Note Ingegneria Informatica · UniTN
Analisi Matematica 1
Lezioni
16 set, 21 set
in corso

Funzioni

Indice 7 sezioni
  1. 1Definizioni
  2. 1.1Funzione
  3. 1.2Dominio, codominio, immagine
  4. 1.3Iniettiva, suriettiva, biiettiva
  5. 1.4Composizione
  6. 1.5Funzione inversa
  7. 1.6Restrizione
  8. 1.7Funzioni reali di variabile reale
  9. 1.8Funzioni limitate
  10. 1.9Pari, dispari, periodiche
  11. 1.10Funzioni monotone (21/9)
  12. 2Enunciati
  13. 2.1Proprietà sul grafico
  14. 2.2Proprietà della composizione
  15. 2.3Grafico dell’inversa (slide 64, 21/9)
  16. 3Metodo
  17. 4Esempi svolti a lezione
  18. 4.1ES1: iniettiva non suriettiva, f(x)=3xf(x) = \frac3x (16/9, pagina dopo la slide 50)
  19. 4.2ES2: iniettiva e non suriettiva da dominio a immagine? (16/9)
  20. 4.3ES3: suriettiva non iniettiva, f(x)=∣x∣f(x) = |x| (16/9)
  21. 4.4cos⁡(x2)\cos(x^2) e (cos⁡x)2(\cos x)^2: la composizione non commuta (slide 53)
  22. 4.5log⁡x2+1\log\sqrt{x^2 + 1} come composizione, e l’associatività (slide 53)
  23. 4.6Invertire x2x^2 con una restrizione (pagine dopo la slide 56)
  24. 4.7Periodica senza periodo minimo: il caso costante (pagina dopo la slide 61)
  25. 5Esercizi tipo esame
  26. 5.1Crocette (stile parte 1)
  27. 5.2Esercizi (stile parte 2)
  28. 6Errori tipici
  29. 7Domande

Argomento di Analisi Matematica 1, nozioni preliminari, sezioni 1.3 e 1.4. Fatto a lezione il 16/9, slide 45-61 (slide annotate del 16/9); monotonia e grafico dell’inversa (slide 62-64) il 21/9: monotone su slide non annotate, grafico dell’inversa annotato nel PDF dell’esercitazione del 21/9, che ripassa anche le slide 60-61 su funzioni limitate e simmetriche. Prima: Insiemi e logica (quantificatori) e Numeri reali, sup e inf (maggioranti, limitatezza). Il seguito è Funzioni elementari.

Il filo dell’argomento:

funzione f : A → B          a ogni x di A una e una sola immagine in B
      |
      |-- dominio, codominio, immagine
      |-- iniettiva / suriettiva / biiettiva      come arrivano le frecce in B
      |
      v
operazioni sulle funzioni
      |-- composizione g ∘ f                     prima f, poi g
      |-- inversa f⁻¹                            solo se f è biiettiva
      `-- restrizione f|D                        si toglie dominio per renderla iniettiva
      |
      v
funzioni reali di variabile reale  f : D → R, D ⊆ R
      |-- grafico                                le proprietà si leggono con rette orizzontali
      |-- limitate                               il grafico sta in una striscia
      |-- pari, dispari, periodiche              simmetrie del grafico
      `-- monotone                               (21/9)

1Definizioni

1.1Funzione

Un numero descrive una grandezza costante. Una funzione descrive una grandezza variabile che dipende da un’altra: la temperatura al variare della posizione, la velocità al variare del tempo, il prezzo di una merce al variare del tempo (slide 46).

Funzione (slide 47). Siano AA, BB due insiemi non vuoti. Una funzione ff da AA a BB è una corrispondenza che associa a ogni elemento x∈Ax \in A uno e un solo elemento y∈By \in B. Tale elemento si indica con f(x)f(x) e si dice valore, o immagine, di ff in xx. In simboli:

∀x∈A∃! y∈B  tale che  y=f(x)\forall x \in A \quad \exists!\, y \in B \ \text{ tale che } \ y = f(x)

Il simbolo ∃!\exists! si legge “esiste un unico” (il prof annota: notazione per “unico”). Si scrive f:A→Bf : A \to B. La xx è la variabile indipendente, la y=f(x)y = f(x) la variabile dipendente: f(x)f(x) è univocamente determinato da xx.

Nella definizione ci sono due richieste, e mancarne una basta per non avere una funzione:

In BB invece possono arrivare zero, una o tante frecce: la definizione di funzione non chiede niente all’arrivo. Di quello si occupano iniettività e suriettività.

1.2Dominio, codominio, immagine

Data f:A→Bf : A \to B (slide 48):

Im(f)=f(A)={y∈B:∃ x∈A tale che y=f(x)}={f(x):x∈A}⊆B\mathrm{Im}(f) = f(A) = \{y \in B : \exists\, x \in A \text{ tale che } y = f(x)\} = \{f(x) : x \in A\} \subseteq B

Il prof annota: ”Im(f)\mathrm{Im}(f) è sempre contenuta nel codominio”, e segnala f(A)f(A) come nuova notazione per l’immagine.

Esempio del prof (slide 48): f(x)=1xf(x) = \frac1x. Scrivere f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R} è sbagliato, e il prof cancella la R\mathbb{R} di partenza: in 00 la formula non ha senso. Si scrive f:R∖{0}→Rf : \mathbb{R} \setminus \{0\} \to \mathbb{R}, con dominio R∖{0}\mathbb{R} \setminus \{0\}, codominio R\mathbb{R} e immagine Im(f)=R∖{0}\mathrm{Im}(f) = \mathbb{R} \setminus \{0\}: ogni y≠0y \neq 0 è raggiunto da x=1yx = \frac1y, e 00 non è raggiunto mai perché 1x≠0\frac1x \neq 0.

Codominio e immagine non sono la stessa cosa. Anche f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, f(x)=x2f(x) = x^2 ha codominio R\mathbb{R} ma immagine [0,+∞)[0, +\infty): i negativi stanno nel codominio e nessuna xx ci arriva.

1.3Iniettiva, suriettiva, biiettiva

Iniettiva (slide 49). Una funzione f:A→Bf : A \to B si dice iniettiva se

∀x1,x2∈Af(x1)=f(x2)  ⇒  x1=x2\forall x_1, x_2 \in A \qquad f(x_1) = f(x_2) \;\Rightarrow\; x_1 = x_2

Equivalentemente

∀x1,x2∈Ax1≠x2  ⇒  f(x1)≠f(x2)\forall x_1, x_2 \in A \qquad x_1 \neq x_2 \;\Rightarrow\; f(x_1) \neq f(x_2)

Il prof chiama AA la prima parte e BB la seconda e scrive sopra la seconda forma “non(BB) ⇒\Rightarrow non(AA)”: è la contronominale della prima. A parole: “due frecce distinte non puntano mai nello stesso punto”, cioè in ogni punto di BB arriva al più una freccia.

Suriettiva (slide 50). Una funzione f:A→Bf : A \to B si dice suriettiva se Im(f)=B\mathrm{Im}(f) = B. Equivalentemente

∀y∈B    ∃ x∈A  tale che  y=f(x)\forall y \in B \;\; \exists\, x \in A \ \text{ tale che } \ y = f(x)

Il prof annota perché è equivalente: la condizione scritta vuol dire B⊆Im(f)B \subseteq \mathrm{Im}(f), e l’altra inclusione Im(f)⊆B\mathrm{Im}(f) \subseteq B vale sempre. A parole: in ogni punto di BB arriva almeno una freccia. Nota della slide: f:A→f(A)f : A \to f(A) è sempre suriettiva, perché come codominio si è presa l’immagine.

Biiettiva (slide 51). Una funzione f:A→Bf : A \to B si dice biiettiva, o biunivoca, se è sia iniettiva sia suriettiva. Equivalentemente

∀y∈B    ∃! x∈A  tale che  y=f(x)\forall y \in B \;\; \exists!\, x \in A \ \text{ tale che } \ y = f(x)

A parole: in ogni punto di BB arriva esattamente una freccia.

frecce che arrivano in ogni y∈By \in B
iniettivaal più una (0 o 1)
suriettivaalmeno una (1, 2, …)
biiettivaesattamente una

1.4Composizione

Composizione (slide 52). Siano f:A→Bf : A \to B e g:C→Dg : C \to D. Se B⊆CB \subseteq C possiamo definire la composizione

g∘f:A→D,(g∘f)(x)=g(f(x))g \circ f : A \to D, \qquad (g \circ f)(x) = g\big(f(x)\big)

Si legge ”gg composto ff” oppure ”gg dopo ff”. L’ordine di scrittura è il contrario di quello di esecuzione: si applica prima ff, poi gg al risultato.

La condizione vera. La slide dice che g∘fg \circ f ha senso, cioè è ben definita, se

Im(f)⊆Dom(g)\mathrm{Im}(f) \subseteq \mathrm{Dom}(g)

Il prof annota C=Dom(g)C = \mathrm{Dom}(g) e B⊇Im(f)B \supseteq \mathrm{Im}(f): B⊆CB \subseteq C è più del necessario, perché chiede che tutto il codominio di ff stia nel dominio di gg, mentre servono solo i valori raggiunti davvero.

1.5Funzione inversa

Funzione inversa (slide 54). Sia f:A→Bf : A \to B biiettiva, cioè ∀y∈B\forall y \in B esiste un unico x∈Ax \in A con y=f(x)y = f(x): in ogni punto y∈By \in B arriva una e una sola freccia, e percorrendola all’indietro si trova l’xx associato. Possiamo definire la funzione inversa f−1:B→Af^{-1} : B \to A, che associa a un punto y∈By \in B l’unico elemento x=f−1(y)∈Ax = f^{-1}(y) \in A tale che f(x)=yf(x) = y:

{y=f(x)x∈A  ⟺  {x=f−1(y)y∈B\begin{cases} y = f(x) \\ x \in A \end{cases} \iff \begin{cases} x = f^{-1}(y) \\ y \in B \end{cases}

Il prof annota da dove viene ogni pezzo: che l’xx esista deriva da ff suriettiva, che sia unico deriva da ff iniettiva.

Slide 55 e pagina seguente: la funzione inversa di una funzione biiettiva f:A→Bf : A \to B è l’unica funzione g:B→Ag : B \to A tale che

f∘g=IdBeg∘f=IdAf \circ g = \mathrm{Id}_B \qquad\text{e}\qquad g \circ f = \mathrm{Id}_A

dove IdA:A→A\mathrm{Id}_A : A \to A, x↦xx \mapsto x, è l’identità su AA. Cioè f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x)) = x per ogni x∈Ax \in A e f(f−1(y))=yf(f^{-1}(y)) = y per ogni y∈By \in B: andare con ff e tornare con f−1f^{-1} riporta al punto di partenza, in tutti e due i sensi.

Attenzione alla notazione: f−1(x)f^{-1}(x) è la funzione inversa, non 1f(x)\frac{1}{f(x)}.

Perché serve la biiettività.

1.6Restrizione

Restrizione (slide 56). Sia f:A→Bf : A \to B. Dato un sottoinsieme D⊆AD \subseteq A, la restrizione di ff a DD è la funzione

f∣D:D→B,f∣D(x)=f(x)∀x∈Df_{|D} : D \to B, \qquad f_{|D}(x) = f(x) \quad \forall x \in D

Si legge ”ff ristretta a DD”. Non si fa altro che cambiare il dominio, prendendone un sottoinsieme. È lo strumento per rendere iniettiva, e quindi invertibile, una funzione che non lo è: si butta via la parte di dominio che crea frecce doppie.

1.7Funzioni reali di variabile reale

Funzioni reali di variabile reale (slide 57-58). Sono le funzioni f:D→Rf : D \to \mathbb{R} con D⊆RD \subseteq \mathbb{R}. Il prof cerchia le due parole: “reali” vuol dire codominio R\mathbb{R}, “di variabile reale” vuol dire dominio D⊆RD \subseteq \mathbb{R}.

Grafico. Il grafico di ff è il sottoinsieme del piano cartesiano R2=R×R\mathbb{R}^2 = \mathbb{R} \times \mathbb{R} (dominio per codominio)

graf(f):={(x,y)∈R2:x∈D, y=f(x)}\mathrm{graf}(f) := \{(x, y) \in \mathbb{R}^2 : x \in D,\ y = f(x)\}

La notazione si legge “grafico di ff”. Sull’asse orizzontale la variabile indipendente, su quello verticale la dipendente.

Dominio e immagine dal grafico (pagina dopo la slide 60). Il dominio è la proiezione del grafico sull’asse xx; l’immagine di ff è la proiezione del grafico sull’asse yy.

Cardinalità. #E\#E si legge “cardinalità” e indica il numero di elementi di un insieme EE. Serve per scrivere in simboli quante volte una retta tocca il grafico.

1.8Funzioni limitate

Funzione limitata (slide 60). Una funzione f:D→Rf : D \to \mathbb{R}, D⊆RD \subseteq \mathbb{R}, si dice:

Il prof annota: ff è limitata superiormente se e solo se Im(f)\mathrm{Im}(f) è un insieme limitato superiormente, e MM è un suo maggiorante. È la definizione di Numeri reali, sup e inf applicata all’immagine.

Sul grafico (pagine dopo la slide 60): una funzione è limitata superiormente se e solo se il grafico sta sotto qualche retta orizzontale; limitata inferiormente se sta sopra qualche retta orizzontale; limitata se il grafico è contenuto in una striscia delimitata da due rette orizzontali. Esempi della slide: −x2-x^2 è limitata superiormente e non inferiormente, exe^x inferiormente e non superiormente, sin⁡x\sin x limitata.

1.9Pari, dispari, periodiche

Sia f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R} (slide 61).

Pari. ff è pari se f(−x)=f(x)f(-x) = f(x) per ogni x∈Rx \in \mathbb{R}. Annotazione del prof: se e solo se il grafico ha simmetria assiale rispetto all’asse yy. Esempi: x2x^2, x4x^4, ∣x∣|x|, cos⁡x\cos x.

Dispari. ff è dispari se f(−x)=−f(x)f(-x) = -f(x) per ogni x∈Rx \in \mathbb{R}: se e solo se il grafico ha simmetria centrale rispetto all’origine. Esempi: xx, x3x^3, sin⁡x\sin x. Una dispari definita in 00 ha per forza f(0)=0f(0) = 0, perché f(0)=−f(0)f(0) = -f(0).

Periodica. ff è periodica se esiste T>0T > 0 tale che f(x+T)=f(x)f(x + T) = f(x) per ogni x∈Rx \in \mathbb{R}. Un tale TT si chiama periodo. Il grafico si ripete uguale ogni TT. Esempi: sin⁡x\sin x e cos⁡x\cos x con T=2πT = 2\pi.

Una funzione può non essere né pari né dispari, per esempio f(x)=x+1f(x) = x + 1: f(−1)=0f(-1) = 0 e f(1)=2f(1) = 2, quindi non vale né f(−1)=f(1)f(-1) = f(1) né f(−1)=−f(1)f(-1) = -f(1). Se TT è un periodo lo sono anche 2T2T, 3T3T, …: il periodo che si indica di solito è il più piccolo, quando esiste (esercizio del prof in Esercizi tipo esame).

1.10Funzioni monotone (21/9)

Monotona (slide 62-63). Una funzione f:D→Rf : D \to \mathbb{R}, D⊆RD \subseteq \mathbb{R}, si dice:

“Crescente” senza “strettamente” ammette tratti piatti: una costante è sia crescente sia decrescente. Esempio della slide 63 di funzione non monotona: x2x^2, strettamente decrescente in (−∞,0](-\infty, 0] e strettamente crescente in [0,+∞)[0, +\infty). La monotonia riguarda un intervallo preciso: su tutto R\mathbb{R} la parabola non è monotona, sui due pezzi sì.

Una funzione strettamente monotona è iniettiva: se x1≠x2x_1 \neq x_2, uno dei due è più piccolo, e i valori sono diversi. È il modo più comodo per dimostrare l’iniettività, e lo si usa per tutte le funzioni elementari.

2Enunciati

2.1Proprietà sul grafico

In simboli, come scritto dal prof:

f iniettiva  ⟺  ∀ℓ retta orizzontale, #(ℓ∩graf(f))≤1f \text{ iniettiva} \iff \forall \ell \text{ retta orizzontale},\ \#\big(\ell \cap \mathrm{graf}(f)\big) \leq 1 f non iniettiva  ⟺  ∃ ℓ retta orizzontale:#(ℓ∩graf(f))>1f \text{ non iniettiva} \iff \exists\, \ell \text{ retta orizzontale} : \#\big(\ell \cap \mathrm{graf}(f)\big) > 1

La seconda riga è la negazione della prima, fatta con le regole di Insiemi e logica. Per la biiettività il prof annota: esattamente un punto vuol dire al più un punto (iniettività) e almeno un punto (suriettività).

Perché funziona. La retta orizzontale y=y0y = y_0 tocca il grafico nei punti (x,y0)(x, y_0) con f(x)=y0f(x) = y_0. Contare le intersezioni vuol dire contare le frecce che arrivano in y0y_0.

2.2Proprietà della composizione

2.3Grafico dell’inversa (slide 64, 21/9)

Annotazione sul PDF del 21/9: “invertibile” vuol dire iniettiva e suriettiva, e qui la suriettività è gratis perché il codominio è proprio l’immagine f(D)f(D). Nella relazione y=f(x)  ⟺  x=f−1(y)y = f(x) \iff x = f^{-1}(y) la yy sta in f(D)f(D) e la xx in DD.

Perché
(x0,y0)∈graf(f)  ⟺  y0=f(x0)  ⟺  x0=f−1(y0)  ⟺  (y0,x0)∈graf(f−1)(x_0, y_0) \in \mathrm{graf}(f) \iff y_0 = f(x_0) \iff x_0 = f^{-1}(y_0) \iff (y_0, x_0) \in \mathrm{graf}(f^{-1})

Scambiare le coordinate di un punto vuol dire rifletterlo rispetto alla retta y=xy = x.

3Metodo

Verificare che una funzione è iniettiva. Si parte da f(x1)=f(x2)f(x_1) = f(x_2) e si cerca di arrivare a x1=x2x_1 = x_2. Oppure si mostra che è strettamente monotona. Per mostrare che non lo è basta un controesempio: due punti diversi con lo stesso valore.

Verificare che è suriettiva. Si prende yy generico nel codominio, si risolve f(x)=yf(x) = y rispetto a xx e si controlla che la soluzione stia nel dominio. Per mostrare che non lo è basta un yy senza soluzione.

Scrivere una funzione come composizione. Si guarda l’ordine in cui si farebbero i conti partendo da xx: la prima operazione è f1f_1, la seconda f2f_2, e così via. Poi si scrive al contrario, h=fn∘⋯∘f2∘f1h = f_n \circ \dots \circ f_2 \circ f_1. La scomposizione non è unica.

Mostrare che g∘f≠f∘gg \circ f \neq f \circ g. Basta un solo xx in cui i due valori sono diversi. Il punto va scelto con cura: in alcuni punti coincidono per caso.

Trovare l’inversa.

  1. Controlla che ff sia biiettiva. Se non è iniettiva, restringi il dominio; se non è suriettiva, prendi come codominio l’immagine.
  2. Scrivi y=f(x)y = f(x) e ricava xx in funzione di yy.
  3. Verifica f−1(f(x))=xf^{-1}(f(x)) = x e f(f−1(y))=yf(f^{-1}(y)) = y.

Pari o dispari. Calcola f(−x)f(-x) e confrontalo con f(x)f(x) e con −f(x)-f(x). Per dire che non è pari basta un xx con f(−x)≠f(x)f(-x) \neq f(x).

4Esempi svolti a lezione

4.1ES1: iniettiva non suriettiva, f(x)=3xf(x) = \frac3x (16/9, pagina dopo la slide 50)

f:R∖{0}→Rf : \mathbb{R} \setminus \{0\} \to \mathbb{R}, f(x)=3xf(x) = \frac{3}{x}. Il grafico è un’iperbole con due rami, nel primo e nel terzo quadrante.

4.2ES2: iniettiva e non suriettiva da dominio a immagine? (16/9)

Non esiste. Se si chiede che il codominio sia l’immagine, la funzione è suriettiva per costruzione: f:A→f(A)f : A \to f(A) lo è sempre.

4.3ES3: suriettiva non iniettiva, f(x)=∣x∣f(x) = |x| (16/9)

f:R→[0,+∞)f : \mathbb{R} \to [0, +\infty), f(x)=∣x∣f(x) = |x|.

Sulla pagina il codominio è scritto [0,+∞][0, +\infty] con la quadra: a +∞+\infty la parentesi va tonda, [0,+∞)[0, +\infty).

4.4cos⁡(x2)\cos(x^2) e (cos⁡x)2(\cos x)^2: la composizione non commuta (slide 53)

f,g:R→Rf, g : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, f(x)=x2f(x) = x^2, g(x)=cos⁡xg(x) = \cos x.

(g∘f)(x)=g(x2)=cos⁡(x2)(f∘g)(x)=f(cos⁡x)=(cos⁡x)2(g \circ f)(x) = g(x^2) = \cos(x^2) \qquad (f \circ g)(x) = f(\cos x) = (\cos x)^2

Come verificare che cos⁡(x2)≠(cos⁡x)2\cos(x^2) \neq (\cos x)^2? Si sceglie un xx opportuno.

Il trucco è scegliere xx in modo che uno dei due conti sia facile (x2=πx^2 = \pi) e l’altro abbia un segno obbligato.

4.5log⁡x2+1\log\sqrt{x^2 + 1} come composizione, e l’associatività (slide 53)

h(x)=log⁡(x2+1)h(x) = \log\left(\sqrt{x^2 + 1}\right). Partendo da xx si calcola prima x2+1x^2 + 1, poi la radice, poi il logaritmo:

f1(x)=x2+1f2(x)=xf3(x)=log⁡xh=f3∘f2∘f1f_1(x) = x^2 + 1 \qquad f_2(x) = \sqrt{x} \qquad f_3(x) = \log x \qquad h = f_3 \circ f_2 \circ f_1

Il prof mostra anche un’altra scomposizione, f1(x)=x2f_1(x) = x^2, f2(x)=x+1f_2(x) = \sqrt{x + 1}, f3(x)=log⁡xf_3(x) = \log x: non esiste un modo unico.

Controllo delle condizioni: Im(f1)=[1,+∞)\mathrm{Im}(f_1) = [1, +\infty) sta nel dominio della radice [0,+∞)[0, +\infty); la radice di un numero ≥1\geq 1 è ≥1\geq 1, che sta nel dominio del logaritmo (0,+∞)(0, +\infty). Quindi hh è definita su tutto R\mathbb{R}.

Verifica dell’associatività sull’esempio (pagina dopo la slide 53).

Stesso risultato. (Sulla pagina del prof il primo conto ha un x2+2\sqrt{x^2 + 2} scappato in un passaggio intermedio; il risultato giusto è quello con x2+1x^2 + 1.)

4.6Invertire x2x^2 con una restrizione (pagine dopo la slide 56)

f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, f(x)=x2f(x) = x^2. Qual è l’inversa? Il prof: in questo caso la domanda non ha senso, perché ff non è iniettiva e quindi non esiste la funzione inversa. Infatti:

Passo 1, iniettività. Si restringe a R+∪{0}=[0,+∞)\mathbb{R}^+ \cup \{0\} = [0, +\infty):

f∣[0,+∞):[0,+∞)→Reˋ iniettivaf_{|[0,+\infty)} : [0, +\infty) \to \mathbb{R} \quad \text{è iniettiva}

Sui numeri ≥0\geq 0 il quadrato è strettamente crescente.

Passo 2, suriettività. Diventa biiettiva se come codominio si considera l’immagine:

f∣[0,+∞):[0,+∞)→[0,+∞)f_{|[0,+\infty)} : [0, +\infty) \to [0, +\infty)

è iniettiva e suriettiva, quindi biiettiva e invertibile.

Passo 3, l’inversa. Da y=x2y = x^2 con x≥0x \geq 0 si ricava x=yx = \sqrt{y}, quindi f−1(x)=xf^{-1}(x) = \sqrt{x}. Verifica:

f−1∘f(x)=x2=x=Id(x)f∘f−1(x)=(x)2=x=Id(x)∀x≥0f^{-1} \circ f(x) = \sqrt{x^2} = x = \mathrm{Id}(x) \qquad f \circ f^{-1}(x) = (\sqrt{x})^2 = x = \mathrm{Id}(x) \qquad \forall x \geq 0

Il primo passaggio regge solo grazie alla restrizione: in generale x2=∣x∣\sqrt{x^2} = |x|, e vale xx solo per x≥0x \geq 0.

4.7Periodica senza periodo minimo: il caso costante (pagina dopo la slide 61)

Il prof chiede di esibire una funzione periodica tale che non esista

min⁡{T>0:f(x+T)=f(x)  ∀x∈R}\min \{T > 0 : f(x + T) = f(x) \ \ \forall x \in \mathbb{R}\}

La costante f(x)=5f(x) = 5 funziona: per qualsiasi T>0T > 0 vale f(x+T)=5=f(x)f(x + T) = 5 = f(x), quindi l’insieme dei periodi è (0,+∞)(0, +\infty). Il suo inf è 00, ma 00 non è un periodo ammesso (si chiede T>0T > 0), quindi il minimo non esiste. Poi il prof rilancia: esibirne una non costante. È l’esercizio 3 qui sotto.

5Esercizi tipo esame

5.1Crocette (stile parte 1)

C1. f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, f(x)=x2f(x) = x^2 è: a) iniettiva ma non suriettiva b) suriettiva ma non iniettiva c) né iniettiva né suriettiva d) biiettiva

Soluzione

c. Non iniettiva: f(−1)=f(1)f(-1) = f(1). Non suriettiva: −1-1 non ha controimmagine. Diventerebbe biiettiva solo restringendo il dominio a [0,+∞)[0, +\infty) e prendendo come codominio [0,+∞)[0, +\infty).

C2. f:R∖{0}→Rf : \mathbb{R} \setminus \{0\} \to \mathbb{R}, f(x)=3xf(x) = \frac3x è: a) iniettiva ma non suriettiva b) suriettiva ma non iniettiva c) né iniettiva né suriettiva d) biiettiva

Soluzione

a, l’ES1 del prof. Il valore 00 non è mai assunto. Con codominio R∖{0}\mathbb{R} \setminus \{0\} sarebbe biiettiva.

C3. Siano f(x)=x2f(x) = x^2 e g(x)=cos⁡xg(x) = \cos x. Quanto vale (g∘f)(π)(g \circ f)(\sqrt\pi)? a) 11 b) −1-1 c) cos⁡2π\cos^2\sqrt\pi d) π\pi

Soluzione

b. g∘fg \circ f applica prima ff: f(π)=πf(\sqrt\pi) = \pi, poi g(π)=cos⁡π=−1g(\pi) = \cos\pi = -1. La c) è (f∘g)(π)(f \circ g)(\sqrt\pi), l’ordine sbagliato.

C4. Quale funzione R→R\mathbb{R} \to \mathbb{R} è dispari? a) x2+xx^2 + x b) x3−sin⁡xx^3 - \sin x c) x2cos⁡xx^2\cos x d) x+1x + 1

Soluzione

b. (−x)3−sin⁡(−x)=−x3+sin⁡x=−(x3−sin⁡x)(-x)^3 - \sin(-x) = -x^3 + \sin x = -(x^3 - \sin x). La c) è pari (prodotto di due pari), la a) e la d) non sono né pari né dispari: per esempio in x=1x = 1 la a) vale 22 e in x=−1x = -1 vale 00.

5.2Esercizi (stile parte 2)

Esercizio 1. Sia f:R∖{3}→Rf : \mathbb{R} \setminus \{3\} \to \mathbb{R}, f(x)=2x+1x−3f(x) = \dfrac{2x + 1}{x - 3}. Dire se è iniettiva, trovarne l’immagine, e scrivere l’inversa di f:R∖{3}→Im(f)f : \mathbb{R} \setminus \{3\} \to \mathrm{Im}(f).

Soluzione

Suriettività e immagine. Dato yy, risolvo 2x+1x−3=y\frac{2x+1}{x-3} = y con x≠3x \neq 3:

2x+1=y(x−3)  ⟺  2x−yx=−3y−1  ⟺  x(2−y)=−(3y+1)2x + 1 = y(x - 3) \iff 2x - yx = -3y - 1 \iff x(2 - y) = -(3y + 1)

Se y=2y = 2 l’equazione diventa 0=−70 = -7, impossibile: 2∉Im(f)2 \notin \mathrm{Im}(f). Se y≠2y \neq 2:

x=3y+1y−2x = \frac{3y + 1}{y - 2}

e questo xx non vale mai 33 (sarebbe 3y+1=3y−63y + 1 = 3y - 6, cioè 1=−61 = -6). Quindi Im(f)=R∖{2}\mathrm{Im}(f) = \mathbb{R} \setminus \{2\}, e ff non è suriettiva su R\mathbb{R}.

Iniettività. Per ogni yy la soluzione trovata è unica, quindi in ogni punto arriva al più una freccia: ff è iniettiva. Coi conti diretti: 2x1+1x1−3=2x2+1x2−3\frac{2x_1 + 1}{x_1 - 3} = \frac{2x_2+1}{x_2-3} porta, moltiplicando in croce e semplificando, a −7x1=−7x2-7x_1 = -7x_2.

Inversa. f−1:R∖{2}→R∖{3}f^{-1} : \mathbb{R} \setminus \{2\} \to \mathbb{R} \setminus \{3\}, f−1(y)=3y+1y−2f^{-1}(y) = \dfrac{3y+1}{y-2}. Verifica in un punto: f(0)=−13f(0) = -\frac13 e f−1(−13)=−1+1−13−2=0f^{-1}\left(-\frac13\right) = \frac{-1 + 1}{-\frac13 - 2} = 0.

Esercizio 2. Siano f(x)=xf(x) = \sqrt{x} e g(x)=x2−1g(x) = x^2 - 1, ciascuna sul suo dominio naturale. Scrivere g∘fg \circ f e f∘gf \circ g con i loro domini.

Soluzione

g∘fg \circ f. Prima ff, che richiede x≥0x \geq 0; poi gg, definita ovunque. (g∘f)(x)=(x)2−1=x−1(g \circ f)(x) = (\sqrt{x})^2 - 1 = x - 1 con dominio [0,+∞)[0, +\infty). Anche se la formula finale x−1x - 1 avrebbe senso per ogni xx, il dominio della composizione lo decide il primo passo.

f∘gf \circ g. Prima gg, poi la radice, che richiede g(x)≥0g(x) \geq 0: x2−1≥0  ⟺  x≤−1x^2 - 1 \geq 0 \iff x \leq -1 oppure x≥1x \geq 1. (f∘g)(x)=x2−1(f \circ g)(x) = \sqrt{x^2 - 1} con dominio (−∞,−1]∪[1,+∞)(-\infty, -1] \cup [1, +\infty).

Due funzioni diverse anche nel dominio: la composizione non è commutativa.

Esercizio 3 (lasciato dal prof il 16/9). Esibire una funzione periodica non costante tale che non esista il minimo dei periodi.

Soluzione

Funzione di Dirichlet.

f(x)={1x∈Q0x∉Qf(x) = \begin{cases} 1 & x \in \mathbb{Q} \\ 0 & x \notin \mathbb{Q} \end{cases}

Non è costante. Ogni razionale T>0T > 0 è un periodo: se xx è razionale, x+Tx + T è razionale; se xx è irrazionale, x+Tx + T è irrazionale (altrimenti x=(x+T)−Tx = (x+T) - T sarebbe razionale). Quindi f(x+T)=f(x)f(x+T) = f(x) per ogni xx.

I periodi comprendono tutti i razionali positivi, che non hanno un minimo: dato TT, anche T2\frac{T}{2} è un razionale positivo più piccolo. L’inf dei periodi è 00, che non è un periodo ammesso. Quindi il minimo non esiste.

Esercizio 4. Sia f:R→Rf : \mathbb{R} \to \mathbb{R}, f(x)=x∣x∣f(x) = x|x|. Dire se è pari o dispari, se è iniettiva e suriettiva, e trovarne l’inversa.

Soluzione

Forma a tratti. f(x)=x2f(x) = x^2 per x≥0x \geq 0, f(x)=−x2f(x) = -x^2 per x<0x < 0.

Dispari. f(−x)=(−x)∣−x∣=−x∣x∣=−f(x)f(-x) = (-x)|-x| = -x|x| = -f(x).

Iniettiva. Su [0,+∞)[0, +\infty) è x2x^2, strettamente crescente; su (−∞,0)(-\infty, 0) è −x2-x^2, anch’essa strettamente crescente (la parabola rovesciata sale fino a 00). I due pezzi si attaccano in f(0)=0f(0) = 0 con valori negativi a sinistra e positivi a destra, quindi ff è strettamente crescente su tutto R\mathbb{R}, e dunque iniettiva.

Suriettiva. Dato y≥0y \geq 0, x=yx = \sqrt{y} dà f(x)=yf(x) = y; dato y<0y < 0, x=−−yx = -\sqrt{-y} dà f(x)=−(−y)=yf(x) = -(-y) = y. Ogni yy è raggiunto.

Inversa.

f−1(y)={yy≥0−−yy<0f^{-1}(y) = \begin{cases} \sqrt{y} & y \geq 0 \\ -\sqrt{-y} & y < 0 \end{cases}

Anch’essa dispari, come deve essere l’inversa di una dispari.

6Errori tipici

7Domande