Note Ingegneria Informatica · UniTN
Analisi Matematica 1
Lezioni
15 set, 16 set
in corso

Numeri reali, sup e inf

Indice 7 sezioni
  1. 1Definizioni
  2. 1.1Insiemi numerici
  3. 1.2Numeri reali
  4. 1.3Maggioranti e minoranti
  5. 1.4Massimo e minimo
  6. 1.5Estremo superiore e inferiore
  7. 1.6Parte intera
  8. 2Enunciati
  9. 2.12\sqrt{2} non è razionale
  10. 2.2Unicità di massimo e minimo
  11. 2.3Caratterizzazione di sup e inf
  12. 2.4Assioma di completezza di R\mathbb{R}
  13. 2.5Gli assiomi dei numeri reali
  14. 2.6Proprietà di Archimede
  15. 2.7Densità di Q\mathbb{Q} in R\mathbb{R}
  16. 3Metodo
  17. 4Esempi svolti a lezione
  18. 4.1A=[−1,2]A = [-1, 2]: maggioranti e minoranti (slide 31)
  19. 4.2A={1,12,13,… }={1n:n≥1}A = \left\{1, \frac12, \frac13, \dots\right\} = \left\{\frac1n : n \geq 1\right\} (slide 34 e 40)
  20. 4.3Esercizio: x≤1nx \leq \frac1n per ogni nn implica x≤0x \leq 0 (slide 38)
  21. 4.4C={2n+1n+1:n∈N}C = \left\{\frac{2n+1}{n+1} : n \in \mathbb{N}\right\}: il sup è 22 (slide 41)
  22. 5Esercizi tipo esame
  23. 5.1Crocette (stile parte 1)
  24. 5.2Esercizi (stile parte 2)
  25. 6Errori tipici
  26. 7Domande

Argomento di Analisi Matematica 1, nozioni preliminari, sezione 1.2. Fatto a lezione il 15/9, slide 23-41 (slide annotate del 15/9), e il 16/9, slide 42-44 sugli assiomi (slide annotate del 16/9). Vocabolario: Linguaggio matematico; logica e quantificatori: Insiemi e logica.

Il filo dell’argomento, in ordine:

N ⊂ Z ⊂ Q          somme, prodotti, ordine: ma nella retta restano dei buchi (√2)
      |
      v
R                  tutti gli allineamenti decimali
      |
      v
sup e inf          il più piccolo dei maggioranti, il più grande dei minoranti
      |
      v
completezza        ogni insieme limitato superiormente ha sup in R   (in Q no)
      |
      v
Archimede          N non è limitato: per ogni x reale c'è un n > x
      |
      v
densità di Q       fra due reali distinti c'è sempre un razionale

1Definizioni

1.1Insiemi numerici

Analisi 1 - insiemi dei numeri
N={0,1,2,3,… }Z={0,1,−1,2,−2,… }Q={pq:p,q∈Z, q≠0}\mathbb{N} = \{0, 1, 2, 3, \dots\} \qquad \mathbb{Z} = \{0, 1, -1, 2, -2, \dots\} \qquad \mathbb{Q} = \left\{\tfrac{p}{q} : p, q \in \mathbb{Z},\ q \neq 0\right\}

Valgono le inclusioni N⊂Z⊂Q\mathbb{N} \subset \mathbb{Z} \subset \mathbb{Q}, e la slide precisa “tutte le inclusioni sono strette”. Il simbolo è ⊂\subset perché nel corso ⊂\subset vuol dire ⊆\subseteq (vedi Insiemi e logica): che siano strette va detto a parte.

InsiemeCosa non si può fare sempre
N\mathbb{N}la sottrazione: 2−5∉N2 - 5 \notin \mathbb{N}
Z\mathbb{Z}la divisione: 1:2∉Z1 : 2 \notin \mathbb{Z}
Q\mathbb{Q}rappresentare ogni punto della retta: 2∉Q\sqrt{2} \notin \mathbb{Q}
R\mathbb{R}niente di tutto questo: è completo

In questo corso 0∈N0 \in \mathbb{N}: altri testi partono da 11, quindi occhio a come è scritto l’esercizio.

Frazioni equivalenti. La scrittura di un razionale come frazione non è unica: p1q1=p2q2\frac{p_1}{q_1} = \frac{p_2}{q_2} se p1q2=p2q1p_1 q_2 = p_2 q_1. Esempio delle slide: 23=46=1015\frac{2}{3} = \frac{4}{6} = \frac{10}{15}.

Ordinamento totale. Su questi insiemi sono definite somma e prodotto, e la relazione ≤\leq è un ordinamento totale: per ogni coppia a,ba, b vale a≤ba \leq b oppure b≤ab \leq a, cioè due numeri si possono sempre confrontare. Il prof annota anche la proprietà transitiva: se a≤ba \leq b e b≤cb \leq c allora a≤ca \leq c.

Rappresentazione decimale dei razionali. Ogni x∈Qx \in \mathbb{Q} si scrive con un allineamento decimale limitato (da un certo punto in poi solo zeri) o periodico (da un certo punto in poi un blocco di cifre si ripete all’infinito):

12=0,534=0,7513=0,3‾17=0,142857‾\tfrac{1}{2} = 0{,}5 \qquad \tfrac{3}{4} = 0{,}75 \qquad \tfrac{1}{3} = 0{,}\overline{3} \qquad \tfrac{1}{7} = 0{,}\overline{142857}

Vale anche il viceversa: ogni allineamento limitato o periodico è un razionale. Esistono però allineamenti né limitati né periodici, come quello della slide 27, 0,1011011101111…0{,}1011011101111\dots (dopo ogni 00 un 11 in più), che il prof annota come “un numero in R∖Q\mathbb{R} \setminus \mathbb{Q}”.

0,9‾=10{,}\overline{9} = 1. Annotazione del prof sulla slide 27: ”0,99999…0{,}99999\dots è equivalente a 11”. Lo stesso numero può avere due scritture decimali. Il motivo: fra 0,999…0{,}999\dots e 11 non c’è spazio per nessun numero. Se fossero diversi, la differenza 1−0,9‾1 - 0{,}\overline{9} sarebbe un positivo più piccolo di 110n\frac{1}{10^n} per ogni nn, e un numero così non esiste (è Proprietà di Archimede travestita). Controprova veloce: 13=0,3‾\frac{1}{3} = 0{,}\overline{3}, moltiplicando per 33 si ottiene 1=0,9‾1 = 0{,}\overline{9}.

1.2Numeri reali

Numeri reali (definizione della slide 28). L’insieme R\mathbb{R} dei numeri reali è l’insieme di tutti i possibili allineamenti decimali:

x=± p,α1α2α3…αn…p∈N,  αi∈N,  0≤αi≤9x = \pm\, p{,}\alpha_1 \alpha_2 \alpha_3 \dots \alpha_n \dots \qquad p \in \mathbb{N},\ \ \alpha_i \in \mathbb{N},\ \ 0 \leq \alpha_i \leq 9

Su R\mathbb{R} si estendono somma, prodotto e l’ordinamento totale ≤\leq che c’erano in Q\mathbb{Q}, e N⊂Z⊂Q⊂R\mathbb{N} \subset \mathbb{Z} \subset \mathbb{Q} \subset \mathbb{R}.

Per x>0x > 0 la scrittura vuol dire che, troncando a nn cifre, si sbaglia per difetto di meno di 110n\frac{1}{10^n}:

p,α1…αn  ≤  x  <  p,α1…αn+110n∀n∈Np{,}\alpha_1 \dots \alpha_n \;\leq\; x \;<\; p{,}\alpha_1 \dots \alpha_n + \frac{1}{10^n} \qquad \forall n \in \mathbb{N}

Esempio scritto a mano dal prof: se x=0,57431…x = 0{,}57431\dots, con n=5n = 5 si ha 0,57431≤x<0,574320{,}57431 \leq x < 0{,}57432. Troncare a nn cifre dà un’approssimazione per difetto; aumentare di 11 l’ultima cifra dà un’approssimazione per eccesso.

Intervalli (slide 29). Dati a,b∈Ra, b \in \mathbb{R} con a<ba < b. La parentesi tonda esclude l’estremo, la quadra lo include.

IntervalloInsiemeNome
(a,b)(a, b){x∈R:a<x<b}\{x \in \mathbb{R} : a < x < b\}aperto
[a,b][a, b]{x∈R:a≤x≤b}\{x \in \mathbb{R} : a \leq x \leq b\}chiuso
(a,b](a, b]{x∈R:a<x≤b}\{x \in \mathbb{R} : a < x \leq b\}aperto in aa, chiuso in bb
[a,b)[a, b){x∈R:a≤x<b}\{x \in \mathbb{R} : a \leq x < b\}chiuso in aa, aperto in bb
(−∞,a)(-\infty, a){x∈R:x<a}\{x \in \mathbb{R} : x < a\}semiretta aperta
(−∞,a](-\infty, a]{x∈R:x≤a}\{x \in \mathbb{R} : x \leq a\}semiretta chiusa
(a,+∞)(a, +\infty){x∈R:x>a}\{x \in \mathbb{R} : x > a\}semiretta aperta
[a,+∞)[a, +\infty){x∈R:x≥a}\{x \in \mathbb{R} : x \geq a\}semiretta chiusa

Le prime quattro sono limitate, le semirette illimitate. Dalla parte di ±∞\pm\infty la parentesi è sempre tonda, perché ∞\infty non è un numero reale e non può appartenere all’insieme.

1.3Maggioranti e minoranti

Da qui in poi A⊂RA \subset \mathbb{R} con A≠∅A \neq \emptyset (slide 30).

Maggiorante. Un elemento M∈RM \in \mathbb{R} si dice maggiorante per AA se x≤Mx \leq M per ogni x∈Ax \in A. Il prof cerchia "∈R\in \mathbb{R}": non serve che MM appartenga ad AA.

Minorante. Un elemento m∈Rm \in \mathbb{R} si dice minorante per AA se x≥mx \geq m per ogni x∈Ax \in A.

Limitato. AA si dice limitato superiormente se ammette almeno un maggiorante, limitato inferiormente se ammette almeno un minorante, limitato se è limitato sia superiormente sia inferiormente.

Se un insieme ha un maggiorante ne ha infiniti: con MM va bene anche M+1M + 1, M+100M + 100 e così via.

Esempio del prof (slide 31): A=[−1,2]A = [-1, 2]. I maggioranti sono [2,+∞)[2, +\infty), i minoranti (−∞,−1](-\infty, -1], quindi AA è limitato. Le altre righe della slide sono (0,+∞)(0, +\infty) (limitato inferiormente, non superiormente), (−∞,2](-\infty, 2] (il contrario) e {1,12,13,… }\{1, \frac12, \frac13, \dots\} (limitato, tutto in (0,1](0, 1]).

Illimitato superiormente. È la negazione di “limitato superiormente”, fatta a mano sulla slide 31:

A limitato superiormente  ⟺  ∃M∈R:(∀x∈A, x≤M)A \text{ limitato superiormente} \iff \exists M \in \mathbb{R} : (\forall x \in A,\ x \leq M) A illimitato superiormente  ⟺  ∀M∈R, (∃x∈A:x>M)A \text{ illimitato superiormente} \iff \forall M \in \mathbb{R},\ (\exists x \in A : x > M)

A parole: comunque scelgo un candidato maggiorante MM, c’è un elemento di AA che lo supera.

1.4Massimo e minimo

Massimo (slide 32). Un elemento M∈RM \in \mathbb{R} si dice massimo per AA (M=max⁡AM = \max A) se:

  1. MM è un maggiorante per AA (cioè x≤Mx \leq M per ogni x∈Ax \in A);
  2. M∈AM \in A.

Annotazione del prof: è “il più grande tra gli elementi di AA”.

Minimo. mm si dice minimo per AA (m=min⁡Am = \min A) se mm è un minorante per AA e m∈Am \in A: “il più piccolo tra gli elementi di AA”.

Anche se un insieme è limitato superiormente, il massimo può non esistere: [−1,2)[-1, 2) ha come maggioranti tutti i numeri ≥2\geq 2, ma nessuno di loro sta in AA, perché 22 è escluso. Il minimo invece c’è ed è −1-1. Massimo e minimo, se esistono, sono unici: la dimostrazione, per assurdo come chiede il prof, è in Unicità di massimo e minimo.

1.5Estremo superiore e inferiore

Estremo superiore (slide 33). Un elemento xˉ∈R\bar{x} \in \mathbb{R} si dice estremo superiore di AA (xˉ=sup⁡A\bar{x} = \sup A) se xˉ\bar{x} è il più piccolo dei maggioranti di AA, il minimo dei maggioranti:

sup⁡A=min⁡{M∈R:M eˋ maggiorante di A}\sup A = \min \{M \in \mathbb{R} : M \text{ è maggiorante di } A\}

Estremo inferiore. x‾=inf⁡A\underline{x} = \inf A se x‾\underline{x} è il più grande dei minoranti di AA, il loro massimo:

inf⁡A=max⁡{m∈R:m eˋ minorante di A}\inf A = \max \{m \in \mathbb{R} : m \text{ è minorante di } A\}

Nota bene della slide. La definizione di sup ha senso se esiste almeno un maggiorante, cioè se AA è limitato superiormente. Si pone allora:

A non limitato superiormente  ⟹  sup⁡A=+∞A non limitato inferiormente  ⟹  inf⁡A=−∞A \text{ non limitato superiormente} \implies \sup A = +\infty \qquad A \text{ non limitato inferiormente} \implies \inf A = -\infty

È una convenzione di scrittura: +∞+\infty non è un numero reale, e dire sup⁡A=+∞\sup A = +\infty è solo un modo breve per dire che AA non ha maggioranti. Riguarda insiemi non vuoti; l’insieme vuoto è escluso fin dall’inizio (A≠∅A \neq \emptyset).

Legame con massimo e minimo (slide 34).

Esempio A=[−1,2)A = [-1, 2): sup⁡A=2\sup A = 2 ma 2∉A2 \notin A, quindi niente massimo. inf⁡A=−1=min⁡A\inf A = -1 = \min A.

1.6Parte intera

Parte intera (slide 36). Dato x∈Rx \in \mathbb{R}, la sua parte intera è

⌊x⌋:=sup⁡{y∈Z:y≤x}\lfloor x \rfloor := \sup \{y \in \mathbb{Z} : y \leq x\}

È il più grande intero che non supera xx, e soddisfa ⌊x⌋≤x<⌊x⌋+1\lfloor x \rfloor \leq x < \lfloor x \rfloor + 1. Esempi scritti dal prof: ⌊7,312⌋=7\lfloor 7{,}312 \rfloor = 7 e ⌊−7,312⌋=−8\lfloor -7{,}312 \rfloor = -8. Coi negativi non basta cancellare i decimali: −7-7 è più grande di −7,312-7{,}312, quindi non va bene. Altri: ⌊3⌋=3\lfloor 3 \rfloor = 3, ⌊−2,5⌋=−3\lfloor -2{,}5 \rfloor = -3.

L’insieme {y∈Z:y≤x}\{y \in \mathbb{Z} : y \leq x\} è limitato superiormente da xx, quindi il sup esiste; è un insieme di interi, e il sup è un suo elemento, quindi è in realtà un massimo.

2Enunciati

2.12\sqrt{2} non è razionale

Con 2\sqrt2 si intende la soluzione positiva dell’equazione x2=2x^2 = 2: è la lunghezza della diagonale del quadrato di lato 11, un punto della retta che nessun razionale rappresenta.

Dimostrazione (per assurdo, come a lezione)

Supponiamo per assurdo che 2=mn\sqrt2 = \frac{m}{n} con m∈Zm \in \mathbb{Z} e n∈Z∖{0}n \in \mathbb{Z} \setminus \{0\}, e che mm e nn siano coprimi, cioè non abbiano nessun fattore in comune nella fattorizzazione in primi (perché lo si possa supporre è spiegato sotto).

Da x=mnx = \frac{m}{n} e x2=2x^2 = 2:

m2n2=2  ⟺  2n2=m2\frac{m^2}{n^2} = 2 \iff 2n^2 = m^2

Quindi m2m^2 è pari, e allora anche mm è pari (osservazione sotto): m=2qm = 2q per qualche q∈Zq \in \mathbb{Z}. Riscrivendo:

2n2=(2q)2=4q2  ⟺  n2=2q22n^2 = (2q)^2 = 4q^2 \iff n^2 = 2q^2

Quindi n2n^2 è pari, e con lo stesso ragionamento n=2pn = 2p per qualche p∈Zp \in \mathbb{Z}.

In conclusione mm e nn hanno in comune il fattore 22, contro l’ipotesi che fossero coprimi. Assurdo: quindi il teorema è vero. ■\blacksquare

Osservazione: perché da m2m^2 pari segue mm pari. Se mm fosse dispari, m=2k+1m = 2k + 1, allora m2=4k2+4k+1m^2 = 4k^2 + 4k + 1: 4k24k^2 e 4k4k sono pari, più 11 fa dispari. Quindi un dispari ha quadrato dispari, e per contronominale se m2m^2 è pari allora mm è pari.

Perché possiamo assumere mm, nn coprimi. Scriviamo mm e nn fattorizzati in primi:

m=p1a1p2a2⋯pkakn=q1b1q2b2⋯qhbhm = p_1^{a_1} p_2^{a_2} \cdots p_k^{a_k} \qquad n = q_1^{b_1} q_2^{b_2} \cdots q_h^{b_h}

con pip_i, qjq_j primi e ai,bj∈Na_i, b_j \in \mathbb{N}. Se mm e nn non fossero coprimi, esisterebbe una coppia (i,j)(i, j) con pi=qjp_i = q_j. Supponiamo per semplicità ai≤bja_i \leq b_j: dividendo sopra e sotto per piaip_i^{a_i} il fattore sparisce dal numeratore e al denominatore resta qjbj−aiq_j^{b_j - a_i}. Il valore della frazione non cambia. Ripetendo questa operazione un numero finito di volte (i fattori sono finiti) si eliminano tutti i fattori comuni. Quindi ogni razionale si scrive come frazione ridotta ai minimi termini, ed è da quella che si parte.

Il passaggio delicato è ”m2m^2 pari ⇒\Rightarrow mm pari”: non è ovvio, va giustificato col conto sui dispari.

2.2Unicità di massimo e minimo

Dimostrazione (per assurdo)

Supponiamo che M1M_1 e M2M_2 siano entrambi massimi di AA, con M1≠M2M_1 \neq M_2.

  • M1∈AM_1 \in A perché è un massimo, e M2M_2 è un maggiorante di AA: quindi M1≤M2M_1 \leq M_2.
  • Scambiando i ruoli: M2∈AM_2 \in A e M1M_1 è un maggiorante, quindi M2≤M1M_2 \leq M_1.

Per l’antisimmetria dell’ordine (assioma 7) M1=M2M_1 = M_2, contro l’ipotesi M1≠M2M_1 \neq M_2. Assurdo. Per il minimo si ripete con i minoranti e le disuguaglianze girate. ■\blacksquare

La stessa idea dà l’unicità di sup e inf: il sup è il minimo dell’insieme dei maggioranti, e un minimo è unico.

2.3Caratterizzazione di sup e inf

È la forma che si usa negli esercizi. Il prof la scrive a mano dopo la slide 33 (15/9, pagine 19-20) con le domande “che proprietà ha l’estremo superiore MM di un insieme AA?”.

La (2) è la negazione di ”NN è un maggiorante”, ripetuta per ogni N<MN < M: comunque abbassi il candidato sotto MM, qualche elemento di AA lo scavalca. Insieme, (1) e (2) dicono che MM è un maggiorante e che è il più piccolo.

Forma equivalente con ε\varepsilon. Ogni N<MN < M si scrive N=M−εN = M - \varepsilon con ε=M−N>0\varepsilon = M - N > 0. Quindi la (2) equivale a

∀ε>0, ∃x∈A:x>M−ε\forall \varepsilon > 0,\ \exists x \in A : x > M - \varepsilon

e la (4) a ∀ε>0, ∃x∈A:x<m+ε\forall \varepsilon > 0,\ \exists x \in A : x < m + \varepsilon. Sono la stessa cosa scritta in un altro modo, e nei libri si trova spesso questa.

2.4Assioma di completezza di R\mathbb{R}

Il prof cerchia "∈R\in \mathbb{R}": il sup esiste dentro R\mathbb{R}. È la proprietà fondamentale che differenzia R\mathbb{R} da Q\mathbb{Q}, dove l’assioma non vale.

Perché è un assioma. Non si dimostra: è una delle regole con cui si definisce R\mathbb{R}. Dei dieci assiomi dei reali (vedi sotto) i primi nove valgono anche in Q\mathbb{Q}. La completezza è l’unico che Q\mathbb{Q} non rispetta.

Cosa succede in Q\mathbb{Q}. Esempio della slide 35:

A={x∈Q:x≥0, x2<2}A = \{x \in \mathbb{Q} : x \geq 0,\ x^2 < 2\}

AA è limitato superiormente, per esempio da 22. I maggioranti razionali si possono stringere sempre di più: 1,51{,}5, poi 1,421{,}42, poi 1,4151{,}415, poi 1,41431{,}4143… Non ce n’è però uno più piccolo di tutti, perché il candidato naturale sarebbe 2\sqrt{2}, che in Q\mathbb{Q} non c’è. Il prof disegna A∩QA \cap \mathbb{Q} come una fila di tacche che si ferma a 2\sqrt2 senza un ultimo punto.

          A (razionali con x² < 2)            maggioranti razionali
   0 ●━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━ ○ ━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━━▶
                                          ↑
                               √2: qui in Q c'è un buco,
                         nessun razionale fa da "più piccolo maggiorante"

Cosa succede in R\mathbb{R}. Stesso insieme con x∈Rx \in \mathbb{R}. Ora la completezza garantisce che esista xˉ=sup⁡A\bar{x} = \sup A. Chi è?

Così è la completezza a far esistere 2\sqrt{2} in R\mathbb{R}, definito come 2:=sup⁡A\sqrt{2} := \sup A.

Significato geometrico. Dal punto di vista geometrico l’assioma corrisponde al fatto che ogni punto della retta reale corrisponde a un numero reale: la retta non ha buchi.

Versione con l’inf (non scritta sulle slide, ma vale): se A≠∅A \neq \emptyset è limitato inferiormente, esiste inf⁡A∈R\inf A \in \mathbb{R}. Basta applicare l’assioma all’insieme degli opposti {−x:x∈A}\{-x : x \in A\}, che è limitato superiormente.

2.5Gli assiomi dei numeri reali

Slide 42-44, lezione del 16/9. Esiste l’insieme R\mathbb{R} con due operazioni +,⋅:R×R→R+, \cdot : \mathbb{R} \times \mathbb{R} \to \mathbb{R} e una relazione d’ordine totale ≤\leq che rispettano:

GruppoAssiomi
Operazioni(1) associativa, (2) commutativa, (3) distributiva, (4) esistono 00 e 11 neutri, (5) esistono l’opposto −a-a e, per a≠0a \neq 0, l’inverso a−1a^{-1}
Ordine(6) dicotomia: a≤ba \leq b o b≤ab \leq a; (7) antisimmetrica: a≤ba \leq b e b≤ab \leq a ⇒\Rightarrow a=ba = b; (8) a≤b⇒a+c≤b+ca \leq b \Rightarrow a + c \leq b + c; (9) 0≤a0 \leq a e 0≤b0 \leq b ⇒\Rightarrow 0≤a+b0 \leq a + b e 0≤ab0 \leq ab
Completezza(10) ogni insieme superiormente limitato ammette estremo superiore

Annotazione del prof sulla (10): “superiormente limitato” equivale a “ammette un maggiorante”. Tutte le altre regole di calcolo sono teoremi, cioè si dimostrano da questi dieci: l’unicità di opposto e inverso, a⋅0=0a \cdot 0 = 0, la regola “più per meno fa meno” a⋅(−b)=−(ab)a \cdot (-b) = -(ab), la legge di annullamento del prodotto.

2.6Proprietà di Archimede

Cosa dice. Non esiste un numero reale più grande di tutti i naturali. Scegli un xx enorme quanto vuoi, prima o poi un naturale lo supera.

Perché le due forme sono la stessa cosa. ”N\mathbb{N} è limitato superiormente” si scrive ∃M∈R:∀n∈N, n≤M\exists M \in \mathbb{R} : \forall n \in \mathbb{N},\ n \leq M. Negandola: ∀M∈R, ∃n∈N:n>M\forall M \in \mathbb{R},\ \exists n \in \mathbb{N} : n > M. È la seconda forma, con MM al posto di xx (ed è la definizione di illimitato superiormente della slide 31).

A cosa serve in pratica. A rendere le cose piccole quanto si vuole. Dato ε>0\varepsilon > 0, Archimede applicato a x=1εx = \frac{1}{\varepsilon} dà un n>1εn > \frac{1}{\varepsilon}, cioè

1n<ε\frac{1}{n} < \varepsilon

Le frazioni 1n\frac{1}{n} scendono sotto qualsiasi soglia positiva. Questo fatto torna nella densità, in ogni esercizio su sup e inf, e poi nei limiti.

Dimostrazione (non svolta a lezione: la slide 37 ha “Dimostrazione.” e basta)

Supponiamo per assurdo che N\mathbb{N} sia limitato superiormente. N\mathbb{N} non è vuoto, quindi per l’assioma di completezza esiste s=sup⁡N∈Rs = \sup \mathbb{N} \in \mathbb{R}.

s−1<ss - 1 < s e ss è il più piccolo maggiorante, quindi per la condizione (2) s−1s - 1 non è un maggiorante: esiste n∈Nn \in \mathbb{N} con n>s−1n > s - 1.

Allora n+1>sn + 1 > s. Ma n+1∈Nn + 1 \in \mathbb{N}, e ss doveva essere un maggiorante di tutto N\mathbb{N}: assurdo. ■\blacksquare

Senza la completezza non ci sarebbe un ss da cui partire: la dimostrazione si regge tutta su quel sup.

2.7Densità di Q\mathbb{Q} in R\mathbb{R}

Cosa dice. I razionali stanno dappertutto sulla retta. Prendi un intervallo piccolo quanto vuoi, dentro c’è un razionale. Applicando l’enunciato più volte (fra aa e qq, fra qq e bb, …) i razionali dentro diventano infiniti.

Come convive con i buchi. Q\mathbb{Q} ha dei buchi, ma sono singoli punti come 2\sqrt{2}, non tratti di retta. Ogni reale si può avvicinare quanto si vuole con dei razionali: i troncamenti 11, 1,41{,}4, 1,411{,}41, 1,4141{,}414, … sono tutti razionali e si stringono attorno a 2\sqrt{2}.

Dimostrazione del prof: a passi lunghi 1n\frac1n (15/9, pagine 28-29)

Per brevità supponiamo a>0a > 0 e b>0b > 0.

a<ba < b, ovvero b−a>0b - a > 0, quindi 1b−a>0\frac{1}{b - a} > 0. Per la proprietà di Archimede esiste n∈Nn \in \mathbb{N} tale che

n>1b−acioeˋ1n<b−an > \frac{1}{b - a} \qquad\text{cioè}\qquad \frac{1}{n} < b - a

Ora si parte da 00 e si cammina sulla retta a passi lunghi 1n\frac1n: 1n,2n,3n,…\frac1n, \frac2n, \frac3n, \dots Siccome il passo è più corto dell’intervallo (a,b)(a, b), la camminata non può scavalcarlo: dopo un certo numero mm di passi ci si ritrova dentro (a,b)(a, b), cioè

a<mn<ba < \frac{m}{n} < b

e mn∈Q\frac{m}{n} \in \mathbb{Q}. ■\blacksquare

Il punto “non può scavalcarlo” in formule. Sia mm il primo intero con mn>a\frac{m}{n} > a, cioè m=⌊na⌋+1m = \lfloor na \rfloor + 1. Il passo prima non superava aa: m−1n≤a\frac{m-1}{n} \leq a. Allora

mn=m−1n+1n≤a+1n<a+(b−a)=b\frac{m}{n} = \frac{m-1}{n} + \frac1n \leq a + \frac1n < a + (b - a) = b

Quindi a<mn<ba < \frac{m}{n} < b. Questa versione con la parte intera funziona anche per aa, bb negativi.

  griglia di passo 1/n:   |           |           |           |           |
                       (m-2)/n     (m-1)/n       m/n       (m+1)/n

  intervallo (a, b):                     a (━━━━━━━━●━━━━━━━) b
                                                    ↑
                                                   m/n

  il passo 1/n è più corto di b - a: la griglia non può saltare l'intervallo

Due fatti vicini (non sulle slide):

3Metodo

Dimostrazione per assurdo. Per dimostrare una tesi TT:

  1. Si suppone vera la sua negazione, non T\text{non } T.
  2. Si ragiona con passaggi corretti fino a una contraddizione, cioè una frase falsa di sicuro oppure in conflitto con un’ipotesi (due numeri coprimi che risultano entrambi pari, un maggiorante di N\mathbb{N}).
  3. Siccome non T\text{non } T porta al falso, è falsa lei, quindi TT è vera.

È parente della contronominale di Insiemi e logica. In questa nota la usano 2∉Q\sqrt{2} \notin \mathbb{Q}, l’unicità del massimo, Archimede e l’esercizio su x≤1nx \leq \frac1n.

Trovare sup, inf, max, min di un insieme.

  1. Scrivi i primi elementi (n=1,2,3,4n = 1, 2, 3, 4) e guarda come si muovono: crescono, calano, oscillano? Se c’è (−1)n(-1)^n, separa nn pari e nn dispari.
  2. Riscrivi l’elemento generico in una forma dove si vede il comportamento: 2n+1n+1=2−1n+1\frac{2n+1}{n+1} = 2 - \frac{1}{n+1}, n2+3n+2n2=1+3n+2n2\frac{n^2+3n+2}{n^2} = 1 + \frac3n + \frac{2}{n^2}.
  3. Fai un’ipotesi su sup e inf.
  4. Dimostra la (1): è una disuguaglianza da verificare per ogni nn.
  5. Dimostra la (2): prendi N<MN < M qualsiasi e trova un nn con xn>Nx_n > N. Di solito si arriva a una richiesta del tipo 1n<\frac1n < qualcosa, e la risolve Archimede.
  6. Decidi max e min: il sup è un massimo se e solo se appartiene all’insieme, cioè se esiste un nn con xn=Mx_n = M.

Per l’inf si fa lo stesso con (3) e (4). Se l’insieme è dato da una disequazione, prima la si risolve e si scrive l’insieme come unione di intervalli: a quel punto sup e inf si leggono.

Mostrare che qualcosa è piccolo a piacere. Se serve un nn con 1n<ε\frac{1}{n} < \varepsilon, Archimede lo dà: basta n>1εn > \frac{1}{\varepsilon}. Se serve cn<ε\frac{c}{n} < \varepsilon, basta n>cεn > \frac{c}{\varepsilon}.

4Esempi svolti a lezione

4.1A=[−1,2]A = [-1, 2]: maggioranti e minoranti (slide 31)

Maggioranti: tutti gli M≥2M \geq 2, cioè [2,+∞)[2, +\infty). Minoranti: tutti gli m≤−1m \leq -1, cioè (−∞,−1](-\infty, -1]. Entrambi gli insiemi sono non vuoti, quindi AA è limitato. Qui 2∈A2 \in A e −1∈A-1 \in A: max⁡A=sup⁡A=2\max A = \sup A = 2, min⁡A=inf⁡A=−1\min A = \inf A = -1.

4.2A={1,12,13,… }={1n:n≥1}A = \left\{1, \frac12, \frac13, \dots\right\} = \left\{\frac1n : n \geq 1\right\} (slide 34 e 40)

Il prof scrive sup⁡A=max⁡A=1\sup A = \max A = 1 e inf⁡A=0\inf A = 0, e chiede di mostrare la (3) e la (4). Lo svolgimento completo:

Sup e max. 1∈A1 \in A (con n=1n = 1) e 1n≤1\frac1n \leq 1 per ogni n≥1n \geq 1: 11 è un maggiorante che sta in AA, quindi max⁡A=1\max A = 1, e allora sup⁡A=1\sup A = 1.

(3): 00 è un minorante. 1n>0\frac1n > 0 per ogni n≥1n \geq 1, quindi x≥0x \geq 0 per ogni x∈Ax \in A.

(4): nessun numero più grande di 00 è un minorante. Sia η>0\eta > 0. Serve un elemento di AA più piccolo di η\eta, cioè un nn con 1n<η\frac1n < \eta. Per Archimede esiste n∈Nn \in \mathbb{N} con n>1ηn > \frac{1}{\eta}, e per quell’nn vale 1n<η\frac1n < \eta. Quindi η\eta non è un minorante.

Min? 0∉A0 \notin A, perché 1n=0\frac1n = 0 non ha soluzioni. Quindi inf⁡A=0\inf A = 0 e il minimo non esiste.

4.3Esercizio: x≤1nx \leq \frac1n per ogni nn implica x≤0x \leq 0 (slide 38)

Testo. Sia x∈Rx \in \mathbb{R} tale che x≤1nx \leq \frac1n per ogni n∈N∖{0}n \in \mathbb{N} \setminus \{0\}. Dimostrare, usando la proprietà di Archimede, che x≤0x \leq 0.

Il prof lo rilegge così: xx è un minorante dell’insieme A={1,12,13,… }A = \{1, \frac12, \frac13, \dots\} dell’esempio sopra.

Dimostrazione del prof (per assurdo). Supponiamo x>0x > 0. Siccome x≤1nx \leq \frac1n per ogni nn, dividendo si ha 1x≥n\frac1x \geq n per ogni n∈Nn \in \mathbb{N}: qui si usa x>0x > 0, che permette di dividere senza girare la disuguaglianza. Allora 1x\frac1x è un maggiorante per N\mathbb{N}, e questo contraddice la proprietà di Archimede. Quindi x≤0x \leq 0. ■\blacksquare

Con l’esempio sopra c’è anche una via breve: xx è un minorante di AA e inf⁡A=0\inf A = 0 è il più grande dei minoranti, quindi x≤0x \leq 0.

4.4C={2n+1n+1:n∈N}C = \left\{\frac{2n+1}{n+1} : n \in \mathbb{N}\right\}: il sup è 22 (slide 41)

Primi elementi, con n=0,1,2,3,4n = 0, 1, 2, 3, 4:

C={1, 32, 53, 74, 95, … }C = \left\{1,\ \tfrac{3}{2},\ \tfrac{5}{3},\ \tfrac{7}{4},\ \tfrac{9}{5},\ \dots\right\}

Crescono e sembrano avvicinarsi a 22. Il prof vuole mostrare che M=2M = 2 è il sup. Il trucco è riscrivere l’elemento generico:

2n+1n+1=(2n+2)−1n+1=2(n+1)n+1−1n+1=2−1n+1\frac{2n+1}{n+1} = \frac{(2n + 2) - 1}{n+1} = \frac{2(n+1)}{n+1} - \frac{1}{n+1} = 2 - \frac{1}{n+1}

22 è maggiorante per CC. 1n+1>0\frac{1}{n+1} > 0, quindi 2−1n+1≤22 - \frac{1}{n+1} \leq 2 per ogni n∈Nn \in \mathbb{N}.

22 è il più piccolo dei maggioranti. Sia M<2M < 2 e sia a:=2−M>0a := 2 - M > 0. Per Archimede esiste n∈Nn \in \mathbb{N} con n>1an > \frac{1}{a}, quindi anche n+1>1an + 1 > \frac1a, cioè 1n+1<a\frac{1}{n+1} < a. Allora

2n+1n+1=2−1n+1>2−a=M\frac{2n+1}{n+1} = 2 - \frac{1}{n+1} > 2 - a = M

L’elemento 2n+1n+1\frac{2n+1}{n+1} sta in CC ed è più grande di MM: MM non è un maggiorante. Quindi sup⁡C=2\sup C = 2.

Massimo? 2=2−1n+12 = 2 - \frac{1}{n+1} vorrebbe 1n+1=0\frac{1}{n+1} = 0, impossibile: 2∉C2 \notin C e il massimo non esiste. Il minimo invece c’è: gli elementi crescono con nn, il più piccolo è quello con n=0n = 0, e min⁡C=inf⁡C=1\min C = \inf C = 1.

5Esercizi tipo esame

5.1Crocette (stile parte 1)

C1. Sia A={1n:n∈N, n≥1}A = \left\{\frac1n : n \in \mathbb{N},\ n \geq 1\right\}. Quale affermazione è vera? a) min⁡A=0\min A = 0 b) inf⁡A=0\inf A = 0 e AA non ha minimo c) sup⁡A=1\sup A = 1 ma AA non ha massimo d) AA non è limitato inferiormente

Soluzione

b. 00 è l’inf (esempio svolto sopra) ma 0∉A0 \notin A, quindi non è un minimo: la a) è falsa. La c) è falsa perché 1∈A1 \in A, quindi 1=max⁡A1 = \max A. La d) è falsa: 00 è un minorante.

C2. Sia A=(0,1]∪{2}A = (0, 1] \cup \{2\}. Allora: a) sup⁡A=1\sup A = 1 b) max⁡A=2\max A = 2 e inf⁡A=0\inf A = 0 c) min⁡A=0\min A = 0 d) AA non ha massimo

Soluzione

b. 2∈A2 \in A e ogni elemento è ≤2\leq 2, quindi max⁡A=sup⁡A=2\max A = \sup A = 2 (la a) e la d) sono false). inf⁡A=0\inf A = 0 ma 0∉A0 \notin A, quindi niente minimo (la c) è falsa).

C3. Sia A⊂RA \subset \mathbb{R} non vuoto e MM un maggiorante di AA. M=sup⁡AM = \sup A se e solo se: a) M∈AM \in A b) ∀N<M, ∃x∈A:x>N\forall N < M,\ \exists x \in A : x > N c) ∀N>M, ∃x∈A:x>N\forall N > M,\ \exists x \in A : x > N d) ∃N<M:∀x∈A, x>N\exists N < M : \forall x \in A,\ x > N

Soluzione

b, la condizione (2). La a) caratterizza il massimo, che è di più. La c) non può mai valere per un maggiorante: se N>MN > M, nessun elemento supera NN. La d) dice solo che AA è limitato inferiormente da qualcosa sotto MM.

C4. ⌊−7,312⌋\lfloor -7{,}312 \rfloor vale: a) −7-7 b) −8-8 c) 77 d) −7,3-7{,}3

Soluzione

b, esempio del prof. La parte intera è il più grande intero ≤x\leq x: −7>−7,312-7 > -7{,}312 non va bene, −8≤−7,312-8 \leq -7{,}312 sì.

5.2Esercizi (stile parte 2)

Esercizio 1 (slide 41, insieme DD lasciato senza svolgimento). Dire se D={ncos⁡(πn):n=1,2,… }D = \{n\cos(\pi n) : n = 1, 2, \dots\} è limitato superiormente o inferiormente, e trovare sup⁡D\sup D e inf⁡D\inf D.

Soluzione

cos⁡(πn)=(−1)n\cos(\pi n) = (-1)^n: vale −1-1 per nn dispari e 11 per nn pari. Quindi ncos⁡(πn)=(−1)nnn\cos(\pi n) = (-1)^n n e

D={−1, 2, −3, 4, −5, 6,… }D = \{-1,\ 2,\ -3,\ 4,\ -5,\ 6, \dots\}

Non limitato superiormente. Serve: ∀M∈R, ∃x∈D:x>M\forall M \in \mathbb{R},\ \exists x \in D : x > M. Dato MM, per Archimede esiste k∈Nk \in \mathbb{N} con k>Mk > M; allora n=2kn = 2k (pari, e n≥1n \geq 1 se k≥1k \geq 1, cosa che si può sempre chiedere) dà x=2k>Mx = 2k > M. Quindi sup⁡D=+∞\sup D = +\infty.

Non limitato inferiormente. Dato mm, esiste kk con k>−mk > -m, e con n=2k+1n = 2k + 1 (dispari) si ha x=−(2k+1)<−k<mx = -(2k+1) < -k < m. Quindi inf⁡D=−∞\inf D = -\infty.

Niente massimo né minimo.

Esercizio 2 (foglio 1, es. 1 i). Studiare A={xn=n2+3n+2n2:n∈N, n≥1}A = \left\{x_n = \frac{n^2 + 3n + 2}{n^2} : n \in \mathbb{N},\ n \geq 1\right\}: limitatezza, sup, inf, massimo, minimo.

Soluzione

Riscrittura. xn=1+3n+2n2x_n = 1 + \frac{3}{n} + \frac{2}{n^2}. Primi elementi: x1=6x_1 = 6, x2=3x_2 = 3, x3=209x_3 = \frac{20}{9}, x4=158x_4 = \frac{15}{8}. I termini 3n\frac3n e 2n2\frac{2}{n^2} calano al crescere di nn, quindi la successione è decrescente.

Sup e max. Essendo decrescente, xn≤x1=6x_n \leq x_1 = 6 per ogni nn, e 6∈A6 \in A. Quindi max⁡A=sup⁡A=6\max A = \sup A = 6.

Inf. Ipotesi: inf⁡A=1\inf A = 1.

  • (3): 3n+2n2>0\frac3n + \frac{2}{n^2} > 0, quindi xn>1x_n > 1 per ogni nn.
  • (4): sia η>1\eta > 1, cioè η=1+ε\eta = 1 + \varepsilon con ε>0\varepsilon > 0. Serve un nn con 3n+2n2<ε\frac3n + \frac{2}{n^2} < \varepsilon. Siccome 2n2≤2n\frac{2}{n^2} \leq \frac{2}{n} per n≥1n \geq 1, basta 5n<ε\frac5n < \varepsilon, cioè n>5εn > \frac{5}{\varepsilon}, che esiste per Archimede. Per quell’nn, xn<1+ε=ηx_n < 1 + \varepsilon = \eta.

Min? xn=1x_n = 1 vorrebbe 3n+2n2=0\frac3n + \frac2{n^2} = 0, impossibile. Quindi inf⁡A=1\inf A = 1 e il minimo non esiste. AA è limitato: 1<xn≤61 < x_n \leq 6.

Esercizio 3 (foglio 1, es. 1 iv). Studiare A={xn=(−1)n3n−1n:n≥1}A = \left\{x_n = (-1)^n \frac{3n - 1}{n} : n \geq 1\right\}.

Soluzione

Riscrittura. 3n−1n=3−1n\frac{3n-1}{n} = 3 - \frac1n, quindi xn=(−1)n(3−1n)x_n = (-1)^n\left(3 - \frac1n\right). Si separano i due casi:

  • nn pari: xn=3−1nx_n = 3 - \frac1n, cioè 52,114,176,…\frac52, \frac{11}{4}, \frac{17}{6}, \dots, crescenti verso 33;
  • nn dispari: xn=−(3−1n)x_n = -\left(3 - \frac1n\right), cioè −2,−83,−145,…-2, -\frac83, -\frac{14}{5}, \dots, decrescenti verso −3-3.

Limitato. 0<3−1n<30 < 3 - \frac1n < 3 per ogni n≥1n \geq 1, quindi −3<xn<3-3 < x_n < 3.

sup⁡A=3\sup A = 3. (1): xn<3x_n < 3 per ogni nn. (2): sia N<3N < 3 e ε=3−N>0\varepsilon = 3 - N > 0. Per Archimede esiste kk con k>1εk > \frac1\varepsilon; prendo n=2kn = 2k, pari, con 1n≤1k<ε\frac1n \leq \frac1k < \varepsilon. Allora xn=3−1n>3−ε=Nx_n = 3 - \frac1n > 3 - \varepsilon = N.

inf⁡A=−3\inf A = -3. Stesso ragionamento con n=2k+1n = 2k + 1 dispari: 1n<1k<ε\frac1n < \frac1k < \varepsilon, quindi xn=−3+1n<−3+εx_n = -3 + \frac1n < -3 + \varepsilon.

Max e min. xn=±3x_n = \pm 3 vorrebbe 1n=0\frac1n = 0: né 33 né −3-3 stanno in AA. Niente massimo, niente minimo.

Esercizio 4 (foglio 1, es. 1 viii). Studiare A={xn=cos⁡nπ6:n≥1}A = \left\{x_n = \cos\frac{n\pi}{6} : n \geq 1\right\}.

Soluzione

L’angolo nπ6\frac{n\pi}{6} avanza di 30°30° alla volta, e dopo n=12n = 12 ha fatto un giro: i valori si ripetono con periodo 1212. Basta quindi calcolare n=1,…,12n = 1, \dots, 12:

nn123456789101112
xnx_n32\frac{\sqrt3}{2}12\frac1200−12-\frac12−32-\frac{\sqrt3}{2}−1-1−32-\frac{\sqrt3}{2}−12-\frac120012\frac1232\frac{\sqrt3}211

A={−1,−32,−12,0,12,32,1}A = \left\{-1, -\frac{\sqrt3}{2}, -\frac12, 0, \frac12, \frac{\sqrt3}{2}, 1\right\} è un insieme finito, quindi ha sempre massimo e minimo: max⁡A=sup⁡A=1\max A = \sup A = 1 (per n=12n = 12) e min⁡A=inf⁡A=−1\min A = \inf A = -1 (per n=6n = 6). Lo conferma anche ∣cos⁡∣≤1|\cos| \leq 1.

Esercizio 5 (foglio 1, es. 1 vi). Studiare A={x∈R:−6x2−∣x∣+1>0}A = \{x \in \mathbb{R} : -6x^2 - |x| + 1 > 0\}.

Soluzione

Si risolve la disequazione. Siccome x2=∣x∣2x^2 = |x|^2, pongo t=∣x∣≥0t = |x| \geq 0: −6t2−t+1>0-6t^2 - t + 1 > 0, cioè 6t2+t−1<06t^2 + t - 1 < 0. Le radici di 6t2+t−16t^2 + t - 1 sono t=−1±512t = \frac{-1 \pm 5}{12}, cioè t=13t = \frac13 e t=−12t = -\frac12, e la parabola è negativa fra le radici: −12<t<13-\frac12 < t < \frac13. Con t=∣x∣≥0t = |x| \geq 0 resta ∣x∣<13|x| < \frac13, cioè

A=(−13,13)A = \left(-\tfrac13, \tfrac13\right)

Sup e inf. Intervallo aperto: sup⁡A=13\sup A = \frac13, inf⁡A=−13\inf A = -\frac13, e siccome gli estremi non appartengono ad AA non ci sono né massimo né minimo. Per scrupolo la (2): se N<13N < \frac13, il punto medio fra max⁡(N,0)\max(N, 0) e 13\frac13 sta in [0,13)⊂A\left[0, \frac13\right) \subset A ed è maggiore di NN.

6Errori tipici

7Domande