Note Ingegneria Informatica · UniTN
Analisi Matematica 1
Lezioni
28 set, 30 set
in corso

Limiti di successioni

Indice 7 sezioni
  1. 1Definizioni
  2. 1.1Perché servono i limiti (slide 2-3)
  3. 1.2Successione (slide 6, 28/9)
  4. 1.3Fattoriale (slide 7)
  5. 1.4Coefficiente binomiale (slide 8)
  6. 1.5Successione geometrica (slide 10)
  7. 1.6Limite di una successione (slide 12, 28/9 e 30/9)
  8. 1.7Sottosuccessione (slide 24, 30/9)
  9. 2Enunciati
  10. 2.1Somma della progressione geometrica (slide 10, 28/9)
  11. 2.2Binomio di Newton (slide 9)
  12. 2.3Unicità del limite (slide 21, 30/9)
  13. 2.4Limitatezza delle successioni convergenti (slide 22)
  14. 3Metodo
  15. 3.1Verificare un limite con la definizione
  16. 4Esempi svolti a lezione
  17. 4.1Una successione per i dispari (pagina dopo la slide 6, 28/9)
  18. 4.21n→0\frac{1}{n} \to 0 con la definizione (slide 12, 30/9)
  19. 4.3n→+∞\sqrt{n} \to +\infty con la definizione (30/9)
  20. 4.4lim⁡n−1n+1=1\lim \frac{n-1}{n+1} = 1 (slide 19, esercizio a)
  21. 4.5lim⁡an=+∞\lim a^n = +\infty per a>1a > 1 (slide 19, esercizio b1)
  22. 4.6Sottosuccessioni (slide 25)
  23. 5Esercizi tipo esame
  24. 5.1Crocette (stile parte 1)
  25. 5.2Esercizi (stile parte 2)
  26. 6Errori tipici
  27. 7Domande

Argomento di Analisi Matematica 1, capitolo 3 (“L’operazione di limite: limiti di successioni”, deck da 68 slide). Fatto a lezione il 28/9, slide 1-12 (slide annotate del 28/9), e il 30/9, slide 12-25 (slide annotate del 30/9). Il prof si è fermato agli esempi di sottosuccessioni (slide 25): da lì riparte il deck non annotato, con i limiti delle sottosuccessioni e la non esistenza del limite. Serve Numeri reali, sup e inf (proprietà di Archimede) e, per i logaritmi, Funzioni elementari.

Il filo dell’argomento:

il cerchio di Archimede      poligoni con n lati sempre più grande: a cosa "tende" l'area?
        |
        v  3.1 successioni (28/9)
a: N -> R, a_n               n!, binomiali, Newton, progressione geometrica
        |
        v  3.2 limite (28-30/9)
a_n -> 0                     per ogni ε > 0 esiste ν_ε: n > ν_ε  =>  |a_n| < ε
a_n -> ℓ, +∞, -∞             cambia solo la relazione finale
        |
        v
unicità del limite           convergente  =>  limitata
        |
        v  3.3 sottosuccessioni (30/9, fino alla slide 25)
b_k = a_(n_k)                n_1 < n_2 < ...: si prende un pezzo della successione
        |
        v  da qui in poi non ancora fatto
limiti delle sottosuccessioni, non esistenza del limite, monotone, Nepero, confronto

1Definizioni

1.1Perché servono i limiti (slide 2-3)

Il problema di partenza è antico. Archimede afferma che un cerchio equivale a un triangolo con altezza pari al raggio e base lunga quanto la circonferenza. Per mostrarlo si usa l’area di un poligono regolare, Area=Perimetro×Apotema2\text{Area} = \frac{\text{Perimetro} \times \text{Apotema}}{2}, e il metodo di esaustione di Eudosso: si approssima il cerchio con poligoni regolari inscritti e circoscritti, con un numero di lati nn sempre più grande.

Al crescere di nn l’apotema ana_n si avvicina al raggio, il perimetro alla circonferenza, l’area del poligono a quella del cerchio. Nessun poligono è il cerchio: il cerchio è quello a cui la successione dei poligoni “tende”. Il problema, nelle parole della slide 3, è definire e valutare l’andamento asintotico di una successione, cioè il concetto di limite.

1.2Successione (slide 6, 28/9)

Il prof la disegna come grafico di una funzione: sull’asse orizzontale i naturali 0,1,2,3,…0, 1, 2, 3, \dots, sopra ciascuno il punto di altezza ana_n, cioè f(0)=a0f(0) = a_0, f(1)=a1f(1) = a_1, e così via. Il grafico è fatto di punti isolati, non di una curva: fra n=1n = 1 e n=2n = 2 la successione non esiste.

Esempi della slide:

1.3Fattoriale (slide 7)

Proprietà della slide:

  1. n!=n⋅(n−1)!n! = n \cdot (n-1)!
  2. n!(n−k)!=n(n−1)(n−2)⋯(n−k+1)\dfrac{n!}{(n-k)!} = n(n-1)(n-2)\cdots(n-k+1) per 0≤k≤n0 \leq k \leq n

La 2 è una semplificazione: nel numeratore n!=n(n−1)⋯(n−k+1)⋅(n−k)(n−k−1)⋯2⋅1n! = n(n-1)\cdots(n-k+1) \cdot (n-k)(n-k-1)\cdots 2 \cdot 1 i fattori da (n−k)(n-k) in giù sono proprio (n−k)!(n-k)! e si cancellano col denominatore. Restano kk fattori, da nn scendendo. Per esempio 5!3!=5⋅4=20\frac{5!}{3!} = 5 \cdot 4 = 20.

Significato (osservazione della slide, spiegata dal prof): n!n! è il numero di modi distinti di ordinare nn oggetti distinti, cioè le permutazioni di nn oggetti. Il ragionamento: per la prima posizione si può scegliere uno qualunque degli nn oggetti (nn modi); scelto quello, ne rimangono n−1n - 1, quindi per ognuna delle nn possibilità ci sono n−1n - 1 modi per scegliere la seconda posizione; e così via fino all’ultima, dove resta un solo oggetto. In tutto n(n−1)⋯1=n!n(n-1)\cdots 1 = n!.

1.4Coefficiente binomiale (slide 8)

La seconda forma segue dalla proprietà 2 del fattoriale (annotazione del prof) ed è quella che si usa nei conti: (62)=6⋅52=15\binom{6}{2} = \frac{6 \cdot 5}{2} = 15.

Proprietà:

  1. (n0)=(nn)=1\binom{n}{0} = \binom{n}{n} = 1: sono i lati del triangolo di Tartaglia, tutti uguali a 11;
  2. (nk)=(nn−k)\binom{n}{k} = \binom{n}{n-k}: simmetria del triangolo;
  3. (nk)=(n−1k−1)+(n−1k)\binom{n}{k} = \binom{n-1}{k-1} + \binom{n-1}{k}: ogni elemento si ottiene sommando i due elementi sopra di esso.

Triangolo di Tartaglia. Le righe si contano da 00, e in ogni riga le colonne si contano da 00. Il coefficiente (nk)\binom{n}{k} è l’elemento di riga nn e colonna kk.

riga 0              1
riga 1            1   1
riga 2          1   2   1
riga 3        1   3   3   1
riga 4      1   4   6   4   1
riga 5    1   5  10  10   5   1

Esempio del prof: il 66 sta in riga 44, colonna 22, e infatti

(42)=4!2! (4−2)!=242⋅2=244=6\binom42 = \frac{4!}{2!\,(4-2)!} = \frac{24}{2 \cdot 2} = \frac{24}{4} = 6

Significato combinatorio (pagina dopo la slide 8). (nk)\binom nk è il numero di modi di scegliere kk oggetti all’interno di un gruppo di nn, quando l’ordine in cui si scelgono è irrilevante: le “scelte non ordinate” di kk elementi fra nn. Il conto del prof:

1.5Successione geometrica (slide 10)

La proprietà che la caratterizza: il rapporto fra un termine e il precedente è costante, an+1an=qn+1qn=q\frac{a_{n+1}}{a_n} = \frac{q^{n+1}}{q^n} = q.

Esempio del prof con q=12q = \frac12: a0=1a_0 = 1, a1=12a_1 = \frac12, a2=14a_2 = \frac14, a3=18a_3 = \frac18, ognuno metà del precedente.

1.6Limite di una successione (slide 12, 28/9 e 30/9)

Il problema: capire come si comporta ana_n quando nn diventa sempre più grande. Con an=1na_n = \frac1n i termini sono positivi e sempre più piccoli: si dice che ”ana_n tende a 00”, che “il limite di ana_n per nn che tende all’infinito è 00”, e si scrive

an→0oppurelim⁡n→+∞an=0a_n \to 0 \qquad \text{oppure} \qquad \lim_{n \to +\infty} a_n = 0

La stessa definizione detta a parole dal prof (30/9): an→0a_n \to 0 se, fissata una qualunque soglia di tolleranza ε\varepsilon, possiamo affermare che a partire da un certo indice νε\nu_\varepsilon tutti i successivi elementi di (an)(a_n), ovvero quelli relativi agli indici n>νεn > \nu_\varepsilon, distano da 00 (il limite della successione) meno della soglia di tolleranza, ovvero ∣an−0∣<ε|a_n - 0| < \varepsilon.

Due annotazioni:

Il gioco a due giocatori (slide 13). Il primo giocatore sceglie ε>0\varepsilon > 0 e disegna una striscia orizzontale di spessore 2ε2\varepsilon attorno all’asse delle ascisse. Il secondo risponde indicando un’ascissa νε\nu_\varepsilon a partire dalla quale il grafico della successione resta intrappolato nella striscia. Il primo cerca di mettere in difficoltà il secondo, quindi sceglie ε\varepsilon sempre più piccolo. La conclusione del prof: vale lim⁡n→∞an=0\lim_{n \to \infty} a_n = 0 se e solo se il secondo giocatore ha una strategia vincente, cioè può fare la mossa richiesta qualunque sia la mossa del primo giocatore.

È il motivo dell’ordine dei quantificatori: prima “per ogni ε\varepsilon”, poi “esiste νε\nu_\varepsilon”. Se fosse “esiste ν\nu tale che per ogni ε\varepsilon” il secondo giocatore dovrebbe muovere per primo, senza vedere la striscia, e una sola soglia dovrebbe andare bene per tutte le strisce: da ν\nu in poi ∣an∣<ε|a_n| < \varepsilon per ogni ε\varepsilon vuol dire an=0a_n = 0, una condizione molto più forte.

Rispetto a an→0a_n \to 0 cambia solo la relazione finale, e cambia il senso di ε\varepsilon: qui è una soglia da superare, e il primo giocatore, per mettere in difficoltà il secondo, la sceglie sempre più grande (slide 15). Il secondo deve trovare un’ascissa dopo la quale il grafico resta sopra la soglia. Il prof disegna due soglie ε1<ε2\varepsilon_1 < \varepsilon_2: alla soglia più alta corrisponde un νε2\nu_{\varepsilon_2} più a destra. L’esempio più semplice (tautologico) è an=na_n = n: basta νε=ε\nu_\varepsilon = \varepsilon.

Il prof: “cambia solo la relazione”. Si ottiene da +∞+\infty cambiando segno ad ana_n: an→−∞  ⟺  −an→+∞a_n \to -\infty \iff -a_n \to +\infty.

Si ottiene da an→0a_n \to 0 con una “traslazione verticale”: an→ℓ  ⟺  an−ℓ→0a_n \to \ell \iff a_n - \ell \to 0. La condizione −ε<an−ℓ<ε-\varepsilon < a_n - \ell < \varepsilon equivale a ∣an−ℓ∣<ε|a_n - \ell| < \varepsilon, cioè a ℓ−ε<an<ℓ+ε\ell - \varepsilon < a_n < \ell + \varepsilon: sul grafico la striscia ora è centrata sulla retta y=ℓy = \ell.

Riassunto (slide 18, con le annotazioni del prof). Il comportamento di (an)(a_n) per n→+∞n \to +\infty è descritto da uno dei casi

lim⁡n→+∞an={0+∞−∞ℓse ∀ε>0 ∃νε (oppure n(ε)) t.c. ∀n>νε{−ε<an<εan>εan<−ε−ε<an−ℓ<ε\lim_{n \to +\infty} a_n = \begin{cases} 0 \\ +\infty \\ -\infty \\ \ell \end{cases} \quad \text{se } \forall \varepsilon > 0\ \exists \nu_\varepsilon \ (\text{oppure } n(\varepsilon)) \ \text{t.c.}\ \forall n > \nu_\varepsilon \quad \begin{cases} -\varepsilon < a_n < \varepsilon \\ a_n > \varepsilon \\ a_n < -\varepsilon \\ -\varepsilon < a_n - \ell < \varepsilon \end{cases}

Il prefisso è lo stesso in tutti e quattro: si impara una volta e si cambia solo la relazione finale.

1.7Sottosuccessione (slide 24, 30/9)

Si considera un nuovo indice indipendente kk e si ottiene una nuova successione bk=ankb_k = a_{n_k} per ogni kk. Le annotazioni del prof: (nk)(n_k) è una successione crescente di numeri naturali, e nkn_k è l’indice rispetto alla successione originale. In pratica si scorre la successione e se ne tiene un pezzo infinito, senza cambiare l’ordine e senza ripetere termini.

2Enunciati

2.1Somma della progressione geometrica (slide 10, 28/9)

Dimostrazione (svolta a lezione)

Si moltiplica SnS_n per qq:

q⋅Sn=q(1+q+q2+⋯+qn)=q+q2+q3+⋯+qn+1q \cdot S_n = q(1 + q + q^2 + \dots + q^n) = q + q^2 + q^3 + \dots + q^{n+1}

Sottraendo SnS_n, tutti i termini da qq a qnq^n compaiono in entrambe e si cancellano. Restano qn+1q^{n+1} dalla prima e −1-1 dalla seconda:

q⋅Sn−Sn=qn+1−1,ovveroSn(q−1)=qn+1−1q \cdot S_n - S_n = q^{n+1} - 1, \quad \text{ovvero} \quad S_n(q - 1) = q^{n+1} - 1

Siccome q≠1q \neq 1 si può dividere per q−1q - 1: Sn=qn+1−1q−1S_n = \frac{q^{n+1} - 1}{q - 1} per ogni n≥0n \geq 0. ■\blacksquare

Esempio: 1+2+4+⋯+29=210−12−1=10231 + 2 + 4 + \dots + 2^9 = \frac{2^{10} - 1}{2 - 1} = 1023.

2.2Binomio di Newton (slide 9)

La riga nn-esima del triangolo di Tartaglia dà i coefficienti dello sviluppo di (a+b)n(a+b)^n:

(a+b)2=a2+2ab+b2(a+b)3=a3+3a2b+3ab2+b3(a+b)^2 = a^2 + 2ab + b^2 \qquad (a+b)^3 = a^3 + 3a^2b + 3ab^2 + b^3 (a+b)4=a4+4a3b+6a2b2+4ab3+b4(a+b)^4 = a^4 + 4a^3b + 6a^2b^2 + 4ab^3 + b^4

Il prof aggiunge la riga 55 (1,5,10,10,5,11, 5, 10, 10, 5, 1, ottenuta dalla riga 44 con la regola della somma):

(a+b)5=a5+5a4b+10a3b2+10a2b3+5ab4+b5(a+b)^5 = a^5 + 5a^4b + 10a^3b^2 + 10a^2b^3 + 5ab^4 + b^5

Lo schema: l’esponente di aa scende da nn a 00, quello di bb sale da 00 a nn, la somma dei due è sempre nn. Il perché combinatorio: sviluppando (a+b)(a+b)⋯(a+b)(a+b)(a+b)\cdots(a+b) si sceglie da ogni fattore aa oppure bb; il termine an−kbka^{n-k}b^k compare una volta per ogni modo di scegliere i kk fattori da cui prendere bb, cioè (nk)\binom nk volte.

2.3Unicità del limite (slide 21, 30/9)

Una successione non può avere due limiti diversi, quindi scrivere "lim⁡an=ℓ\lim a_n = \ell" ha senso: il limite, se c’è, è uno solo.

Dimostrazione (svolta a lezione per assurdo, con x,y∈Rx, y \in \mathbb{R})

Supponiamo x≠yx \neq y. Scegliamo ε\varepsilon tale che gli intervalli (x−ε,x+ε)(x - \varepsilon, x + \varepsilon) e (y−ε,y+ε)(y - \varepsilon, y + \varepsilon) siano disgiunti: va bene ε=∣x−y∣2\varepsilon = \frac{|x - y|}{2}.

Per la definizione di an→xa_n \to x esiste ν1\nu_1 tale che per n>ν1n > \nu_1 si ha an∈(x−ε,x+ε)a_n \in (x - \varepsilon, x + \varepsilon). Per la definizione di an→ya_n \to y esiste ν2\nu_2 tale che per n>ν2n > \nu_2 si ha an∈(y−ε,y+ε)a_n \in (y - \varepsilon, y + \varepsilon).

Preso n>max⁡(ν1,ν2)n > \max(\nu_1, \nu_2), il numero ana_n sta in entrambi gli intervalli, che però non hanno punti in comune. Si ottiene una contraddizione con le definizioni di lim⁡an=x\lim a_n = x e lim⁡an=y\lim a_n = y. Quindi x=yx = y. ■\blacksquare

Il prof disegna le due strisce orizzontali attorno a y=xy = x e y=yy = y, separate: da un certo indice in poi i punti dovrebbero stare in tutte e due.

Il teorema vale anche coi limiti infiniti (una successione non può tendere sia a +∞+\infty sia a ℓ\ell, per esempio): la dimostrazione è la stessa, con una striscia attorno a ℓ\ell e una soglia sopra di essa. A lezione il prof ha fatto il caso finito.

2.4Limitatezza delle successioni convergenti (slide 22)

Il prof: brevemente si dice ”ana_n è limitata” (pensare a “delimitata”: tutti i termini stanno nella fascia fra −M-M e MM).

Dimostrazione (svolta a lezione)

I termini dopo una certa soglia. Fissato ε=1\varepsilon = 1, per la definizione di limite esiste ν1\nu_1 tale che per ogni n>ν1n > \nu_1 vale ℓ−1<an<ℓ+1\ell - 1 < a_n < \ell + 1. Detto M1=max⁡(∣ℓ−1∣,∣ℓ+1∣)M_1 = \max\big(|\ell - 1|, |\ell + 1|\big) segue

∣an∣≤M1∀n>ν1|a_n| \leq M_1 \qquad \forall n > \nu_1

perché un numero compreso fra ℓ−1\ell - 1 e ℓ+1\ell + 1 ha modulo non più grande del maggiore fra i moduli degli estremi.

I termini prima della soglia. I termini ana_n con n≤ν1n \leq \nu_1 sono un numero finito, quindi esiste il massimo dei loro moduli:

M2:=max⁡{∣an∣:n≤ν1}M_2 := \max\{|a_n| : n \leq \nu_1\}

Insieme. Definiamo M:=max⁡(M1,M2)M := \max(M_1, M_2). Allora ∣an∣≤M|a_n| \leq M per ogni n∈Nn \in \mathbb{N}: se n>ν1n > \nu_1 perché ∣an∣≤M1≤M|a_n| \leq M_1 \leq M, se n≤ν1n \leq \nu_1 perché ∣an∣≤M2≤M|a_n| \leq M_2 \leq M. ■\blacksquare

Il punto chiave è che “da un certo punto in poi” lascia fuori solo un numero finito di termini, e un insieme finito di numeri ha sempre un massimo. Il viceversa è falso: (−1)n(-1)^n è limitata (∣(−1)n∣=1|(-1)^n| = 1) ma non converge.

3Metodo

3.1Verificare un limite con la definizione

Lo schema del prof (30/9) per lim⁡an=ℓ\lim a_n = \ell:

  1. Fissa ε>0\varepsilon > 0 qualsiasi. Non scegli tu un valore: ε\varepsilon resta una lettera.
  2. Obiettivo: trovare νε\nu_\varepsilon tale che per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon valga la relazione della definizione (−ε<an−ℓ<ε-\varepsilon < a_n - \ell < \varepsilon, oppure an>εa_n > \varepsilon per +∞+\infty).
  3. Risolvi la relazione rispetto alla variabile nn, come una disequazione in nn. Se è una doppia disuguaglianza, una alla volta.
  4. Speri che l’insieme delle soluzioni contenga un intervallo della forma (νε,+∞)(\nu_\varepsilon, +\infty): quel νε\nu_\varepsilon è la risposta. Una disuguaglianza vera per tutti gli nn non pone condizioni.
  5. Conclusione: “per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon la relazione è soddisfatta”.

Gli strumenti per il passo 3:

4Esempi svolti a lezione

4.1Una successione per i dispari (pagina dopo la slide 6, 28/9)

Scrivere una successione che rappresenti i numeri dispari in ordine crescente. Il prof: (an)n∈N(a_n)_{n \in \mathbb{N}} con an=2n+1a_n = 2n + 1. Controllo: n=0⇒a0=1n = 0 \Rightarrow a_0 = 1, n=1⇒a1=3n = 1 \Rightarrow a_1 = 3, n=2⇒a2=5n = 2 \Rightarrow a_2 = 5, e così via. (28/9, pagina 18)

4.21n→0\frac{1}{n} \to 0 con la definizione (slide 12, 30/9)

Verificare che (an)n>0(a_n)_{n > 0} con an=1na_n = \frac1n soddisfa an→0a_n \to 0 (30/9, pagine 3-5).

an=1n<1n(ε)<εa_n = \frac1n < \frac{1}{n(\varepsilon)} < \varepsilon

perché un denominatore più grande dà una frazione più piccola. Quindi ∣an−0∣<ε|a_n - 0| < \varepsilon per ogni n>n(ε)n > n(\varepsilon), cioè 1n→0\frac1n \to 0.

La slide dà la stessa cosa in una riga: −ε<1n<ε-\varepsilon < \frac1n < \varepsilon segue da n>νε=ε−1n > \nu_\varepsilon = \varepsilon^{-1}. La disuguaglianza di sinistra è sempre vera (1n>0\frac1n > 0), quella di destra equivale a n>1εn > \frac1\varepsilon.

4.3n→+∞\sqrt{n} \to +\infty con la definizione (30/9)

Verificare che an=na_n = \sqrt n soddisfa an→+∞a_n \to +\infty (30/9, pagine 13-14).

4.4lim⁡n−1n+1=1\lim \frac{n-1}{n+1} = 1 (slide 19, esercizio a)

Qui an=n−1n+1a_n = \frac{n-1}{n+1} e ℓ=1\ell = 1 (30/9, pagine 16-20). Dobbiamo mostrare che per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste νε\nu_\varepsilon tale che per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon vale

−ε<(1)n−1n+1−1<(2)ε-\varepsilon \overset{(1)}{<} \frac{n-1}{n+1} - 1 \overset{(2)}{<} \varepsilon

Chiediamoci per quali valori di nn valgono la (1) e la (2). Il trucco del prof per semplificare: al numeratore si aggiunge e si toglie 22,

n−1n+1−1=n+1−2n+1−1=1−2n+1−1=−2n+1\frac{n-1}{n+1} - 1 = \frac{n + 1 - 2}{n+1} - 1 = 1 - \frac{2}{n+1} - 1 = -\frac{2}{n+1}

Come scegliamo νε\nu_\varepsilon?  νε:=2ε−1\ \nu_\varepsilon := \frac{2}{\varepsilon} - 1. Per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon la (1) è soddisfatta, e la (2) lo è sempre. ■\blacksquare

Controllo con un numero: ε=110\varepsilon = \frac{1}{10} dà νε=19\nu_\varepsilon = 19; per n=20n = 20, ∣a20−1∣=221<110|a_{20} - 1| = \frac{2}{21} < \frac{1}{10}, mentre per n=19n = 19 si ha 220=110\frac{2}{20} = \frac1{10}, non minore.

4.5lim⁡an=+∞\lim a^n = +\infty per a>1a > 1 (slide 19, esercizio b1)

Obiettivo: mostrare che per ogni ε>0\varepsilon > 0 esiste νε\nu_\varepsilon tale che per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon vale la relazione (3) an>εa^n > \varepsilon, dove ana^n è l’elemento generico della successione (30/9, pagine 21-22).

Dobbiamo risolvere la (3) rispetto alla variabile nn e sperare che l’insieme delle soluzioni contenga un intervallo (νε,+∞)(\nu_\varepsilon, +\infty). Siccome a>1a > 1, la funzione t↦log⁡att \mapsto \log_a t è crescente, e applicandola ai due membri il verso resta:

an>ε  ⟺  n>log⁡a(ε)a^n > \varepsilon \iff n > \log_a(\varepsilon)

Scegliendo νε:=log⁡a(ε)\nu_\varepsilon := \log_a(\varepsilon) abbiamo che per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon vale (3), ovvero an>εa^n > \varepsilon. ■\blacksquare

L’osservazione sul logaritmo con base fra 00 e 11 (pagine 23-25). Il prof si chiede com’è il grafico di log⁡a\log_a quando 0<a<10 < a < 1, sapendo com’è con a>1a > 1 (strettamente crescente). Nota che a>1  ⟺  0<a−1<1a > 1 \iff 0 < a^{-1} < 1, e usa il cambio di base log⁡at=log⁡tlog⁡a\log_a t = \frac{\log t}{\log a}:

log⁡a−1t=log⁡tlog⁡(a−1)=log⁡t−log⁡a=−log⁡at\log_{a^{-1}} t = \frac{\log t}{\log(a^{-1})} = \frac{\log t}{-\log a} = -\log_a t

Quindi il grafico di log⁡a−1\log_{a^{-1}} è il riflesso di quello di log⁡a\log_a rispetto all’asse xx: con base fra 00 e 11 il logaritmo è strettamente decrescente. È quello che serve per il caso 0<a<10 < a < 1 di ana^n, lasciato come esercizio (esercizio 3 in fondo).

4.6Sottosuccessioni (slide 25)

Esempio 1. an=1na_n = \frac1n con nk=k2n_k = k^2, cioè bk=1k2b_k = \frac{1}{k^2}. Il prof scrive la successione 1,12,13,14,…,19,110,…1, \frac12, \frac13, \frac14, \dots, \frac19, \frac1{10}, \dots e cerchia i termini di indice 1,4,91, 4, 9: sono b1=1b_1 = 1, b2=14b_2 = \frac14, b3=19b_3 = \frac19. L’indice kk conta i termini estratti, nkn_k dice dove stavano nella successione originale. Qui kk parte da 11, come nn.

Esempio 2. an=(−1)na_n = (-1)^n.

Due sottosuccessioni con limiti diversi (11 e −1-1): è l’idea che, nelle slide successive, mostra che (−1)n(-1)^n non ha limite.

5Esercizi tipo esame

5.1Crocette (stile parte 1)

C1. Quale formula definisce lim⁡n→+∞an=−∞\lim_{n \to +\infty} a_n = -\infty? a) ∀ε>0 ∃νε:∀n>νε, an<−ε\forall \varepsilon > 0\ \exists \nu_\varepsilon : \forall n > \nu_\varepsilon,\ a_n < -\varepsilon b) ∃ν ∀ε>0:∀n>ν, an<−ε\exists \nu\ \forall \varepsilon > 0 : \forall n > \nu,\ a_n < -\varepsilon c) ∀ε>0 ∃νε:∀n>νε, ∣an∣>ε\forall \varepsilon > 0\ \exists \nu_\varepsilon : \forall n > \nu_\varepsilon,\ |a_n| > \varepsilon d) ∀ε>0 ∃νε:∃n>νε, an<−ε\forall \varepsilon > 0\ \exists \nu_\varepsilon : \exists n > \nu_\varepsilon,\ a_n < -\varepsilon

Soluzione

a. La b) scambia i quantificatori: chiederebbe un’unica soglia che vada bene per ogni ε\varepsilon, impossibile per una successione reale (an<−εa_n < -\varepsilon per ogni ε\varepsilon non è soddisfatto da nessun numero). La c) è soddisfatta anche da (−1)nn(-1)^n n, che oscilla e non tende a −∞-\infty: è la definizione di ∣an∣→+∞|a_n| \to +\infty. La d) chiede un solo termine oltre la soglia invece che tutti.

C2. ∑k=092k\displaystyle\sum_{k=0}^{9} 2^k vale: a) 512512 b) 10231023 c) 10241024 d) 20472047

Soluzione

b. Somma geometrica con q=2q = 2 e n=9n = 9: 210−12−1=1023\frac{2^{10} - 1}{2 - 1} = 1023. La c) è 2102^{10}, l’errore di dimenticare il −1-1; la a) è l’ultimo termine 292^9; la d) usa n+1=11n + 1 = 11 all’esponente sbagliando di uno l’indice finale.

C3. Nello sviluppo di (a+b)5(a + b)^5 il coefficiente di a2b3a^2 b^3 è: a) 55 b) 66 c) 1010 d) 1515

Soluzione

c. Il termine an−kbka^{n-k}b^k con n=5n = 5, k=3k = 3 ha coefficiente (53)=5⋅4⋅33!=10\binom53 = \frac{5 \cdot 4 \cdot 3}{3!} = 10. Riga 55 del triangolo: 1,5,10,10,5,11, 5, 10, 10, 5, 1. La d) è (62)\binom62.

C4. Quale affermazione è vera per ogni successione reale (an)(a_n)? a) se (an)(a_n) è limitata, allora è convergente b) se (an)(a_n) è convergente, allora è limitata c) se (an)(a_n) è limitata, allora ha limite finito o infinito d) se ∣an∣→1|a_n| \to 1, allora an→1a_n \to 1 oppure an→−1a_n \to -1

Soluzione

b, il teorema della slide 22. La a) e la c) sono smentite da (−1)n(-1)^n, limitata ma senza limite. La d) anche: ∣(−1)n∣=1→1|(-1)^n| = 1 \to 1, ma (−1)n(-1)^n non tende né a 11 né a −1-1.

5.2Esercizi (stile parte 2)

Esercizio 1. Verificare con la definizione che lim⁡n→+∞2n+1n+3=2\displaystyle\lim_{n \to +\infty} \frac{2n + 1}{n + 3} = 2.

Soluzione

Fissiamo ε>0\varepsilon > 0. Cerchiamo νε\nu_\varepsilon tale che per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon valga ∣2n+1n+3−2∣<ε\left|\frac{2n+1}{n+3} - 2\right| < \varepsilon.

Semplifichiamo la differenza:

2n+1n+3−2=2n+1−2n−6n+3=−5n+3\frac{2n+1}{n+3} - 2 = \frac{2n + 1 - 2n - 6}{n + 3} = -\frac{5}{n+3}

quindi la relazione diventa 5n+3<ε\frac{5}{n+3} < \varepsilon (il modulo toglie il segno, e n+3>0n + 3 > 0). Risolvendo in nn:

5n+3<ε  ⟺  n+3>5ε  ⟺  n>5ε−3\frac{5}{n+3} < \varepsilon \iff n + 3 > \frac5\varepsilon \iff n > \frac5\varepsilon - 3

Scegliendo νε:=5ε−3\nu_\varepsilon := \frac{5}{\varepsilon} - 3, per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon vale ∣an−2∣<ε|a_n - 2| < \varepsilon. ■\blacksquare

Controllo: con ε=12\varepsilon = \frac12, νε=7\nu_\varepsilon = 7; per n=8n = 8, ∣a8−2∣=511<12|a_8 - 2| = \frac{5}{11} < \frac12.

Esercizio 2 (lasciato dal prof il 30/9). Mostrare che se 0<a<10 < a < 1 allora lim⁡n→+∞an=0\displaystyle\lim_{n \to +\infty} a^n = 0.

Soluzione

Fissiamo ε>0\varepsilon > 0. Cerchiamo νε\nu_\varepsilon tale che per n>νεn > \nu_\varepsilon valga −ε<an<ε-\varepsilon < a^n < \varepsilon.

La disuguaglianza di sinistra è sempre vera, perché an>0a^n > 0. Per quella di destra si applica log⁡a\log_a, che con 0<a<10 < a < 1 è decrescente: il verso si gira.

an<ε  ⟺  n>log⁡a(ε)a^n < \varepsilon \iff n > \log_a(\varepsilon)

Scegliendo νε:=log⁡a(ε)\nu_\varepsilon := \log_a(\varepsilon), per ogni n>νεn > \nu_\varepsilon vale ∣an−0∣<ε|a^n - 0| < \varepsilon. ■\blacksquare

Se ε≥1\varepsilon \geq 1 il numero log⁡aε\log_a \varepsilon è ≤0\leq 0 e la condizione vale per ogni n≥1n \geq 1: giusto, perché an<1≤εa^n < 1 \leq \varepsilon. Il caso interessante è ε\varepsilon piccolo. Controllo con a=12a = \frac12, ε=1100\varepsilon = \frac{1}{100}: log⁡1/21100=log⁡2100≈6,6\log_{1/2}\frac{1}{100} = \log_2 100 \approx 6{,}6, e infatti 127=1128<1100\frac{1}{2^7} = \frac{1}{128} < \frac{1}{100} mentre 126=164\frac{1}{2^6} = \frac1{64} no.

Esercizio 3 (lasciati per casa, slide 19-20). Dati b>0b > 0 e a>1a > 1, verificare con la definizione che lim⁡nb=+∞\lim n^b = +\infty e lim⁡log⁡an=+∞\lim \log_a n = +\infty.

Soluzione

nbn^b. Fissiamo ε>0\varepsilon > 0. La funzione t↦t1/bt \mapsto t^{1/b} è strettamente crescente su (0,+∞)(0, +\infty) (esponente positivo), quindi

nb>ε  ⟺  n>ε1/bn^b > \varepsilon \iff n > \varepsilon^{1/b}

e basta νε:=ε1/b\nu_\varepsilon := \varepsilon^{1/b}. Con b=12b = \frac12 si ritrova l’esempio n\sqrt n, con νε=ε2\nu_\varepsilon = \varepsilon^2.

log⁡an\log_a n. Fissiamo ε>0\varepsilon > 0. Con a>1a > 1 la funzione t↦att \mapsto a^t è strettamente crescente, quindi

log⁡an>ε  ⟺  n>aε\log_a n > \varepsilon \iff n > a^\varepsilon

e basta νε:=aε\nu_\varepsilon := a^\varepsilon. ■\blacksquare

Esercizio 4. Dimostrare la proprietà del triangolo di Tartaglia (nk)=(n−1k−1)+(n−1k)\binom{n}{k} = \binom{n-1}{k-1} + \binom{n-1}{k} per 1≤k≤n−11 \leq k \leq n - 1, partendo dalla definizione col fattoriale.

Soluzione

Si scrivono i due addendi col fattoriale e si porta tutto a denominatore comune k! (n−k)!k!\,(n-k)!:

(n−1k−1)=(n−1)!(k−1)! (n−k)!=(n−1)!⋅kk! (n−k)!\binom{n-1}{k-1} = \frac{(n-1)!}{(k-1)!\,(n-k)!} = \frac{(n-1)! \cdot k}{k!\,(n-k)!}

usando k!=k⋅(k−1)!k! = k \cdot (k-1)!, e

(n−1k)=(n−1)!k! (n−1−k)!=(n−1)!⋅(n−k)k! (n−k)!\binom{n-1}{k} = \frac{(n-1)!}{k!\,(n-1-k)!} = \frac{(n-1)! \cdot (n-k)}{k!\,(n-k)!}

usando (n−k)!=(n−k)⋅(n−k−1)!(n-k)! = (n-k)\cdot(n-k-1)!. Sommando:

(n−1)! (k+(n−k))k! (n−k)!=(n−1)!⋅nk! (n−k)!=n!k! (n−k)!=(nk)\frac{(n-1)!\,\big(k + (n - k)\big)}{k!\,(n-k)!} = \frac{(n-1)! \cdot n}{k!\,(n-k)!} = \frac{n!}{k!\,(n-k)!} = \binom nk

Si usa la proprietà n!=n⋅(n−1)!n! = n \cdot (n-1)! della slide 7. ■\blacksquare

Lettura combinatoria, per ricordarla: fra nn oggetti fissane uno. Le scelte di kk oggetti che lo contengono sono (n−1k−1)\binom{n-1}{k-1} (scegli gli altri k−1k-1 fra i restanti), quelle che non lo contengono sono (n−1k)\binom{n-1}{k}.

Esercizio 5. Calcolare ∑k=1812k\displaystyle\sum_{k=1}^{8} \frac{1}{2^k} e dire se la successione Sn=∑k=0n12kS_n = \displaystyle\sum_{k=0}^{n} \frac{1}{2^k} è limitata.

Soluzione

La somma parte da k=1k = 1: si toglie il termine k=0k = 0 dalla formula. Con q=12q = \frac12 e n=8n = 8:

∑k=08(12)k=(12)9−112−1=2(1−1512)=2−1256\sum_{k=0}^{8} \left(\tfrac12\right)^k = \frac{\left(\frac12\right)^9 - 1}{\frac12 - 1} = 2\left(1 - \frac{1}{512}\right) = 2 - \frac{1}{256}

quindi ∑k=1812k=2−1256−1=255256\displaystyle\sum_{k=1}^{8} \frac{1}{2^k} = 2 - \frac1{256} - 1 = \frac{255}{256}.

In generale Sn=2(1−12n+1)=2−12nS_n = 2\left(1 - \frac{1}{2^{n+1}}\right) = 2 - \frac{1}{2^n}. Siccome 0<12n≤10 < \frac{1}{2^n} \leq 1, vale 1≤Sn<21 \leq S_n < 2 per ogni nn: la successione è limitata, con M=2M = 2. (Converge a 22, perché 12n→0\frac{1}{2^n} \to 0 per l’esercizio 2; ma la limitatezza qui si vede direttamente.)

6Errori tipici

7Domande