′′=(0,1,1). Per l’origine d′′=0:
y+z=0
n′′ coincide col direzionale di b): il piano ortogonale a due piani è ortogonale alla loro retta d’intersezione.
Esercizio 4. Trova la retta per P=(2,0,1) ortogonale e incidente a r:{x+y−1=0,z−2y=0}.
Soluzione
Parametriche di r. Pongo y=t: x=1−t, z=2t. Q(t)=(1−t,t,2t), w=(−1,1,2). P non sta su r: 2+0−1=0.