Note Ingegneria Informatica · UniTN
Geometria e Algebra Lineare
in corso

Algoritmo di Gauss-Jordan

Indice 7 sezioni
  1. 1Definizioni
  2. 1.1Operazioni elementari
  3. 1.2Matrice a scalini
  4. 1.3Pivot
  5. 1.4Matrice a scalini ridotta per righe
  6. 2Enunciati
  7. 2.1Le operazioni elementari non cambiano le soluzioni
  8. 2.2Unicità della forma ridotta
  9. 3Metodo
  10. 3.1Algoritmo di Gauss-Jordan (forma a scalini)
  11. 3.2Riduzione all’indietro (forma ridotta per righe)
  12. 3.3Leggere le soluzioni
  13. 3.4Da cartesiane a parametriche (applicazione alla geometria)
  14. 4Esempi svolti a lezione
  15. 5Esercizi tipo esame
  16. 6Errori tipici
  17. 7Domande

Argomento di Geometria e Algebra Lineare. Fatto a lezione in L4, lun 28/9 (3 ore). Fonte: appunti della prof p. 3 (operazioni elementari), p. 4-6 (esempi 1-3), p. 6-7 (matrice a scalini, pivot, algoritmo), p. 8-9 (forma ridotta per righe, riduzione all’indietro), p. 12-14 (applicazione alla geometria); esercitazione 2 del tutor, mar 29/9, p. 1-5 (riassunto, es. 1 e 2). Prima: Sistemi lineari (notazione e matrici associate). Il rango e il teorema di Rouché-Capelli, che dicono quante soluzioni ci sono, stanno in Rango e Rouché-Capelli.

L’idea. La prof parte da un sistema e lo semplifica eliminando un’incognita alla volta, come si fa a mano. La novità è che lo fa sulla matrice completa e con tre sole mosse ammesse, le operazioni elementari: nessuna di loro cambia le soluzioni. Alla fine la matrice è “a scalini” e il sistema si risolve dal basso. Il tutor (29/9) la dice così: l’idea è “robotizzare, automatizzare” i conti, invece di pensare a ogni sistema da capo.

   sistema  ->  [A | b]  --Gauss-Jordan-->  forma a scalini  --all'indietro-->  rref
                                                 |                               |
                                         rango, compatibilità           soluzioni lette
                                         (Rouché-Capelli)               direttamente

1Definizioni

1.1Operazioni elementari

La prof (p. 3) le dà in parallelo, sul sistema e sulla matrice:

sul sistemasulla matricesigla
scambiare due equazioniscambiare le righe RiR_i e RjR_jSijS_{ij}
moltiplicare un’equazione per uno scalare non nullomoltiplicare la riga RiR_i per uno scalare λ≠0\lambda \neq 0Di(λ)D_i(\lambda)
sommare a un’equazione un’altra equazione moltiplicata per μ≠0\mu \neq 0sommare a RiR_i la riga RjR_j moltiplicata per μ≠0\mu \neq 0Eij(μ)E_{ij}(\mu)

Come si legge Eij(μ)E_{ij}(\mu). La riga che cambia è la prima dell’indice, RiR_i; la seconda, RjR_j, resta com’è e fa da attrezzo: Ri→Ri+μRjR_i \to R_i + \mu R_j. Per esempio E21(−1)E_{21}(-1) vuol dire “alla seconda riga sommo −1-1 volte la prima”, cioè R2→R2−R1R_2 \to R_2 - R_1. Il segno di μ\mu va scritto così com’è.

Nel riassunto del tutor (p. 1) accanto a Eij(λ)E_{ij}(\lambda) c’è la nota “riga ii − λ-\ \lambda(riga jj)”, col segno meno. Negli esercizi però il tutor la usa come la prof: il suo E21(−14)E_{21}(-\frac{1}{4}) è R2−14R1R_2 - \frac{1}{4}R_1. Vale la convenzione della prof, Ri+μRjR_i + \mu R_j.

Perché queste tre. Ogni operazione elementare si può disfare con un’altra operazione elementare: SijS_{ij} con sé stessa, Di(λ)D_i(\lambda) con Di(1/λ)D_i(1/\lambda), Eij(μ)E_{ij}(\mu) con Eij(−μ)E_{ij}(-\mu). Quindi una soluzione del sistema nuovo è soluzione del vecchio e viceversa: il sistema che si ottiene è equivalente (stesse soluzioni, vedi Sistemi lineari). Qui sta il motivo di λ≠0\lambda \neq 0: moltiplicare una riga per 00 la cancella, e quell’informazione non torna più indietro.

Esempio: nel sistema x+y+z=12x + y + z = 12, x+2y−2z=1x + 2y - 2z = 1, l’operazione E21(−1)E_{21}(-1) dà y−3z=−11y - 3z = -11 al posto della seconda equazione. Una terna che soddisfa le due equazioni nuove soddisfa anche le vecchie, perché la vecchia seconda è la nuova seconda più la prima.

1.2Matrice a scalini

La prof (p. 6): una matrice AA è detta a scalini se per ogni Ri,Ri+1R_i, R_{i+1} (coppia di righe consecutive) abbiamo una delle seguenti proprietà:

In parole: scendendo di riga, il primo numero non nullo si sposta strettamente a destra, e le righe di zeri stanno tutte in fondo. La condizione (b) dice anche che sotto una riga nulla può esserci solo un’altra riga nulla: se RiR_i è nulla, la coppia Ri,Ri+1R_i, R_{i+1} non soddisfa (a), quindi deve valere (b).

Esempio della prof, con p1,p2,p3≠0p_1, p_2, p_3 \neq 0 e ∗\ast numeri qualunque:

A=(p1∗∗∗0p2∗∗000p30000)A = \begin{pmatrix} p_1 & \ast & \ast & \ast \\ 0 & p_2 & \ast & \ast \\ 0 & 0 & 0 & p_3 \\ 0 & 0 & 0 & 0 \end{pmatrix}

Lo scalino può essere largo più di una colonna: fra p2p_2 e p3p_3 si salta la terza colonna. Non è a scalini, per esempio, (1234)\begin{pmatrix} 1 & 2 \\ 3 & 4 \end{pmatrix} (entrambe le righe partono dalla prima colonna) né (0001)\begin{pmatrix} 0 & 0 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} (riga nulla sopra una non nulla).

1.3Pivot

La prof (p. 7): in una matrice a scalini, i numeri p1,p2,p3,…≠0p_1, p_2, p_3, \ldots \neq 0 sono detti pivot. Sono i primi elementi non nulli di ogni riga non nulla, gli “spigoli” degli scalini.

Ogni riga non nulla ha esattamente un pivot, e due pivot non stanno mai nella stessa colonna. Quindi il numero di pivot è il numero di righe non nulle della forma a scalini. Nell’esempio sopra i pivot sono tre, in colonna 11, 22 e 44; la colonna 33 è senza pivot.

1.4Matrice a scalini ridotta per righe

La prof (p. 8): una matrice è ridotta per righe se è a scalini e inoltre se ogni pivot è 11 ed è l’unico elemento non nullo della propria colonna.

(10∗0∗01∗0∗0001∗)eˋ ridotta per righe.\begin{pmatrix} 1 & 0 & \ast & 0 & \ast \\ 0 & 1 & \ast & 0 & \ast \\ 0 & 0 & 0 & 1 & \ast \end{pmatrix} \quad \text{è ridotta per righe.}

Gli ∗\ast possono stare solo nelle colonne senza pivot. Il vantaggio: ogni riga contiene una sola incognita di pivot, e il sistema si legge già risolto.

2Enunciati

2.1Le operazioni elementari non cambiano le soluzioni

La prof lo usa in tutti gli esempi senza enunciarlo a parte: è il motivo per cui si può risolvere il sistema finale al posto di quello di partenza.

Dimostrazione

Basta farlo per una operazione: per una successione si ripete il ragionamento a ogni passo.

SijS_{ij} e Di(λ)D_i(\lambda): scambiare l’ordine delle equazioni non cambia l’insieme delle condizioni; moltiplicare un’equazione per λ≠0\lambda \neq 0 dà un’equazione con le stesse soluzioni, perché si torna indietro dividendo per λ\lambda.

Eij(μ)E_{ij}(\mu): cambia solo l’equazione ii, che diventa (eqi)+μ (eqj)(\text{eq}_i) + \mu\,(\text{eq}_j). Se (t1,…,tn)(t_1, \ldots, t_n) soddisfa il sistema vecchio, soddisfa eqi\text{eq}_i ed eqj\text{eq}_j, quindi anche la loro combinazione: soddisfa il nuovo. Viceversa, se soddisfa il nuovo, soddisfa eqj\text{eq}_j (che non è cambiata) e eqi+μ eqj\text{eq}_i + \mu\,\text{eq}_j; sottraendo μ\mu volte la prima si ritrova eqi\text{eq}_i. Le soluzioni sono le stesse. □\square

2.2Unicità della forma ridotta

A lezione è dato come fatto. La conseguenza che conta è quella sul rango (in Rango e Rouché-Capelli): tutte le forme a scalini di AA hanno lo stesso numero di pivot.

3Metodo

3.1Algoritmo di Gauss-Jordan (forma a scalini)

I passi della prof (p. 7):

  1. Cerchiamo la prima colonna che contiene un elemento non nullo; lo chiamiamo p1p_1.
  2. Scambiamo le righe in modo da portare p1p_1 sulla prima riga (S1jS_{1j}).
  3. Utilizziamo operazioni Ej1(μ)E_{j1}(\mu) finché tutti i termini nella colonna di p1p_1 (escluso p1p_1) siano nulli. Il μ\mu giusto per la riga jj è μ=−aj1p1\mu = -\dfrac{a_{j1}}{p_1}.
  4. Ripetiamo il procedimento sulla matrice ottenuta escludendo la prima riga.
(p1∗∗∗∗0p2∗∗∗00⋮⋮⋱00)\left(\begin{array}{c|cccc} p_1 & \ast & \ast & \ast & \ast \\ \hline 0 & p_2 & \ast & \ast & \ast \\ 0 & 0 & & & \\ \vdots & \vdots & & \ddots & \\ 0 & 0 & & & \end{array}\right)

Ci si ferma quando le righe rimaste sono tutte nulle o non ne restano. Una riga che diventa tutta di zeri si porta in fondo, oppure si cancella: è un’equazione 0=00 = 0 che non dice niente (la prof la barra in esempio 4, p. 10).

Due accorgimenti che usano sia la prof sia il tutor:

3.2Riduzione all’indietro (forma ridotta per righe)

Per passare da una matrice a scalini alla sua forma ridotta (p. 9):

  1. Per ogni pivot pip_i eseguiamo l’operazione Di ⁣(1pi)D_i\!\left(\frac{1}{p_i}\right), così il pivot assume valore 11.
  2. Riduciamo a zero tutti i termini della colonna di pip_i sopra pip_i tramite operazioni Eji(μ)E_{ji}(\mu).

Conviene procedere dal pivot più in basso verso l’alto: si azzera la sua colonna sopra, poi si sale al pivot successivo. Così ogni operazione usa una riga che ha già un solo elemento non nullo fra le colonne di pivot, e non si rovina quello che è già fatto.

3.3Leggere le soluzioni

Con la matrice completa ridotta rref⁡[A∣b⃗]\operatorname{rref}[A \mid \vec{b}] (p. 14):

  1. Se compare una riga (0 ⋯ 0∣c)(0 \ \cdots \ 0 \mid c) con c≠0c \neq 0, il sistema è incompatibile: quella riga dice 0=c0 = c.
  2. Altrimenti, le incognite delle colonne con pivot sono determinate; quelle delle colonne senza pivot sono variabili libere.
  3. Si pone ogni variabile libera uguale a un parametro (y=ty = t, z=sz = s, …) e si ricava ogni incognita di pivot dalla sua riga.
  4. Verifica: si sostituisce la soluzione nel sistema di partenza, non in quello ridotto. È il controllo che trova gli errori di conto lungo la riduzione.

Anche senza arrivare a rref⁡\operatorname{rref} si può risolvere “dal basso” la forma a scalini, come fa la prof in esempio 1: dall’ultima equazione si ricava l’ultima incognita e si sostituisce salendo.

3.4Da cartesiane a parametriche (applicazione alla geometria)

La prof (p. 12-14): “i punti sulla retta corrispondono alle soluzioni (x,y,z)(x, y, z) del sistema lineare”. Quindi le equazioni parametriche di una retta o di un piano dato in cartesiane sono la soluzione generale del sistema.

  1. Si scrive la matrice completa delle equazioni cartesiane.
  2. Gauss-Jordan e riduzione all’indietro fino a rref⁡\operatorname{rref}.
  3. Le colonne senza pivot danno le variabili libere: si pongono uguali ai parametri.

Una retta (due equazioni indipendenti in tre incognite) ha due pivot e una variabile libera, quindi un parametro. Un piano (una equazione) ha un pivot e due variabili libere, quindi due parametri. È il modo sistematico di scegliere “quale variabile uguagliare a tt”, che in Rette e piani nello spazio si faceva a occhio.

4Esempi svolti a lezione

Prof, 28/9, esempio 1, p. 4 e continuazione p. 8-9: soluzione unica
{x+y+z=12x+2y−2z=12x+y−3z=−5[A∣b⃗]=[1111212−2121−3−5]\begin{cases} x + y + z = 12 \\ x + 2y - 2z = 1 \\ 2x + y - 3z = -5 \end{cases} \qquad [A \mid \vec{b}] = \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & 1 & 12 \\ 1 & 2 & -2 & 1 \\ 2 & 1 & -3 & -5 \end{array}\right]

Eliminare xx dalla seconda e dalla terza. E21(−1)E_{21}(-1): R2−R1=(0,1,−3∣−11)R_2 - R_1 = (0, 1, -3 \mid -11), cioè y−3z=−11y - 3z = -11. E31(−2)E_{31}(-2): R3−2R1=(0,−1,−5∣−29)R_3 - 2R_1 = (0, -1, -5 \mid -29), cioè −y−5z=−29-y - 5z = -29.

[1111201−3−110−1−5−29]\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & 1 & 12 \\ 0 & 1 & -3 & -11 \\ 0 & -1 & -5 & -29 \end{array}\right]

Eliminare yy dalla terza. E32(1)E_{32}(1): R3+R2=(0,0,−8∣−40)R_3 + R_2 = (0, 0, -8 \mid -40).

[1111201−3−1100−8−40]{x+y+z=12y−3z=−11−8z=−40\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & 1 & 12 \\ 0 & 1 & -3 & -11 \\ 0 & 0 & -8 & -40 \end{array}\right] \qquad \begin{cases} x + y + z = 12 \\ y - 3z = -11 \\ -8z = -40 \end{cases}

È a scalini con pivot 1,1,−81, 1, -8. Risolvere dal basso: z=5z = 5, poi y=−11+15=4y = -11 + 15 = 4, poi x=12−4−5=3x = 12 - 4 - 5 = 3.

Stessa soluzione con la riduzione all’indietro (p. 8-9). D3(−18)D_3(-\frac{1}{8}) porta la terza riga a (0,0,1∣5)(0, 0, 1 \mid 5). E12(−1)E_{12}(-1): R1−R2=(1,0,4∣23)R_1 - R_2 = (1, 0, 4 \mid 23). Poi E13(−4)E_{13}(-4): R1−4R3=(1,0,0∣3)R_1 - 4R_3 = (1, 0, 0 \mid 3) ed E23(3)E_{23}(3): R2+3R3=(0,1,0∣4)R_2 + 3R_3 = (0, 1, 0 \mid 4).

[100301040015]\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 0 & 0 & 3 \\ 0 & 1 & 0 & 4 \\ 0 & 0 & 1 & 5 \end{array}\right]

La matrice ridotta si legge direttamente: (x,y,z)=(3,4,5)(x, y, z) = (3, 4, 5). Verifica sul sistema di partenza: 3+4+5=123 + 4 + 5 = 12, 3+8−10=13 + 8 - 10 = 1, 6+4−15=−56 + 4 - 15 = -5. Sistema compatibile con soluzione unica.

Prof, 28/9, esempio 2, p. 5: infinite soluzioni
{2x+y−3z=2x+2y+z=1[21−321211]→E21(−12)[21−32032520]\begin{cases} 2x + y - 3z = 2 \\ x + 2y + z = 1 \end{cases} \qquad \left[\begin{array}{ccc|c} 2 & 1 & -3 & 2 \\ 1 & 2 & 1 & 1 \end{array}\right] \xrightarrow{E_{21}(-\frac{1}{2})} \left[\begin{array}{ccc|c} 2 & 1 & -3 & 2 \\ 0 & \frac{3}{2} & \frac{5}{2} & 0 \end{array}\right]

R2−12R1=(1−1, 2−12, 1+32 | 1−1)=(0,32,52 | 0)R_2 - \frac{1}{2}R_1 = \left(1 - 1,\ 2 - \frac{1}{2},\ 1 + \frac{3}{2} \ \middle|\ 1 - 1\right) = \left(0, \frac{3}{2}, \frac{5}{2} \ \middle|\ 0\right). Pivot 22 e 32\frac{3}{2}, in colonna xx e yy; la colonna di zz è senza pivot, quindi zz è la variabile libera.

Il sistema corrispondente è 2x+y−3z=22x + y - 3z = 2, 32y+52z=0\frac{3}{2}y + \frac{5}{2}z = 0. Esprimiamo xx e yy in termini di zz: dalla seconda y=−53zy = -\frac{5}{3}z; nella prima 2x−53z−3z=22x - \frac{5}{3}z - 3z = 2, cioè 2x=2+143z2x = 2 + \frac{14}{3}z:

{x=73z+1y=−53zz∈R qualunque\begin{cases} x = \frac{7}{3}z + 1 \\ y = -\frac{5}{3}z \end{cases} \qquad z \in \mathbb{R} \text{ qualunque}

Sistema compatibile con infinite soluzioni, una per ogni valore di zz. Verifica con z=3z = 3: (8,−5,3)(8, -5, 3) dà 16−5−9=216 - 5 - 9 = 2 e 8−10+3=18 - 10 + 3 = 1.

Prof, 28/9, esempio 3, p. 5-6: sistema incompatibile
{x+y=22x−z=12y+z=0[110220−110210]\begin{cases} x + y = 2 \\ 2x - z = 1 \\ 2y + z = 0 \end{cases} \qquad \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & 0 & 2 \\ 2 & 0 & -1 & 1 \\ 0 & 2 & 1 & 0 \end{array}\right]

E21(−2)E_{21}(-2): R2−2R1=(0,−2,−1∣−3)R_2 - 2R_1 = (0, -2, -1 \mid -3). Poi il 22 in colonna yy della terza riga si azzera con E32(1)E_{32}(1): R3+R2=(0,0,0∣−3)R_3 + R_2 = (0, 0, 0 \mid -3).

[11020−2−1−3000−3]{x+y=2−2y−z=−30=−3\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & 0 & 2 \\ 0 & -2 & -1 & -3 \\ 0 & 0 & 0 & -3 \end{array}\right] \qquad \begin{cases} x + y = 2 \\ -2y - z = -3 \\ 0 = -3 \end{cases}

La terza equazione è 0=−30 = -3, falsa per ogni terna: sistema incompatibile. Nella matrice si vede da un pivot che cade nella colonna dei termini noti.

Prof, 28/9, p. 12-13: retta da cartesiane a parametriche
r:{x+y+z=12x−y−3z=2[11112−1−32]→E21(−2)[11110−3−50]r: \begin{cases} x + y + z = 1 \\ 2x - y - 3z = 2 \end{cases} \qquad \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & 1 & 1 \\ 2 & -1 & -3 & 2 \end{array}\right] \xrightarrow{E_{21}(-2)} \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & 1 & 1 \\ 0 & -3 & -5 & 0 \end{array}\right]

D2(−13)D_2(-\frac{1}{3}) dà (0,1,53∣0)(0, 1, \frac{5}{3} \mid 0); poi E12(−1)E_{12}(-1): R1−R2=(1,0,−23∣1)R_1 - R_2 = (1, 0, -\frac{2}{3} \mid 1).

[10−23101530]{x−23z=1y+53z=0 ⟹ {x=1+23zy=−53z\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 0 & -\frac{2}{3} & 1 \\ 0 & 1 & \frac{5}{3} & 0 \end{array}\right] \qquad \begin{cases} x - \frac{2}{3}z = 1 \\ y + \frac{5}{3}z = 0 \end{cases} \ \Longrightarrow\ \begin{cases} x = 1 + \frac{2}{3}z \\ y = -\frac{5}{3}z \end{cases}

La colonna di zz è senza pivot: pongo z=tz = t.

r:{x=1+23ty=−53tz=tt∈Rr: \begin{cases} x = 1 + \frac{2}{3}t \\ y = -\frac{5}{3}t \\ z = t \end{cases} \qquad t \in \mathbb{R}

Punto (1,0,0)(1, 0, 0) per t=0t = 0, direzione (23,−53,1)\left(\frac{2}{3}, -\frac{5}{3}, 1\right), o anche (2,−5,3)(2, -5, 3) moltiplicando per 33. Verifica sulla direzione: 2−5+3=02 - 5 + 3 = 0 e 4+5−9=04 + 5 - 9 = 0, ortogonale a entrambe le normali.

Prof, 28/9, p. 13-14: piano da cartesiane a parametriche
π:x+2y−3=0[ 1  2  0∣3 ]\pi: x + 2y - 3 = 0 \qquad [\,1 \ \ 2 \ \ 0 \mid 3\,]

Una sola riga, con pivot 11 in colonna xx: la matrice è già ridotta per righe. Abbiamo 2 variabili libere (yy e zz), le colonne senza pivot. Poniamo y=ty = t, z=sz = s (t,st, s parametri):

π:{x=3−2ty=tz=st,s∈R\pi: \begin{cases} x = 3 - 2t \\ y = t \\ z = s \end{cases} \qquad t, s \in \mathbb{R}

Attenzione allo 00 in colonna zz: nell’equazione zz non compare, ed è proprio per questo che è libera senza vincoli. Il piano è parallelo all’asse zz.

Tutor, 29/9, es. 1, p. 2-3: soluzione unica (con correzione)

Trovare la/le soluzioni di

{4x+4y+2z=4x−z=−1x+3y−z=3[442410−1−113−13]\begin{cases} 4x + 4y + 2z = 4 \\ x - z = -1 \\ x + 3y - z = 3 \end{cases} \qquad \left[\begin{array}{ccc|c} 4 & 4 & 2 & 4 \\ 1 & 0 & -1 & -1 \\ 1 & 3 & -1 & 3 \end{array}\right]

A scalini. E21(−14)E_{21}(-\frac{1}{4}): R2−14R1=(0,−1,−32∣−2)R_2 - \frac{1}{4}R_1 = (0, -1, -\frac{3}{2} \mid -2). E31(−14)E_{31}(-\frac{1}{4}): R3−14R1=(0,2,−32∣2)R_3 - \frac{1}{4}R_1 = (0, 2, -\frac{3}{2} \mid 2). Poi E32(2)E_{32}(2): R3+2R2=(0, 0, −32−3∣2−4)=(0,0,−92∣−2)R_3 + 2R_2 = (0,\ 0,\ -\frac{3}{2} - 3 \mid 2 - 4) = (0, 0, -\frac{9}{2} \mid -2).

[44240−1−32−200−92−2]\left[\begin{array}{ccc|c} 4 & 4 & 2 & 4 \\ 0 & -1 & -\frac{3}{2} & -2 \\ 0 & 0 & -\frac{9}{2} & -2 \end{array}\right]

Tre pivot sia in AA sia in [A∣b⃗][A \mid \vec{b}]: per Rouché-Capelli soluzione unica.

Riduzione all’indietro. D1(14)D_1(\frac{1}{4}), D2(−1)D_2(-1), D3(−29)D_3(-\frac{2}{9}):

[111210132200149]→E12(−1)[10−1−10132200149]→E23(−32)E13(1)[100−590104300149]\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 1 & \frac{1}{2} & 1 \\ 0 & 1 & \frac{3}{2} & 2 \\ 0 & 0 & 1 & \frac{4}{9} \end{array}\right] \xrightarrow{E_{12}(-1)} \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 0 & -1 & -1 \\ 0 & 1 & \frac{3}{2} & 2 \\ 0 & 0 & 1 & \frac{4}{9} \end{array}\right] \xrightarrow[E_{23}(-\frac{3}{2})]{E_{13}(1)} \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 0 & 0 & -\frac{5}{9} \\ 0 & 1 & 0 & \frac{4}{3} \\ 0 & 0 & 1 & \frac{4}{9} \end{array}\right] (x,y,z)=(−59, 43, 49)(x, y, z) = \left(-\frac{5}{9},\ \frac{4}{3},\ \frac{4}{9}\right)

Verifica: −209+489+89=4-\frac{20}{9} + \frac{48}{9} + \frac{8}{9} = 4; −59−49=−1-\frac{5}{9} - \frac{4}{9} = -1; −59+4−49=3-\frac{5}{9} + 4 - \frac{4}{9} = 3.

Errore nella scansione del tutor: al passo E32(2)E_{32}(2) scrive −32-\frac{3}{2} al posto di −92-\frac{9}{2} nella terza riga, e arriva a (−53,43,43)\left(-\frac{5}{3}, \frac{4}{3}, \frac{4}{3}\right). Non è soluzione: nella prima equazione dà −203+163+83=43≠4-\frac{20}{3} + \frac{16}{3} + \frac{8}{3} = \frac{4}{3} \neq 4. La verifica finale sul sistema di partenza l’avrebbe trovato subito.

Tutor, 29/9, es. 2, p. 4-5: sistema omogeneo con infinite soluzioni
{2x2+10x3+x4=0x1+2x2+x4=03x1+5x2−6x3+4x4=02x1+5x2+4x3+4x4=0\begin{cases} 2x_2 + 10x_3 + x_4 = 0 \\ x_1 + 2x_2 + x_4 = 0 \\ 3x_1 + 5x_2 - 6x_3 + 4x_4 = 0 \\ 2x_1 + 5x_2 + 4x_3 + 4x_4 = 0 \end{cases}

Il tutor osserva: è omogeneo (b⃗=0⃗\vec{b} = \vec{0}), quindi basta la matrice dei coefficienti AA. La colonna dei termini noti resterebbe di zeri per ogni operazione.

A scalini. La prima colonna ha 00 in alto: S12S_{12} porta su la riga che inizia con 11. Poi E31(−3)E_{31}(-3) ed E41(−2)E_{41}(-2):

(12010210135−642544)→(1201021010−1−610142)\begin{pmatrix} 1 & 2 & 0 & 1 \\ 0 & 2 & 10 & 1 \\ 3 & 5 & -6 & 4 \\ 2 & 5 & 4 & 4 \end{pmatrix} \to \begin{pmatrix} 1 & 2 & 0 & 1 \\ 0 & 2 & 10 & 1 \\ 0 & -1 & -6 & 1 \\ 0 & 1 & 4 & 2 \end{pmatrix}

E32(12)E_{32}(\frac{1}{2}): R3+12R2=(0,0,−1,32)R_3 + \frac{1}{2}R_2 = (0, 0, -1, \frac{3}{2}). E42(−12)E_{42}(-\frac{1}{2}): R4−12R2=(0,0,−1,32)R_4 - \frac{1}{2}R_2 = (0, 0, -1, \frac{3}{2}). Le ultime due righe sono uguali: E43(−1)E_{43}(-1) azzera la quarta.

(12010210100−1320000)\begin{pmatrix} 1 & 2 & 0 & 1 \\ 0 & 2 & 10 & 1 \\ 0 & 0 & -1 & \frac{3}{2} \\ 0 & 0 & 0 & 0 \end{pmatrix}

Il tutor a voce: “abbiamo nel sistema un’info ripetuta, superflua”. Una delle quattro equazioni è conseguenza delle altre.

Riduzione all’indietro. D2(12)D_2(\frac{1}{2}), D3(−1)D_3(-1), poi E12(−2)E_{12}(-2), poi E13(10)E_{13}(10) ed E23(−5)E_{23}(-5):

(100−150108001−320000)\begin{pmatrix} 1 & 0 & 0 & -15 \\ 0 & 1 & 0 & 8 \\ 0 & 0 & 1 & -\frac{3}{2} \\ 0 & 0 & 0 & 0 \end{pmatrix}

Tre pivot, quattro incognite: x4x_4 (colonna senza pivot) è libera. Ogni riga dice incognita di pivot +(coefficiente)⋅x4=0+ (\text{coefficiente}) \cdot x_4 = 0:

{x1=15x4x2=−8x4x3=32x4x4∈R\begin{cases} x_1 = 15x_4 \\ x_2 = -8x_4 \\ x_3 = \frac{3}{2}x_4 \end{cases} \qquad x_4 \in \mathbb{R}

Infinite soluzioni, fra cui quella banale (x4=0x_4 = 0). Verifica con x4=2x_4 = 2, cioè (30,−16,3,2)(30, -16, 3, 2): −32+30+2=0-32 + 30 + 2 = 0; 30−32+2=030 - 32 + 2 = 0; 90−80−18+8=090 - 80 - 18 + 8 = 0; 60−80+12+8=060 - 80 + 12 + 8 = 0.

5Esercizi tipo esame

Esercizio 1. Risolvere il sistema

{x+2y+z=42x+3y+3z=7−x+y−2z=−3\begin{cases} x + 2y + z = 4 \\ 2x + 3y + 3z = 7 \\ -x + y - 2z = -3 \end{cases}

scrivendo ogni operazione elementare usata.

Soluzione
[12142337−11−2−3]→E31(1)E21(−2)[12140−11−103−11]→E32(3)[12140−11−1002−2]\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 2 & 1 & 4 \\ 2 & 3 & 3 & 7 \\ -1 & 1 & -2 & -3 \end{array}\right] \xrightarrow[E_{31}(1)]{E_{21}(-2)} \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 2 & 1 & 4 \\ 0 & -1 & 1 & -1 \\ 0 & 3 & -1 & 1 \end{array}\right] \xrightarrow{E_{32}(3)} \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 2 & 1 & 4 \\ 0 & -1 & 1 & -1 \\ 0 & 0 & 2 & -2 \end{array}\right]

Tre pivot: soluzione unica. Dal basso: 2z=−22z = -2, quindi z=−1z = -1; −y+z=−1-y + z = -1, quindi y=0y = 0; x+0−1=4x + 0 - 1 = 4, quindi x=5x = 5.

(x,y,z)=(5,0,−1)(x, y, z) = (5, 0, -1)

Verifica: 5+0−1=45 + 0 - 1 = 4; 10+0−3=710 + 0 - 3 = 7; −5+0+2=−3-5 + 0 + 2 = -3.

Esercizio 2. Risolvere il sistema omogeneo

{x1+x2+2x3+x4=02x1+3x2+3x3+4x4=0x1+2x2+x3+3x4=0\begin{cases} x_1 + x_2 + 2x_3 + x_4 = 0 \\ 2x_1 + 3x_2 + 3x_3 + 4x_4 = 0 \\ x_1 + 2x_2 + x_3 + 3x_4 = 0 \end{cases}

Quante sono le variabili libere?

Soluzione

Omogeneo: si lavora su AA.

(112123341213)→E31(−1)E21(−2)(112101−1201−12)→E32(−1)(112101−120000)→E12(−1)(103−101−120000)\begin{pmatrix} 1 & 1 & 2 & 1 \\ 2 & 3 & 3 & 4 \\ 1 & 2 & 1 & 3 \end{pmatrix} \xrightarrow[E_{31}(-1)]{E_{21}(-2)} \begin{pmatrix} 1 & 1 & 2 & 1 \\ 0 & 1 & -1 & 2 \\ 0 & 1 & -1 & 2 \end{pmatrix} \xrightarrow{E_{32}(-1)} \begin{pmatrix} 1 & 1 & 2 & 1 \\ 0 & 1 & -1 & 2 \\ 0 & 0 & 0 & 0 \end{pmatrix} \xrightarrow{E_{12}(-1)} \begin{pmatrix} 1 & 0 & 3 & -1 \\ 0 & 1 & -1 & 2 \\ 0 & 0 & 0 & 0 \end{pmatrix}

Due pivot (colonne x1x_1, x2x_2), quattro incognite: due variabili libere, x3=tx_3 = t e x4=sx_4 = s.

{x1=−3t+sx2=t−2sx3=tx4=st,s∈R\begin{cases} x_1 = -3t + s \\ x_2 = t - 2s \\ x_3 = t \\ x_4 = s \end{cases} \qquad t, s \in \mathbb{R}

Verifica con t=1t = 1, s=0s = 0, cioè (−3,1,1,0)(-3, 1, 1, 0): −3+1+2=0-3 + 1 + 2 = 0; −6+3+3=0-6 + 3 + 3 = 0; −3+2+1=0-3 + 2 + 1 = 0. Con t=0t = 0, s=1s = 1, cioè (1,−2,0,1)(1, -2, 0, 1): 1−2+1=01 - 2 + 1 = 0; 2−6+4=02 - 6 + 4 = 0; 1−4+3=01 - 4 + 3 = 0.

Esercizio 3. Trovare equazioni parametriche della retta

r:{x−y+2z=12x−y+z=3r: \begin{cases} x - y + 2z = 1 \\ 2x - y + z = 3 \end{cases}

usando l’algoritmo di Gauss-Jordan.

Soluzione
[1−1212−113]→E21(−2)[1−12101−31]→E12(1)[10−1201−31]\left[\begin{array}{ccc|c} 1 & -1 & 2 & 1 \\ 2 & -1 & 1 & 3 \end{array}\right] \xrightarrow{E_{21}(-2)} \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & -1 & 2 & 1 \\ 0 & 1 & -3 & 1 \end{array}\right] \xrightarrow{E_{12}(1)} \left[\begin{array}{ccc|c} 1 & 0 & -1 & 2 \\ 0 & 1 & -3 & 1 \end{array}\right]

Colonna di zz senza pivot: z=tz = t. Dalle righe: x−z=2x - z = 2, y−3z=1y - 3z = 1.

r:{x=2+ty=1+3tz=tt∈Rr: \begin{cases} x = 2 + t \\ y = 1 + 3t \\ z = t \end{cases} \qquad t \in \mathbb{R}

Verifica: (2+t)−(1+3t)+2t=1(2 + t) - (1 + 3t) + 2t = 1 e 2(2+t)−(1+3t)+t=32(2 + t) - (1 + 3t) + t = 3 per ogni tt.

Esercizio 4. Dire quali di queste matrici sono a scalini e quali ridotte per righe; per quelle a scalini indicare i pivot.

M1=(13020014)M2=(210000005)M3=(121030001)M_1 = \begin{pmatrix} 1 & 3 & 0 & 2 \\ 0 & 0 & 1 & 4 \end{pmatrix} \qquad M_2 = \begin{pmatrix} 2 & 1 & 0 \\ 0 & 0 & 0 \\ 0 & 0 & 5 \end{pmatrix} \qquad M_3 = \begin{pmatrix} 1 & 2 & 1 \\ 0 & 3 & 0 \\ 0 & 0 & 1 \end{pmatrix}
Soluzione
  • M1M_1: a scalini, pivot 11 (colonna 1) e 11 (colonna 3). È anche ridotta: pivot uguali a 11, unici non nulli nelle loro colonne. Il 33 e il 22 stanno in colonne senza pivot e non danno fastidio.
  • M2M_2: non è a scalini. La seconda riga è nulla e sotto c’è una riga non nulla: la coppia R2,R3R_2, R_3 non soddisfa né (a) né (b). Con S23S_{23} diventa a scalini.
  • M3M_3: a scalini, pivot 1,3,11, 3, 1 nelle colonne 1,2,31, 2, 3. Non ridotta: il pivot 33 non è 11, e sopra i pivot di colonna 2 e 3 ci sono un 22 e un 11.

6Errori tipici

7Domande